Il leader di Noi di Centro lancia l’allarme dopo il voto in Calabria e Marche: «Troppi veti e radicalismi, così si rischia di compromettere la vittoria anche in Campania».
Un avvertimento netto al centrosinistra, con la consueta lucidità politica e un pizzico di realismo.
Clemente Mastella, leader di Noi di Centro e sindaco di Benevento, interviene dopo il voto in Calabria e nelle Marche per commentare la sconfitta del “campo largo” e lanciare un messaggio chiaro:
«Senza il centro si perde. La Calabria lo dimostra».
Nel suo ragionamento, il sindaco sannita individua le cause della crisi nel progressivo allontanamento dell’elettorato moderato e nella mancanza di una vera connessione con i territori. E, guardando alla Campania, avverte: «Così si rischia di compromettere la vittoria anche qui».
“La Calabria docet”: l’analisi di Mastella
Il voto in Calabria, dove il centrosinistra ha perso nonostante il candidato fosse di area Movimento 5 Stelle, diventa per Mastella un segnale d’allarme.
«Le dimensioni del dato derivante dalle Regionali in Calabria sono un altro campanello d’allarme. Questo cosiddetto campo largo così non attrae e rispetto alle Marche questa volta si è perso anche con il candidato diretta espressione dei 5 Stelle, sfatando così un altro falso mito».
Per il leader di Noi di Centro, l’esperimento di alleanza tra Pd e M5S non è riuscito a consolidare un rapporto reale con l’elettorato.
«Il rapporto con il popolo non si stringe – aggiunge – e non c’è quella connessione sentimentale sui temi. Non basta l’emozione per Gaza o altri fattori esterni, altrimenti si ricade nella sindrome delle piazze piene e delle urne vuote».

“Serve realismo, non illusioni”
Con la sua consueta franchezza, Mastella invita i vertici del centrosinistra a recuperare realismo politico:
«È incredibile che alcuni leader siano talmente obnubilati da aver perso il contatto con la realtà, tanto da immaginare contendibili regioni come Calabria e Marche, dove si è perso con un distacco netto. Non dico la preveggenza, ma almeno un minimo di realismo…».
Un riferimento diretto alla tendenza, a suo dire, di sopravvalutare l’appeal del campo largo in territori dove la tradizione moderata e il voto civico restano determinanti.
“Il centro è decisivo per vincere”
Il cuore del messaggio è politico: senza il centro, non si vince.
Mastella ribadisce un concetto che ha segnato tutta la sua carriera: il voto dei moderati, dei cattolici democratici e degli amministratori locali rappresenta la chiave per costruire maggioranze stabili.
«Più la coalizione si sbilancia verso temi massimalisti e verso il radicalismo di sinistra, più si perde – spiega – perché si allontana l’elettorato centrista e moderato. È successo nelle Marche e in Calabria. Le aree centrali sono decisive per vincere».
Una lezione che, secondo il sindaco di Benevento, dovrebbe essere recepita anche in Campania, dove il centrosinistra si prepara a una sfida complessa con il campo largo guidato da Roberto Fico.
L’avvertimento: “In Campania rischio di sprecare il vantaggio”
La parte più dura del suo intervento è dedicata proprio alla Campania, dove Mastella teme che divisioni e radicalismi possano mettere in discussione il vantaggio finora accumulato nei sondaggi.
«Le preoccupazioni non possono non allargarsi alla Campania. Il giustizialismo etico, i veti ingiustificati su chi ha radicamento territoriale vero, la disputa senza fine tra Fico e De Luca, condizioni a volte inaccettabili su identità e simboli di grandi tradizioni politiche e ancora il fuoco amico sui territori con chi è alleato e meriterebbe rispetto: se si persevera in questi errori macroscopici, si rischia di sprecare il vantaggio accumulato e di mettere a rischio la vittoria».
Un messaggio che suona come un monito al Partito Democratico e ai promotori del campo progressista, chiamati a ricomporre le fratture interne e ad aprirsi al contributo delle forze centriste.
Fico, De Luca e il difficile equilibrio del centrosinistra
Mastella non cita direttamente i protagonisti, ma il riferimento è chiaro: la tensione tra il governatore uscente Vincenzo De Luca e il candidato Roberto Fico è ormai evidente.
Da settimane, i due rappresentano due anime diverse del centrosinistra: pragmatismo amministrativo e rinnovamento politico.
Secondo Mastella, questa contrapposizione rischia di disorientare l’elettorato moderato, storicamente decisivo in Campania:
«Non si può continuare con veti e personalismi. Serve una sintesi politica che unisca esperienza e innovazione».

