Maresca chiede al sindaco di Napoli di bloccare la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, relatrice Onu per i diritti umani, accusata di aver offeso la città
Nuovo scontro politico a Napoli attorno alla figura di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei territori palestinesi occupati. Dopo l’approvazione da parte del Consiglio comunale della proposta di conferirle la cittadinanza onoraria, il consigliere comunale Catello Maresca ha presentato una richiesta formale al sindaco Gaetano Manfredi per bloccare il provvedimento.
Secondo Maresca, infatti, “non si può attribuire la massima onorificenza cittadina a chi ha offeso Napoli e mostrato atteggiamenti contrari ai suoi valori di libertà e civiltà”.
La richiesta formale al sindaco e al Consiglio comunale
In una nota indirizzata al sindaco Manfredi e alla presidente del Consiglio comunale Enza Amato, Maresca invita a non dare seguito all’ordine del giorno approvato dall’aula.
“La cittadinanza onoraria – scrive – è un riconoscimento simbolico che rappresenta i valori e l’identità di una comunità. Napoli è una città che ha sempre fatto del dialogo, della tolleranza e del rispetto reciproco i suoi pilastri. Non possiamo riconoscere la nostra massima onorificenza a chi ha pubblicamente offeso la nostra città”.

Le critiche a Francesca Albanese
Al centro della polemica ci sono alcune affermazioni e prese di posizione della relatrice Onu, considerate da Maresca “offensive nei confronti dei napoletani”.
Il consigliere ricorda “gli episodi che hanno suscitato polemiche”, come il confronto con il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari e alcuni interventi pubblici in cui Albanese, secondo Maresca, avrebbe “utilizzato stereotipi e negato la libertà di opinione”.
“Chi utilizza linguaggi divisivi e pregiudizievoli – sottolinea – non può rappresentare i valori di una città come Napoli”.
Una questione di coerenza e rispetto
Per l’ex magistrato e oggi consigliere comunale, la questione va oltre il merito politico e riguarda “la coerenza e il rispetto per i cittadini e per le istituzioni”.
“Chi nega la libertà di opinione e utilizza stereotipi contro un’intera comunità non può rappresentare i valori di Napoli – conclude Maresca –. È una questione di coerenza, di rispetto per i napoletani e per le istituzioni che essi rappresentano”.
Chi è Francesca Albanese
Francesca Albanese è relatrice speciale delle Nazioni Unite per la situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati. La sua figura è spesso al centro di dibattiti internazionali per le posizioni espresse nei confronti di Israele e dei Paesi occidentali.
Negli ultimi mesi, le sue dichiarazioni hanno suscitato discussioni anche in Italia, tra chi la considera una voce indipendente e chi invece la accusa di parzialità.

Il significato simbolico della cittadinanza onoraria
A Napoli, la cittadinanza onoraria ha sempre avuto un valore fortemente simbolico, assegnata a figure considerate rappresentative dei valori di solidarietà, accoglienza e impegno civile.
Negli ultimi anni, il riconoscimento è stato conferito a personalità del mondo della cultura, dello sport e della società civile, ma raramente ha sollevato un dibattito politico così acceso come nel caso di Francesca Albanese.
Le reazioni e il dibattito in Consiglio comunale
La mozione per conferire la cittadinanza era stata approvata con i voti della maggioranza, ma aveva subito incontrato la contrarietà di parte dell’opposizione.
L’intervento di Maresca riaccende ora il confronto tra le forze politiche napoletane: da un lato chi difende la scelta come gesto di solidarietà e apertura al dialogo internazionale, dall’altro chi la considera una scelta divisiva e inopportuna per la città.
Napoli tra diplomazia e identità civica
Il caso Albanese mostra come, anche a livello locale, le dinamiche internazionali possano avere un impatto politico diretto.
Napoli, storicamente città del dialogo e dell’accoglienza, si trova oggi al centro di una discussione che intreccia temi di libertà di espressione, diritti umani e rappresentanza dei valori cittadini.
La decisione finale spetterà al sindaco e al Consiglio comunale, chiamati a valutare se confermare o meno un riconoscimento che divide opinione pubblica e politica.


