Roberto Fico
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6 Dicembre 2025

Angela Capasso

Assessorato alle Aree interne, il Sannio avverte Fico: «Bene l’idea, ma senza investimenti è solo una poltrona»

Nel Sannio c’è consenso sull’assessorato Aree interne Campania, ma i partiti avvertono il neo governatore: servono risorse vere, poteri chiari e una guida radicata sul territorio. «No a nuovi poltronifici senza strategia».

Nel mosaico della futura giunta regionale di Roberto Fico, l’assessorato alle Aree interne è uno dei tasselli più discussi. Nel Sannio, dove spopolamento, servizi ridotti e fragilità infrastrutturali sono emergenze quotidiane, la delega promessa in campagna elettorale viene accolta con favore, ma anche con cautela.

Esponenti di centrodestra e centrosinistra beneventani, pur condividendo l’utilità politica di un assessorato dedicato, pongono una condizione netta: senza risorse, poteri e una visione di lungo periodo, il rischio è trasformarlo in un semplice “titolo sulla carta”, o peggio in un nuovo poltronificio.

Un assessorato simbolo delle aree che si svuotano

Durante l’ultima campagna elettorale regionale, l’idea di un assessorato alle Aree interne è diventata un vero e proprio leit motiv.

Nelle intenzioni, la delega dovrebbe concentrarsi sui territori più fragili della Campania: comuni che perdono abitanti, giovani che vanno via, servizi sanitari e scolastici ridotti, collegamenti deboli.

La domanda che oggi viene posta dalla classe politica sannita è semplice: un assessorato dedicato basta, da solo, a invertire la rotta? La risposta, nelle diverse sfumature, è sostanzialmente la stessa: sì, può servire, ma solo se supportato da una scelta politica chiara e da strumenti adeguati.

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Roberto Fico

Il centrodestra: «Sì all’assessorato, ma non sia un guscio vuoto»

Dal fronte del centrodestra sannita arriva un sì convinto all’idea, ma accompagnato da avvertimenti precisi.

Per il senatore Domenico Matera (FdI), coordinatore provinciale del partito, un assessorato ad hoc «sarebbe certamente uno strumento utile», soprattutto dopo due mandati regionali percepiti come insufficienti sul fronte delle aree interne. Ma la condizione è netta:
l’istituzione di una delega specifica ha senso solo se messa in condizione di operare, con risorse, strutture e obiettivi misurabili, e non come semplice etichetta da esibire.

Ancora più tranchant la posizione del deputato Francesco Maria Rubano (Forza Italia), che mette nel mirino il rischio di una nuova casella senza poteri reali:
politiche complesse come quelle per le aree interne – ragiona – richiedono finanziamenti consistenti e competenze tecniche. In assenza di queste condizioni, l’assessorato rischia di «trasformarsi in un ulteriore livello di governance» e in un «poltronificio» che non risolve i problemi strutturali.

Rubano ricorda inoltre che già oggi esistono assessorati con deleghe importanti per i territori interni. La differenza, secondo il parlamentare azzurro, la fanno la qualità delle persone scelte e la coerenza della linea di governo, non l’ennesimo titolo in organigramma.

Sulla stessa lunghezza d’onda il dirigente regionale della Lega Luigi Barone, che afferma chiaramente: l’assessorato è utile «nella misura in cui c’è un investimento serio sullo stesso in termini di risorse e di impegno». Se diventa un incarico di facciata, per accontentare una forza politica nella spartizione delle poltrone, il risultato è solo uno: danno per il territorio e disillusione per i cittadini.

Pellegrino Mastella
Pellegrino Mastella

Pellegrino Mastella: «Serve se agganciato a infrastrutture, sanità, energia e agricoltura»

Dal fronte di Noi di Centro arriva una posizione pragmatica. Il consigliere regionale Pellegrino Mastella riconosce l’utilità di un assessorato alle Aree interne, ma lo lega a un perimetro molto concreto di priorità:

– colmare i gap infrastrutturali che penalizzano il Sannio e l’Irpinia,
– intervenire su una sanità di prossimità, spesso percepita come lontana,
– valorizzare le risorse del territorio: acqua, energia, agricoltura.

In questa chiave, l’assessorato ha senso solo se collegato funzionalmente ad altri dicasteri, così da non restare isolato, ma al centro di una rete di politiche integrate. L’obiettivo dichiarato è riportare i territori interni «ai livelli degli altri» in termini di servizi, diritti e opportunità, riequilibrando squilibri che si trascinano da anni.

La sinistra: «Non una poltrona, ma una regia con staff dedicato»

Dal versante della sinistra, il ragionamento aggiunge un altro tassello.

Per Anna Maria Mollica, segretaria del circolo beneventano di Sinistra Italiana, l’assessorato alle Aree interne può essere uno strumento utile, ma solo a patto che non si riduca alla mera conquista di una poltrona con esigue risorse economiche.

Mollica apre anche ad una possibile alternativa: una delega presidenziale alle Aree interne, sostenuta però da uno staff dedicato, con competenze e strumenti adeguati. Ciò che conta, ribadisce, è l’efficacia nel contrastare quello che definisce «l’inverno demografico ed economico» delle zone interne, non il nome sulla targa dell’ufficio.

Il Pd sannita: «Il futuro passa per infrastrutture, sanità, scuole e agricoltura»

La presidente provinciale del Partito Democratico, Rosa Razzano, lega la battaglia per le Aree interne al tema della dignità delle comunità.

Il Sannio e l’Irpinia – spiega – ricordano ogni giorno che il valore di un territorio vive nella forza dei suoi cittadini, ma anche nella presenza (o assenza) dei servizi essenziali.

Le priorità elencate sono chiare:

  • rafforzare le infrastrutture,
  • garantire una sanità vicina alle persone,
  • sostenere le scuole di territorio,
  • valorizzare l’agricoltura e aprire spazi a chi vuole innovare.

Per Razzano, la Regione deve assumersi la responsabilità di investire con coraggio e continuità in queste aree, trasformando le potenzialità del Sannio e dell’Irpinia in sviluppo reale, e non solo in capitoli di programma.

La sfida per Fico: tra simbolo politico e rischio “assessorato di facciata”

Dal confronto che arriva da Benevento emerge un filo comune: la richiesta di serietà.

L’assessorato alle Aree interne Campania rischia di essere solo un segnale simbolico se non verrà accompagnato da:

  • fondi dedicati e verificabili,
  • poteri di coordinamento sulle politiche per i territori fragili,
  • una figura radicata nel Sannio o nelle aree interne, come chiede Matera, capace di interpretare dal vivo esigenze e priorità.

Per il neo presidente Roberto Fico, che ha più volte indicato le aree interne tra i nodi strategici del suo mandato, la scelta sarà un banco di prova: dovrà dimostrare se la nuova delega sarà un motore di riequilibrio territoriale o solo una casella in più nella geografia delle poltrone regionali.

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