Un uomo di 88 anni, originario della provincia di Caserta, è morto davanti all’ospedale “San Giovanni Battista” di Foligno dopo essere stato dimesso poche ore prima su sua richiesta. La vicenda ha portato la Procura di Spoleto ad aprire un’inchiesta per chiarire le circostanze del decesso e valutare eventuali responsabilità sanitarie. Stando alle prime informazioni, il caso ha assunto contorni delicati sin dalle prime ore successive alla morte, avvenuta il 21 giugno.
Il malore e il trasporto in elicottero
L’anziano si trovava a Cascia quando ha accusato un forte dolore toracico, seguito da una caduta improvvisa. I soccorsi sono stati immediati. Il paziente è stato stabilizzato al punto di primo intervento locale e, vista la gravità del quadro clinico, è stato attivato l’elisoccorso per il trasferimento urgente all’ospedale di Foligno. La dinamica iniziale faceva pensare a un possibile evento cardiaco acuto, soprattutto considerando i precedenti clinici riferiti dai familiari.
Una volta giunto al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni Battista” di Foligno, la situazione avrebbe preso una svolta inattesa. In tempi molto brevi, infatti, l’uomo avrebbe firmato le dimissioni volontarie e avrebbe lasciato la struttura sanitaria. La scelta, formalmente consentita dalla normativa sanitaria, è ora oggetto di approfondimento da parte degli inquirenti. Vogliono infatti capire se il paziente fosse pienamente consapevole delle sue condizioni e dei rischi connessi.

Il decesso davanti all’ospedale e l’inchiesta
Poco dopo aver oltrepassato i cancelli dell’ospedale, l’88enne si è accasciato al suolo ed è morto sul posto. L’episodio ha portato la Procura di Spoleto ad aprire un fascicolo per “responsabilità colposa per morte in ambito sanitario”, iscrivendo nel registro degli indagati la dottoressa che ha seguito il paziente. Nel frattempo sono stati acquisiti la cartella clinica e tutti gli atti relativi al percorso di cura, con l’obiettivo di ricostruire nel dettaglio le valutazioni mediche che hanno preceduto le dimissioni.
L’autopsia e il lavoro dei consulenti
È stata disposta l’autopsia, fissata per il 26 giugno, come accertamento irripetibile. L’esame sarà svolto dai consulenti nominati dalla Procura, vale a dire il medico legale Sergio Scalise Pantuso e il cardiologo Giampiero Piccoli. La famiglia dell’anziano, nel frattempo, ha nominato come consulente di parte il medico legale Marco Maria Lini, che seguirà le operazioni per tutelare gli interessi dei parenti.
Un caso che solleva una questione complessa: fino a che punto la dimissione volontaria, come avvenuto in questo caso, rappresenta una scelta davvero libera e consapevole quando il paziente si trova in condizioni cliniche critiche? In medicina d’urgenza, il confine tra autonomia del paziente e responsabilità del medico è sottile e spesso difficile da definire in tempo reale.
La vicenda, inoltre, mette in evidenza anche l’importanza della comunicazione tra personale sanitario e pazienti fragili, soprattutto anziani con possibili patologie cardiache. In situazioni simili, la valutazione non è solo clinica, ma anche etica e giuridica. Garantire la libertà di scelta senza compromettere la sicurezza del paziente resta una delle sfide più delicate della sanità contemporanea.

