Polizia Penitenziaria. Immagine di repertorio.
Polizia Penitenziaria. Immagine di repertorio.
📍 Santa Maria Capua Vetere

21 Marzo 2026

Chiara Imbimbo

Santa Maria Capua Vetere, violenza in carcere: agente aggredito per aver chiesto il rispetto dei protocolli

Violenta aggressione nel casertano: il segretario Guarriello sollecita misure urgenti per mettere in sicurezza il lavoro della polizia e tutelare l’incolumità del personale.

L’aggressione ai danni di un agente nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, denunciata dall’Uspp, conferma i nodi del sistema penitenziario. La violenza dei detenuti evidenzia un’emergenza sicurezza fuori controllo che mette a rischio l’incolumità del personale. L’agente è stato colpito al volto.

L’Uspp chiede tutela per gli agenti

Un nuovo episodio di violenza scuote il carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove un detenuto ha aggredito un agente della polizia penitenziaria. Secondo quanto riportato dal sindacato Uspp, l’aggressore ha colpito il poliziotto con un pugno al volto.

La scintilla della violenza è scoccata quando l’agente ha preteso il rispetto delle norme che regolano l’accesso al pronto soccorso interno della struttura casertana. Il sindacato sottolinea la gravità dell’accaduto e ribadisce l’urgenza di mettere in sicurezza il lavoro del personale penitenziario, ormai costantemente esposto a rischi fisici durante lo svolgimento del proprio dovere.

L’Uspp denuncia un clima di crescente tensione e chiede interventi immediati per tutelare l’incolumità dei poliziotti. Questo evento riaccende i riflettori sulle difficili condizioni operative negli istituti di pena dove la gestione della sicurezza quotidiana diventa sempre più complessa e pericolosa per chi rappresenta lo Stato.

Carcere di Santa Maria Capua Vetere.
Carcere di Santa Maria Capua Vetere.

L’aggressione per aver chiesto il rispetto dei protocolli

Il sindacato Uspp ha fornito ulteriori dettagli sulla dinamica dell’aggressione avvenuta nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Il segretario provinciale Emanuele Guarriello ha spiegato che l’agente stava semplicemente applicando i protocolli di sicurezza, disponendo l’ingresso di un solo detenuto alla volta presso la sala visite del pronto soccorso interno.

“L’agente ha disposto l’ingresso di un solo detenuto alla volta, come previsto dai protocolli di sicurezza – fa sapere l’ Uspp – e mentre invitava il secondo uomo ad attendere il proprio turno all’esterno della sala visite, è scattata la violenza”. “Un’ aggressione rapida e immotivata – spiega il segretario provinciale di Caserta Emanuele Guarriello – il detenuto in attesa ha sferrato un violento pugno alle labbra dell’agente, facendolo cadere rovinosamente a terra.

Mentre il poliziotto invitava il secondo uomo ad attendere il proprio turno all’esterno, dunque, quest’ultimo ha scatenato una violenza rapida e immotivata. Il detenuto ha sferrato un violento pugno alle labbra dell’agente, colpendolo con tale forza da farlo cadere a terra.

“Episodio di violenza gratuito”

Il segretario dell’Uspp, Emanuele Guarriello, ha definito l’aggressione un episodio di violenza gratuita, avvenuto paradossalmente mentre il personale garantiva l’assistenza sanitaria ai ristretti. Il sindacato esige ora misure drastiche: la priorità assoluta è mettere in sicurezza il lavoro degli agenti della polizia penitenziaria attraverso interventi concreti.

Secondo Guarriello, i detenuti che si rendono protagonisti di tali atti devono essere trasferiti immediatamente in altre strutture. Inoltre, il sindacato chiede fermamente che vengano tolti subito i benefici di legge previsti dall’ordinamento per chi compromette l’ordine e l’incolumità altrui.

“Bisogna mettere in sicurezza il lavoro degli agenti e i detenuti che si rendono protagonisti di tali eventi devono essere trasferiti immediatamente. Inoltre vanno tolti subito i benefici di legge previsti dall’ordinamento”, si legge a conclusione della nota.

A conclusione espressa anche piena solidarietà all’agente aggredito, vittima di un sistema che fatica a tutelare i propri servitori.

Queste dichiarazioni ribadiscono la necessità di un cambio di rotta nella gestione della sicurezza carceraria, dove il rispetto delle regole non può essere pagato con l’integrità fisica del personale.

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