Luigi Giuliano
Luigi Giuliano

30 Maggio 2026

Cristina Siciliano

L’ex boss della camorra Luigi Giuliano replica alle accuse del figlio Salvatore: «Mai abbandonato, ho fatto di tutto per tenerlo lontano dalla camorra e da quel mondo»

L’ex boss della camorra di Forcella, oggi collaboratore di giustizia, replica alle dichiarazioni del figlio in una lettera firmata insieme alla moglie Carmela Marzano

L’ex capoclan della camorra di Forcella, Luigi Giuliano, 76 anni, ha risposto con una lettera aperta alle accuse mosse dal figlio Salvatore Giuliano. Il figlio lo ha descritto come una figura distante e assente sul piano affettivo. Il documento, firmato anche dalla moglie Carmela Marzano, respinge integralmente questa ricostruzione e parla di «menzogne» e «falsità». Inoltre, la vicenda riporta al centro la storia della famiglia Giuliano, segnata da anni di appartenenza alla camorra e successivamente dalla collaborazione con la giustizia.

La replica dell’ex boss e la lettera alla famiglia

Nella lettera diffusa nelle ultime ore, Luigi Giuliano contesta la narrazione del figlio e afferma di non averlo mai abbandonato. «Non è mai stato abbandonato, né ho mai voluto che seguisse la mia strada, anzi l’ho sempre evitato», si legge nel documento firmato insieme alla moglie Carmela Marzano.

L’ex capoclan sostiene inoltre che le dichiarazioni pubbliche di Salvatore Giuliano abbiano generato una «violenta campagna d’odio sui social» contro di lui e la sua famiglia. Nella stessa lettera viene ribadito che esisterebbero documenti relativi agli anni della collaborazione con la giustizia, in grado di dimostrare la correttezza della loro versione dei fatti. Questi documenti verrebbero resi disponibili nelle sedi opportune. Secondo quanto riportato nel testo, la famiglia Giuliano si dice ferita dalla ricostruzione offerta dal figlio. Questa è definita completamente distante dalla realtà dei fatti vissuti.

Luigi Giuliano Foto: Il Mattino
Luigi Giuliano Foto: Il Mattino

Le accuse del figlio e il racconto emerso nel podcast

Le parole del padre arrivano dopo le dichiarazioni rese da Salvatore Giuliano nel marzo 2025, nel corso di interviste e nel podcast “La Tigre”. In quelle occasioni, il figlio dell’ex boss ha raccontato un’infanzia segnata dalla presenza della criminalità organizzata. Tuttavia, ha anche parlato di una presunta assenza di legame affettivo con il padre. Secondo il suo racconto, «i soldi c’erano, ma l’amore no», una sintesi della sua esperienza familiare. Salvatore ha inoltre dichiarato di aver interrotto ogni rapporto con il padre. Dopo anni di riflessione, ha scelto di allontanarsi definitivamente da quel contesto.

Successivamente è entrato in un programma di protezione insieme alla compagna Luana Savarese e ai figli, affrontando una vita fatta di trasferimenti e cambi d’identità.

La morte del fratello Giovanni e la frattura familiare

Un elemento centrale della narrazione di Salvatore Giuliano riguarda la morte del fratello Giovanni Giuliano, ucciso nel 2005 a Forcella di Napoli in un agguato rimasto senza colpevoli. Per il figlio dell’ex boss, quell’omicidio rappresenta una frattura irreparabile nella storia familiare. È anche il punto di svolta della sua vita. L’episodio viene collegato, nella sua ricostruzione, alle conseguenze del percorso di collaborazione con la giustizia intrapreso dal padre. Dopo quella vicenda, Salvatore ha raccontato di aver maturato la decisione di interrompere definitivamente ogni legame con il passato familiare. Inoltre, ha scelto il programma di protezione e un’esistenza lontana dall’ambiente di origine.

Le accuse di narrazione distorta e il ruolo dei media

Nella lettera, Luigi Giuliano respinge anche le affermazioni relative a presunti contrasti familiari legati alla relazione del figlio. Egli le definisce «bugie clamorose» e sostiene che sarebbero smentite dagli atti e dalla verità giudiziaria. L’ex capoclan critica inoltre la rappresentazione mediatica della vicenda, parlando di «spettacolarizzazione del dolore». Invita i giornalisti a verificare con attenzione le fonti prima di diffondere ricostruzioni sulla sua storia familiare. Secondo la lettera, la narrazione pubblica avrebbe trasformato una vicenda personale in un prodotto sensazionalistico. Ciò ha avuto conseguenze pesanti sul piano umano per i membri della famiglia.

Il documento si chiude con una frase che sintetizza la frattura tra padre e figlio: «Un figlio può rinnegare ingiustamente i propri genitori, ma dei genitori non rinnegheranno mai un figlio».

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