Il Consiglio di Stato conferma l’esclusione della lista “Fico Presidente” in provincia di Avellino. Fratelli d’Italia attacca: “Incapacità conclamata”
Colpo di scena nella corsa alle elezioni regionali in Campania del 23 e 24 novembre. La V Sezione del Consiglio di Stato ha confermato l’esclusione della lista “Roberto Fico Presidente” nel collegio irpino, respingendo definitivamente i ricorsi presentati dai candidati.
La decisione conferma quanto già stabilito dal Tar di Salerno, rendendo impossibile la partecipazione della lista legata al candidato del centrosinistra Roberto Fico nella provincia di Avellino.
La decisione del Consiglio di Stato
I magistrati della V Sezione hanno respinto i due ricorsi presentati contro la sentenza del Tar, giudicando infondate le motivazioni dei candidati esclusi.
In sostanza, la giustizia amministrativa ha ritenuto legittime le contestazioni relative alle irregolarità nella presentazione delle firme e nella documentazione allegata, chiudendo così definitivamente la questione.
Con questa decisione, la coalizione di centrosinistra perde la possibilità di presentare una propria lista in una delle province strategiche della Campania, l’Irpinia, roccaforte tradizionale del voto moderato ma anche territorio storicamente attivo sul fronte progressista.

Le reazioni di Fratelli d’Italia
Non si è fatta attendere la reazione del centrodestra. Il senatore Antonio Iannone, commissario regionale di Fratelli d’Italia, ha commentato duramente la vicenda:
“È conclamata l’incapacità di Fico e dei suoi che non sanno neanche presentare le liste. Oggi il Consiglio di Stato ha definitivamente detto che in provincia di Avellino non ci sarà la lista Fico Presidente. Cala il sipario, è una enorme figuraccia per chi si propone di governare la Campania. Se non sanno presentare una semplice lista, figuriamoci il resto”.

Una decisione che pesa sul centrosinistra
L’esclusione della lista Fico Presidente in Irpinia rappresenta un colpo politico non marginale per la coalizione del centrosinistra.
Il collegio avellinese, infatti, era considerato una zona chiave per la raccolta di consenso nelle aree interne, dove Roberto Fico aveva intensificato la sua presenza negli ultimi mesi con incontri e tappe elettorali dedicate ai temi della sanità, delle infrastrutture e del lavoro.
Senza la lista provinciale, la coalizione dovrà contare esclusivamente sulle altre liste di appoggio, a partire da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e forze civiche collegate.
Gli effetti sulla campagna elettorale
La decisione del Consiglio di Stato arriva a poco più di due settimane dal voto e rischia di modificare gli equilibri interni del centrosinistra, costringendo i candidati a riorganizzare la comunicazione e i riferimenti territoriali.
Nelle prossime ore, è attesa una dichiarazione ufficiale dal comitato elettorale di Roberto Fico, che finora non ha commentato la sentenza.


