diga Campolattaro
📍 Campolattaro

5 Dicembre 2025

Redazione Il Campano

Diga di Campolattaro, intesa Provincia–Unisannio per la verifica sismica del versante destro

Una nuova convenzione rafforza i controlli sulla diga Campolattaro: Asea e Università del Sannio al lavoro sulla verifica sismica del versante e della paratia.

La sicurezza della diga di Campolattaro torna al centro dell’agenda istituzionale del Sannio. Nella sala consiliare della Rocca dei Rettori è stata firmata una convenzione tra Asea, ente strumentale della Provincia di Benevento, e l’Università del Sannio. Questo accordo è per avviare una nuova verifica sismica del versante destro e della paratia dell’invaso sul fiume Tammaro. Si tratta di un accordo dal valore di 58mila euro. Mira a rafforzare ulteriormente il monitoraggio di un’opera considerata strategica per il potenziamento idrico del territorio. Questo avviene in una fase in cui i lavori per l’utilizzo potabile delle acque sono in pieno svolgimento.

Un accordo per rafforzare i controlli sulla diga di Campolattaro

La convenzione siglata tra Asea e Unisannio “mette nero su bianco” un controllo ancora più capillare sulle condizioni del versante destro della diga e sulla paratia in prossimità della casa di guardia. Il nuovo studio si inserisce in un quadro di monitoraggio già attivo, ma introduce una componente decisiva. Questa è l’analisi dinamica della risposta del costone in caso di sollecitazioni sismiche.

Si tratta di un passaggio ritenuto strategico non solo per accompagnare i lavori in corso. In particolare la costruzione della galleria del potabilizzatore. Ma serve anche per fornire una fotografia aggiornata e completa dello stato di salute del versante, interessato da anni da un movimento franoso considerato compatibile con l’esercizio dell’opera.

Un versante in frana ma giudicato stabile per l’impianto

Asea, che gestisce la diga per conto della Provincia, segue da tempo il comportamento delle sponde. Le relazioni inviate con regolarità alla Direzione generale per le Dighe del Ministero delle Infrastrutture hanno finora confermato un quadro rassicurante. Il versante destro, sebbene segnato da un fenomeno franoso, è ritenuto stabile e non ha mai interferito con l’esercizio dell’impianto.

Anche i test sugli invasi sperimentali, iniziati nel 2006 e conclusi a fine 2024, sono stati condotti rispettando i protocolli previsti. Questi test non hanno evidenziato criticità strutturali. La Provincia sottolinea inoltre che la spalla destra non ha alcuna correlazione con i lavori in corso per l’uso idropotabile delle acque, oggi al centro degli investimenti ministeriali e regionali.

diga Campolattaro

Monitoraggio potenziato: nuovi sensori e analisi dinamiche

Sul costone è stato installato un nuovo sistema di controllo delle pressioni interstiziali e degli spostamenti del terreno. Ciò si aggiunge agli interventi realizzati tra il 2002 e il 2006. Questi includono drenaggi profondi e superficiali, opere di sostegno a monte della circumlacuale e misure per la riduzione del rischio idrogeologico.

La convenzione con l’Università del Sannio introduce adesso la dimensione sismica delle verifiche. Il Dipartimento di Ingegneria sarà chiamato a redigere la verifica sismica del versante e della paratia presso la casa di guardia, in linea con le indicazioni tecniche del Ministero. Saranno utilizzati i dati del monitoraggio già in corso e i modelli di calcolo a disposizione degli esperti. L’obiettivo è arrivare a una valutazione complessiva del comportamento del costone in caso di terremoto.

I protagonisti dell’intesa e il valore economico della convenzione

L’accordo è stato firmato dal presidente di Asea, Giovanni Mastrocinque, e dal direttore del Dipartimento di Ingegneria di Unisannio, Andrea Cusano. Erano presenti anche il presidente della Provincia, Nino Lombardi, l’ex direttore Nicola Fontana e i direttori generali Gianluca Basile e Cesare Mucci.

L’impegno economico è quantificato in 58mila euro, risorse destinate alla realizzazione dello studio sismico e alla messa a punto degli strumenti necessari per l’analisi. Una cifra contenuta rispetto alla scala dell’opera, ma ritenuta cruciale per aggiungere un ulteriore tassello al sistema di garanzie tecniche sulla diga.

Mastrocinque: «Massima sicurezza dell’invaso, il supporto dell’Università è essenziale»

«Lavoriamo da sempre per garantire la massima sicurezza dell’invaso e la collaborazione con l’Università rappresenta un supporto essenziale», ha dichiarato il presidente Asea Giovanni Mastrocinque. Le sue parole confermano la volontà di affiancare al monitoraggio ordinario un approfondimento scientifico di alto profilo. Questo è capace di dare risposte puntuali anche alle comunità che vivono a valle della diga.

Il coinvolgimento di Unisannio viene letto come un modo per rafforzare la credibilità tecnica delle analisi. Ciò rende il controllo sulla struttura non solo continuo ma anche verificabile attraverso studi indipendenti.

Cusano: «Valutazione dinamica per una fotografia completa del versante»

Il direttore del Dipartimento di Ingegneria, Andrea Cusano, ha spiegato che l’obiettivo è «approfondire la stabilità del versante dal punto di vista dinamico». Saranno integrati i dati storici del monitoraggio con nuovi rilievi e modelli di calcolo per determinare come il costone reagirebbe a diverse sollecitazioni sismiche.

Per ora non è stata fissata una roadmap definitiva per la consegna della relazione finale. Cusano ha chiarito che sono in corso interlocuzioni per stabilire strategie, tempistiche e fasi successive degli interventi. L’idea di fondo è procedere per step, verificando progressivamente i risultati e adattando il piano di lavoro alle esigenze emerse.

Lombardi: «Nessun allarme, ma servono certezze assolute per un’opera strategica»

Nel suo intervento, il presidente della Provincia Nino Lombardi ha ricordato che l’ente gestisce la diga di Campolattaro dal 1995. L’invaso, con una capacità di 100 milioni di metri cubi, è destinato a diventare il perno del potenziamento idrico del Sannio. Ciò grazie a oltre 700 milioni di finanziamenti ottenuti da Ministero e Regione.

«Questa convenzione nasce dalla volontà di dare risposte chiare e rassicurare tutti. Non c’è alcun allarme, ma c’è la necessità di rafforzare gli elementi tecnici a supporto di un’opera strategica», ha spiegato Lombardi. Il messaggio è duplice. Da un lato la conferma che lo stato attuale dell’invaso è ritenuto sicuro. Dall’altro la consapevolezza che un’infrastruttura di queste dimensioni richiede “certezze assolute” e un controllo costante.

Un’opera chiave per il futuro idrico del Sannio

La diga di Campolattaro è destinata a giocare un ruolo centrale nella distribuzione idrica del territorio sannita e non solo. L’utilizzo potabile delle acque, la regolazione delle portate del Tammaro e il possibile supporto alle reti regionali rendono l’invaso un’infrastruttura strategica. Su di essa si concentrano risorse e aspettative.

In questo quadro, la convenzione con l’Università del Sannio rappresenta un tassello ulteriore di un percorso che punta a coniugare sviluppo e sicurezza. Monitoraggi, analisi sismiche e verifiche tecniche diventano così il presupposto indispensabile. Questo potrebbe far dialogare grandi opere idriche e tutela del territorio, in un’area già segnata da fragilità idrogeologiche.

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