Il falegname 46enne è morto dopo due giorni di agonia in ospedale a seguito di un’aggressione avvenuta nel gennaio 2024
La Corte d’Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha condannato a 24 anni di reclusione Gianluca Sangiorgio per la morte di Roberto Fusciello, falegname di 46 anni di Cellole, colpito con una violenta testata al volto al culmine di una lite. Il pubblico ministero aveva chiesto l’ergastolo, ma i giudici hanno riconosciuto le attenuanti generiche. Disposta anche una provvisionale di 50mila euro per ciascuna parte civile costituita dai familiari della vittima.
La sentenza della Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere
La decisione è arrivata al termine del processo celebrato davanti alla Corte d’Assise presieduta da Marcella Suma. Secondo quanto stabilito in sentenza, l’imputato, all’epoca dei fatti 44enne, è responsabile dell’aggressione che ha portato alla morte di Roberto Fusciello, avvenuta due giorni dopo il fatto violento. Il pubblico ministero Stefania Pontillo aveva chiesto la condanna all’ergastolo, ritenendo particolarmente grave la dinamica dell’episodio e le conseguenze riportate dalla vittima. La Corte, pur riconoscendo la responsabilità dell’imputato, ha invece optato per una pena di 24 anni, ritenendo applicabili le attenuanti generiche.
Oltre alla pena detentiva, i giudici hanno disposto il risarcimento del danno in favore dei familiari della vittima, già costituiti parte civile nel procedimento. È stata inoltre stabilita una provvisionale di 50mila euro per ciascuna parte civile, in attesa della quantificazione definitiva in sede civile.

La dinamica dell’aggressione nei pressi di una sala scommesse
I fatti risalgono alla sera del 14 gennaio 2024 a Cellole, nel Casertano. La lite sarebbe nata all’interno di una sala scommesse di via Freda per poi proseguire all’esterno, dove la situazione è rapidamente degenerata. Secondo la ricostruzione emersa nel corso del dibattimento, tra i due uomini sarebbe scoppiato un acceso diverbio, sfociato in una colluttazione. L’imputato avrebbe colpito la vittima prima con schiaffi e pugni e poi con una testata al volto particolarmente violenta, facendola cadere a terra priva di sensi.
Alcuni presenti avrebbero immediatamente allertato i soccorsi. Il 46enne è stato trasportato in condizioni critiche all’ospedale San Rocco di Sessa Aurunca, dove è stato ricoverato in terapia intensiva. Le sue condizioni sono apparse da subito estremamente gravi.
Il decesso in ospedale e le indagini dei carabinieri
Dopo due giorni di ricovero, il 16 gennaio 2024, Roberto Fusciello è deceduto a causa delle lesioni riportate. I medici non sono riusciti a evitare il peggioramento del quadro clinico, che ha portato al coma irreversibile.
La famiglia della vittima, secondo quanto riferito, ha successivamente autorizzato la donazione degli organi. Un gesto avvenuto nel momento successivo alla constatazione della morte cerebrale. Le indagini sono state condotte dai carabinieri della Compagnia di Sessa Aurunca, che hanno ricostruito la dinamica anche grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. I filmati avrebbero consentito di identificare con precisione le fasi dell’aggressione, mostrando la sequenza dei colpi e la caduta della vittima.
Nel corso del procedimento, l’imputato ha sostenuto di essere stato provocato, ma la ricostruzione dei fatti accolta in sentenza ha confermato la responsabilità dell’aggressione letale.


