Sindaco Raffaele Bene, dal profilo Facebook
Sindaco Raffaele Bene, dal profilo Facebook
📍 Casoria

7 Luglio 2026

Martina Sarracino

Casoria, perseguita e minaccia una 17enne: 23enne arrestato. Il sindaco Raffaele Bene: “Vicini alla giovane e alla sua famiglia”

Una vicenda di stalking culminata con l’arresto di un 23enne a Casoria riaccende l’attenzione sull’importanza della prevenzione e della tutela delle vittime di violenza

Una storia di ossessione, intimidazioni e paura ha scosso la comunità di Casoria. Un 23enne è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di atti persecutori nei confronti di una ragazza di 17 anni. Un caso che ha suscitato profonda preoccupazione anche per il contenuto delle minacce rivolte alla giovane, nelle quali veniva evocata la tragica vicenda di Martina Carbonaro. Sulla situazione è intervenuto il sindaco di Casoria, Raffaele Bene, che ha espresso la vicinanza dell’amministrazione comunale alla vittima e ai suoi familiari.

Le parole del sindaco

Il primo cittadino ha condannato con fermezza quanto accaduto, sottolineando la gravità delle minacce. “Sono frasi che fanno paura e che non possono essere te”. Un messaggio che richiama l’attenzione sulla necessità di contrastare con decisione ogni forma di violenza e persecuzione. Il sindaco ha poi aggiunto: “Quel riferimento ci colpisce profondamente e rende ancora più evidente quanto sia necessario continuare a lavorare sulla prevenzione della violenza. Alla giovane e alla sua famiglia va tutta la vicinanza dell’amministrazione comunale”. Parole che ribadiscono l’impegno delle istituzioni nel sostenere chi trova il coraggio di denunciare situazioni di pericolo.

Due anni dopo il primo incontro inizia l’incubo

La vicenda ha origine nel settembre 2023, quando la ragazza, allora quindicenne, conosce il giovane durante una serata tra amici. I due si scambiano il numero di telefono, ma i contatti si interrompono quasi subito. Dopo quasi due anni di silenzio, nel dicembre 2025, il 23enne ricompare scrivendole su WhatsApp. I messaggi diventano sempre più frequenti, estendendosi anche a Instagram e TikTok. Tra le richieste compare anche un esplicito: “Fidanziamoci”, proposta che la giovane rifiuta. Da quel momento il comportamento dell’uomo degenera rapidamente.

adolescente con il cellulare - immagine di repertorio
adolescente con il cellulare – immagine di repertorio

Profili falsi e minacce di morte

Il rifiuto scatena una vera e propria persecuzione. Vengono creati numerosi profili fake utilizzando fotografie della ragazza, accompagnate dal suo numero di telefono e dalla scritta “contattatemi per amicizia”. Alle molestie online si aggiungono messaggi sempre più aggressivi: “Ti devo rovinare”, “Infame”, “Mi hai spezzato il cuore”, “Buona notte, domani muori”. Tra le intimidazioni più inquietanti compare anche: “ti faccio uscire al Tg5”, accompagnato dal link relativo alla morte di Martina Carbonaro. Infine, la minaccia più grave: “Ti faccio fare questa fine, te facce ascì al Tg5, tu sei infami, ti devo sparare”.

La denuncia e l’arresto

La ragazza decide di denunciare tutto ai carabinieri di Casoria insieme alla madre, che nel frattempo diventa anch’essa bersaglio di insulti e minacce di morte. Il 23enne arriva persino a seguirla fino alla caserma, inviandole fotografie scattate dall’esterno per dimostrarle di controllare ogni suo movimento. Proprio mentre si trovava appostato davanti alla struttura, i militari dell’Arma lo hanno individuato e arrestato con l’accusa di atti persecutori. Attualmente è detenuto in carcere in attesa di giudizio.

Nel suo intervento, il sindaco ha inoltre voluto ringraziare i carabinieri: “La loro competenza e la loro sensibilità hanno consentito di intervenire rapidamente. Denunciare è fondamentale e le istituzioni devono essere sempre pronte a proteggere chi trova il coraggio di farlo. Noi – ha sottolineato – continueremo a investire in educazione, legalità e rispetto. Casoria non lascerà mai sole le vittime”.

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