La donna ha tentato il suicidio per ben due volte a distanza di poche ore.
Una donna, detenuta presso il carcere femminile di Avellino, ha tentato il suicidio. Un tentativo ripetuto due volte a distanza di poche ore utilizzando un cappio rudimentale. Solo l’intervento in extremis da parte delle agenti penitenziari ha evitato il peggio.
Il pronto intervento delle agenti di Polizia Penitenziaria
La donna che ha tentato il suicidio nel carcere di Avellino è stata salvata grazie all‘allarme è scattato tempestivamente grazie alla prontezza e all’intuizione delle agenti di Polizia Penitenziaria in servizio. Le poliziotte, accortesi dell’imminente pericolo, sono intervenute con rapidità, riuscendo a bloccare la detenuta e a prestarle i primi soccorsi vitali, evitando così conseguenze peggiori. L’efficacia dell’intervento ha permesso di stabilizzare la situazione in un momento di estrema criticità all’interno dell’istituto. Stabilizzata la situazione, sono scattati i protocolli necessari : la donna è stata trasportata all’ospedale di Avellino presso il reparto psichiatrico. Presso la struttura sanitaria, la paziente è sottoposta alle cure specialistiche e al monitoraggio costante necessari per gestire il suo stato di salute, fisico e mentale, e prevenire ulteriori episodi di rischio.
L’elogio alle poliziotte dal Sindacato
Raffaele Troise, responsabile della UIL FP Polizia Penitenziaria di Avellino, ha commentato con fermezza l’accaduto, rivolgendo un pubblico elogio all’operato delle agenti coinvolte. Attraverso le sue dichiarazioni, Troise ha voluto mettere in risalto il valore del lavoro svolto quotidianamente dal corpo della Polizia Penitenziaria, definendolo un impegno silenzioso e caratterizzato da un’elevata professionalità.
“Ancora una volta emerge il lavoro silenzioso, delicato e altamente professionale svolto dalla Polizia Penitenziaria – ha dichiarato Troise – chiamata quotidianamente a fronteggiare situazioni di fortissimo disagio umano che vanno ben oltre i compiti di sicurezza”.

Nel biennio 2022-2024 12-15 casi di suicidio ogni 10.000 detenuti
Il suicido nelle carceri non è fatto isolato. I dati recenti del Garante Nazionale, Antigone, rielaborazioni Istat/UE, parlano chiaro. Nel biennio 2022-2024 si sono verificati 12-15 casi di suicidio ogni 10.000 detenuti. L’Italia, inoltre, sempre secondo i dati Antigone, supera di gran lunga gli altri paesi dell’Unione Europea per la media dei suicidi avvenuti negli Istituti Penitenziari con una maggiore incidenza nei primi mesi di detenzione. Dati che fanno emergere la criticità croniche che attanagliano gli Istituti Penitenziari tra carenza di organico e sovraffollamento.
“È indispensabile potenziare con urgenza il supporto psicologico e sanitario all’interno dell’istituto”, ha evidenziato il sindacalista Raffaele Troise. “Gli operatori di supporto sono troppo pochi e questa carenza finisce per ricadere interamente sulle spalle degli agenti, costretti a supplire a vuoti organici che non competono loro”, conclude.
L’appello della UIL FP alle autorità
In conclusione, la UIL FP ha indirizzato un appello urgente alle autorità competenti per sollecitare interventi strutturali presso il carcere di Avellino. Il sindacato sottolinea come la sicurezza e la vivibilità dell’istituto dipendano da due fattori imprescindibili: garantire condizioni lavorative dignitose per il personale di Polizia Penitenziaria e implementare un sistema di assistenza sanitaria e psicologica adeguato per la popolazione detenuta.
Secondo l’organizzazione, solo attraverso un potenziamento delle risorse e una gestione più attenta delle fragilità è possibile prevenire episodi critici e garantire l’incolumità di chi lavora e vive nella struttura. Una richiesta che punta a superare la logica dell’emergenza per costruire un modello detentivo più sicuro, umano e rispondente alle reali necessità di supporto del territorio.


