Il professionista è morto dopo essere precipitato dal secondo piano della propria abitazione nella frazione Sant’Angelo. Inutili i soccorsi. Profondo cordoglio tra colleghi, amici e istituzioni
Il giornalismo salernitano piange Carmine Pecoraro, professionista di lunga esperienza e firma conosciuta dell’informazione locale, morto nelle prime ore della mattina a Mercato San Severino. Il giornalista è precipitato dal secondo piano della propria abitazione in via Amato, nella frazione Sant’Angelo, e nonostante il rapido intervento dei soccorritori ogni tentativo di salvarlo si è rivelato inutile.
Sul posto sono giunti i sanitari della Solidarietà di Fisciano, che hanno provato a lungo a rianimarlo. Le circostanze precise della caduta non risultano ancora chiarite e, nel rispetto della famiglia e della delicatezza della vicenda, ogni valutazione resta affidata agli accertamenti.
La notizia si è rapidamente diffusa tra Mercato San Severino e la provincia di Salerno, suscitando profondo dolore nel mondo dell’informazione e tra quanti avevano conosciuto Pecoraro nel corso della sua attività professionale.
Una vita dedicata alla cronaca locale
Per decenni Carmine Pecoraro ha raccontato il territorio salernitano con particolare attenzione alla Valle dell’Irno e a Mercato San Severino, seguendone le trasformazioni, le vicende amministrative, i protagonisti e le storie quotidiane. Il suo lavoro si è sviluppato attraverso cronaca, interviste e reportage, sempre a stretto contatto con le comunità e con le istituzioni locali.
La sua esperienza nel giornalismo era iniziata già negli anni Novanta con la collaborazione a Cronache del Mezzogiorno, testata nella quale aveva mosso i primi passi costruendo nel tempo un percorso professionale fondato sulla conoscenza diretta dei fatti e sulla capacità di approfondire le dinamiche del territorio.
Negli ultimi anni era stato una presenza costante anche sulle pagine di Cronache del Salernitano, per cui aveva realizzato interviste, approfondimenti e servizi dedicati alla vita pubblica locale. Aveva inoltre collaborato con Il Gazzettino Vesuviano, mettendo a disposizione della redazione l’esperienza maturata in tanti anni di attività.

Il legame con Mercato San Severino e la Valle dell’Irno
Il rapporto con Mercato San Severino non era soltanto professionale. Pecoraro conosceva profondamente il territorio, le sue istituzioni e la rete di relazioni che anima la vita cittadina, riuscendo a trasformare questa conoscenza in un racconto continuo e attento.
Il suo giornalismo nasceva dalla presenza sul campo e dal confronto diretto con amministratori, associazioni e cittadini. Una modalità di lavoro particolarmente importante nell’informazione locale, dove la capacità di leggere i cambiamenti di una comunità dipende dalla continuità con cui la si osserva e la si ascolta.
Attraverso i suoi articoli aveva seguito per anni le vicende della Valle dell’Irno, lasciando una traccia riconoscibile nel panorama dell’informazione salernitana.
Il cordoglio di colleghi e istituzioni
La notizia della sua morte ha generato numerosi messaggi di cordoglio da parte di colleghi, amici e rappresentanti delle istituzioni. In tanti ricordano un professionista presente, esperto e legato al proprio lavoro, capace di mantenere nel tempo un rapporto diretto con le persone e con i luoghi che raccontava.
La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nelle redazioni con cui aveva collaborato e tra quanti erano abituati a incontrarlo durante conferenze stampa, eventi pubblici e appuntamenti istituzionali. A emergere è il ricordo di una figura che aveva dedicato una parte importante della propria vita all’informazione e alla narrazione delle comunità locali.
Una perdita per l’informazione salernitana
Con la morte di Carmine Pecoraro si interrompe un lungo percorso professionale costruito tra notizie, incontri, testimonianze e approfondimenti. La sua attività rappresentava quella forma di giornalismo territoriale che conserva la memoria dei luoghi e permette ai cittadini di comprendere ciò che accade vicino a loro.
Dietro la cronaca della tragedia resta quindi la storia di un giornalista che aveva scelto di raccontare il proprio territorio con continuità e partecipazione. Mercato San Severino, la Valle dell’Irno e il mondo dell’informazione salernitana si stringono ora attorno alla sua famiglia, nel dolore per una perdita improvvisa.