“Correggere la rotta, e in fretta”
Nella sua nota, Mastella invita apertamente la coalizione a rivedere la propria strategia prima che sia troppo tardi.
«Prima che sia tardi, si corregga la rotta velocemente e decisamente».
Per il sindaco di Benevento, il campo largo deve abbandonare l’impostazione ideologica e recuperare una visione di governo, fatta di proposte concrete su sanità, infrastrutture, lavoro e sicurezza.
Solo così, sostiene, potrà riconquistare la fiducia degli elettori centristi che oggi guardano con distacco alla politica nazionale.
Il paradosso del cambiamento
Nella parte finale della sua riflessione, Mastella denuncia quello che definisce “il paradosso del cambiamento”:
«Il paradosso è che proprio chi è nato sull’onda del cambiamento, poi fatica ad interpretarlo. C’è la netta impressione che da una parte ci sia la concretezza e dall’altra la fumisteria, e così non va».
Un attacco implicito ai movimenti e ai partiti che, a suo dire, hanno perso la connessione con la realtà quotidiana e con le esigenze del territorio.
La strategia di Mastella e il ruolo di Noi di Centro
Dietro l’analisi politica, si legge anche la strategia di Noi di Centro, il movimento fondato da Mastella e radicato soprattutto nel Sannio e nel Casertano.
Il partito, che alle scorse regionali aveva sostenuto De Luca, punta ora a rafforzare la propria presenza nel campo progressista, ma chiedendo maggiore riconoscimento politico e spazi di rappresentanza.
L’obiettivo è diventare l’ago della bilancia tra le diverse anime della coalizione, offrendo al centrosinistra un profilo più moderato e pragmatico, capace di parlare anche a chi non si riconosce nei partiti tradizionali.
Le reazioni nel campo politico campano
Le parole di Mastella hanno trovato eco immediata nel dibattito politico regionale.
Secondo fonti del Pd, si tratta di un “richiamo realistico” che merita attenzione, mentre alcuni esponenti del M5S hanno replicato rivendicando la coerenza programmatica del progetto Fico.
Nel frattempo, nel centrodestra, il commento del leader di Noi di Centro è stato interpretato come un segnale di tensione interna al campo progressista, in un momento in cui Fratelli d’Italia e Forza Italia si preparano a ufficializzare la candidatura di Edmondo Cirielli.

Un equilibrio difficile per la coalizione
Con le elezioni alle porte, il messaggio di Mastella si inserisce in un quadro politico sempre più complesso.
Da un lato il centrosinistra tenta di compattarsi intorno a Fico; dall’altro, il centrodestra si organizza per presentare un candidato forte e competitivo.
In mezzo, c’è la fascia moderata, quella a cui Mastella fa riferimento e che, storicamente, può decidere l’esito di una consultazione.
«Le aree centrali sono decisive per vincere» – ha ribadito il sindaco sannita – e la Campania non fa eccezione».
Con il suo intervento, Clemente Mastella riporta al centro del dibattito un tema antico ma sempre attuale: senza il centro politico non si vince.
La sconfitta in Calabria e nelle Marche, per lui, è il segnale che il “campo largo” non può fare a meno di un’anima moderata, capace di parlare ai ceti produttivi, ai cattolici e agli amministratori locali.
Il suo monito alla coalizione campana è chiaro:
«Correggere la rotta, subito e con decisione».
Un invito che arriva da un veterano della politica meridionale, consapevole che la Campania, più di altre regioni, si gioca la partita proprio sull’equilibrio tra pragmatismo e idealismo.


