L’uomo, già sottoposto agli arresti domiciliari per una precedente aggressione, è accusato di evasione e atti persecutori aggravati. Decisivo l’intervento dei carabinieri sull’isola
Ha lasciato l’abitazione dove si trovava agli arresti domiciliari, ha raggiunto Capri alle prime luci del mattino e si è presentato sotto casa dell’ex compagna, bussando con forza alla porta. Si è conclusa con un secondo arresto la vicenda che vede protagonista un uomo di 31 anni, originario di Mugnano di Napoli e residente a Polcenigo, in provincia di Pordenone. L’uomo era già sottoposto alla misura cautelare dei domiciliari dal 19 maggio scorso per una precedente aggressione nei confronti della stessa donna, una trentenne residente a Ercolano. Nonostante il provvedimento restrittivo, avrebbe deciso di raggiungerla sull’isola di Capri, dove la donna si trovava per allontanarsi dalla sua presenza. L’intervento dei carabinieri ha impedito che la situazione degenerasse ulteriormente. Per il 31enne sono scattate le accuse di evasione e di atti persecutori aggravati dal precedente rapporto affettivo con la vittima.

I messaggi inviati prima dell’arrivo a Capri
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna avrebbe iniziato a ricevere nelle prime ore del mattino diverse chiamate attraverso un profilo Instagram sconosciuto. Aveva infatti già bloccato l’account principale dell’ex compagno, che avrebbe utilizzato un nuovo profilo per tentare di contattarla. Poco prima che l’uomo raggiungesse l’abitazione, la trentenne avrebbe ricevuto anche una fotografia dell’ingresso di casa, circostanza che le avrebbe fatto comprendere come il 31enne si trovasse già nelle immediate vicinanze. La donna ha raccontato questi particolari nella denuncia presentata ai carabinieri, spiegando di aver inizialmente scelto di rimanere in silenzio all’interno dell’abitazione mentre l’ex continuava a bussare con insistenza. L’episodio richiama quanto era già avvenuto alcune settimane prima, quando la stessa porta d’ingresso sarebbe stata danneggiata a calci durante un precedente episodio.
L’allarme ai carabinieri e il fermo al porto
Di fronte alla situazione, la donna ha deciso di contattare telefonicamente il comandante della stazione carabinieri di Capri, descrivendo quanto stava accadendo. Il militare, libero dal servizio, si è immediatamente messo alla ricerca dell’uomo utilizzando il proprio scooter. Poco dopo è riuscito a individuarlo in un bar situato nella zona del porto dell’isola, dove il 31enne si era nel frattempo allontanato. Secondo quanto riferito dagli investigatori, il comandante avrebbe trattenuto l’uomo con un pretesto fino all’arrivo dei rinforzi. Successivamente il 31enne è stato accompagnato in caserma, dove è stato formalizzato il nuovo arresto.
Le minacce e il percorso di tutela della vittima
Le indagini hanno inoltre ricostruito una serie di presunti contatti avvenuti nei giorni precedenti attraverso differenti piattaforme di messaggistica, account falsi ed email. Tra i messaggi acquisiti dagli investigatori figurerebbero anche frasi dal contenuto intimidatorio e riferimenti a una futura vendetta, oltre a comunicazioni nelle quali l’uomo avrebbe fatto riferimento a presunti video privati della coppia, prospettando uno scambio con alcuni effetti personali.
Elementi che, secondo gli inquirenti, si inseriscono in un quadro di presunte condotte persecutorie già oggetto di attenzione investigativa. La donna era infatti già stata inserita nel percorso previsto dal protocollo “Codice Rosso” e nel circuito di valutazione del rischio dopo il precedente episodio che aveva portato all’arresto del 31enne. Secondo quanto riferito, avrebbe tuttavia rifiutato la proposta di essere ospitata in una struttura protetta. L’inchiesta prosegue per ricostruire nel dettaglio l’intera sequenza degli eventi e verificare ogni elemento utile ai fini delle indagini.


