La sentenza è stata emessa dal Tribunale per i Minorenni al termine del processo celebrato con rito abbreviato
È stato condannato a 14 anni e 8 mesi di reclusione il giovane che, nel novembre 2025, uccise il 19enne Marco Pio Salomone nel quartiere Arenaccia, a Napoli. La sentenza è stata pronunciata oggi, 18 giugno 2026, dal Tribunale per i Minorenni al termine del procedimento svolto con rito abbreviato. L’imputato, che all’epoca dei fatti aveva 15 anni, è stato ritenuto responsabile di omicidio volontario. La vicenda aveva suscitato forte attenzione in città per la giovane età sia della vittima sia dell’autore del delitto. Inoltre, le circostanze in cui si consumò l’episodio contribuirono all’attenzione mediatica.
La notte dell’omicidio nel quartiere Arenaccia
I fatti risalgono alla notte del 22 novembre 2025. Marco Pio Salomone fu trasportato in condizioni gravissime al Pronto Soccorso dell’ospedale CTO di Napoli dopo essere stato raggiunto da un colpo di pistola alla testa. Nonostante i tentativi dei medici, il giovane morì poche ore dopo a causa delle ferite riportate. Secondo quanto emerso dalle indagini, il 19enne si trovava all’interno di un’automobile insieme ad alcuni amici in via Generale Francesco Pinto, nel quartiere Arenaccia. Proprio in quell’auto venne colpito dal proiettile. I ragazzi presenti riferirono agli operatori sanitari e successivamente agli investigatori di non aver visto chi avesse sparato. Raccontarono di aver udito il rumore dello sparo. Inoltre, dissero di essersi accorti soltanto dopo che Salomone era stato ferito gravemente.
Nelle prime fasi investigative, la dinamica aveva fatto ipotizzare la possibilità di un proiettile vagante. Gli approfondimenti svolti dagli investigatori avrebbero però escluso questa ricostruzione.

Le indagini della Squadra Mobile
Gli accertamenti condotti dalla Squadra Mobile di Napoli portarono rapidamente all’identificazione del presunto responsabile. Il ragazzo, all’epoca quindicenne, risultò inizialmente irreperibile dopo i fatti. La mattina successiva all’omicidio si presentò negli uffici della Questura accompagnato dal proprio legale. Nel corso delle attività investigative, il giovane ammise di essersi avvicinato all’autovettura armato di pistola e di aver esploso il colpo verso l’abitacolo. Secondo quanto riferito, avrebbe sostenuto di non aver avuto l’intenzione di colpire la vittima. Dichiarò invece di volerla soltanto intimidire. Tuttavia, questa versione non ha escluso le sue responsabilità penali nell’ambito del procedimento giudiziario. Dopo il fermo, disposto con le accuse di detenzione e porto illegale di arma da fuoco e di omicidio aggravato, il minorenne fu trasferito nel Centro di Prima Accoglienza dei Colli Aminei. Tale procedura è prevista per i minori coinvolti in procedimenti penali.
La condanna e la decisione del Tribunale
Con la sentenza pronunciata il 18 giugno 2026, il Tribunale per i Minorenni ha riconosciuto la responsabilità dell’imputato per l’omicidio di Marco Pio Salomone, condannandolo a 14 anni e 8 mesi di reclusione. Il processo si è svolto con rito abbreviato. Questa procedura consente la definizione del giudizio sulla base degli atti raccolti durante le indagini. In caso di condanna, prevede una riduzione della pena rispetto al rito ordinario. La decisione chiude il primo grado di giudizio relativo a una vicenda che ha profondamente colpito il quartiere Arenaccia e l’intera città di Napoli. Resta il ricordo di un giovane di 19 anni che perse la vita in una notte di violenza armata nel centro cittadino.
Una vicenda che ha segnato la città
L’omicidio di Marco Pio Salomone si inserisce nel contesto delle numerose attività investigative e di contrasto alla diffusione delle armi illegali portate avanti negli ultimi anni nel capoluogo campano. Con la sentenza emessa oggi, la giustizia minorile ha fornito una prima risposta giudiziaria a un caso che aveva suscitato particolare attenzione nell’opinione pubblica napoletana. Questo evento aveva lasciato un segno profondo nella comunità locale.

