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Volante della Polizia
📍 Napoli

30 Aprile 2026

Cristina Siciliano

Camorra, maxi sequestro da 5 milioni ai clan del centro storico di Napoli: colpito il sistema del narcotraffico nei Quartieri Spagnoli

Sequestri preventivi disposti nel cuore dei Quartieri Spagnoli nell’ambito di un’indagine sul narcotraffico

Nel centro storico di Napoli la Polizia ha eseguito un’operazione che ha portato al sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro. Il provvedimento riguarda presunti appartenenti a organizzazioni camorristiche attive nei Quartieri Spagnoli e riconducibili a un sistema di traffico di stupefacenti. L’azione è stata disposta dall’autorità giudiziaria su proposta della Procura competente. L’intervento ha interessato otto distinti provvedimenti, eseguiti dalla Squadra Mobile con il supporto dell’Ufficio Misure di Prevenzione della Divisione Anticrimine. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno ricostruito l’articolazione economica del gruppo e i meccanismi di intestazione fittizia dei beni.

Il sequestro e il valore complessivo dei beni

Il provvedimento di sequestro preventivo riguarda un patrimonio stimato in circa 5 milioni di euro. Secondo le prime ricostruzioni, i beni sarebbero stati accumulati attraverso attività illecite legate in particolare al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione si inserisce in un più ampio filone investigativo che ha già portato, nel 2023, all’emissione di misure cautelari nei confronti dei medesimi soggetti. Il nuovo intervento punta a colpire la dimensione patrimoniale delle presunte attività criminali, agendo sui beni riconducibili, direttamente o indirettamente, agli indagati. Le autorità hanno evidenziato come il sequestro abbia riguardato asset intestati a prestanome, utilizzati secondo l’ipotesi investigativa per schermare la reale disponibilità dei patrimoni.

L’indagine della DDA e la rete dei presunti affiliati

L’inchiesta è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e ha ricostruito la struttura operativa di un gruppo ritenuto attivo nei Quartieri Spagnoli. Gli investigatori avrebbero documentato una rete di soggetti coinvolti nella gestione del traffico di stupefacenti e nella successiva canalizzazione dei proventi illeciti. Secondo gli atti, il sistema avrebbe fatto ricorso in maniera sistematica a intestazioni fittizie e a una rete di intermediari, utile a garantire la continuità delle attività economiche del gruppo e la dissimulazione dell’origine dei capitali. L’azione giudiziaria si inserisce in un contesto di monitoraggio costante delle dinamiche criminali nel centro storico partenopeo, area considerata strategica per la distribuzione delle sostanze stupefacenti.

Agente DDA
Agente della direzione distrettuale antimafia

Il sistema di spaccio tra piazze fisse e consegne “volanti”

Uno degli elementi emersi dall’attività investigativa riguarda l’organizzazione dello spaccio. Il gruppo avrebbe gestito un sistema strutturato su due livelli: da un lato le cosiddette piazze di spaccio fisse, radicate sul territorio; dall’altro le piazze “volanti”, caratterizzate da consegne su richiesta e a domicilio. Questo modello operativo avrebbe consentito una distribuzione capillare della droga, adattandosi alle esigenze del mercato e riducendo l’esposizione diretta sul territorio. Le consegne mobili, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbero rappresentato un elemento di flessibilità del sistema illecito. L’insieme delle attività sarebbe stato organizzato in modo da garantire continuità nei flussi di vendita e una gestione diffusa dei punti di distribuzione.

Le misure di prevenzione e il ruolo della Polizia

L’operazione odierna è stata eseguita nell’ambito delle misure di prevenzione patrimoniali, uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per aggredire i beni riconducibili a soggetti indiziati di appartenenza a organizzazioni criminali. La Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale ha emesso i decreti su proposta della Procura, consentendo alla Polizia di procedere al sequestro dei beni. Fondamentale il ruolo della Squadra Mobile e della Divisione Anticrimine, impegnate nella ricostruzione dei flussi economici e delle intestazioni fittizie. L’azione si inserisce in un quadro investigativo avviato da tempo e volto a colpire non solo le strutture operative delle organizzazioni camorristiche, ma anche il patrimonio accumulato nel tempo attraverso attività illecite.

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