Roberto Fico vittoria Campania
Roberto Fico

27 Novembre 2025

Angela Capasso

Fico lancia l’allarme: «Il Sud senza futuro». Turismo e PNRR non bastano a fermare la fuga dei giovani

Roberto Fico avverte: «Il Sud senza futuro». Non bastano PNRR e turismo a fermare povertà, precarietà e fuga dei giovani. Serve un nuovo modello di sviluppo.

Il Rapporto Svimez 2025 restituisce una fotografia complessa del Mezzogiorno: occupazione in crescita grazie al PNRR e al turismo, ma persistenti fragilità strutturali, povertà lavorativa in aumento e migrazione giovanile che continua a segnare il destino del Sud. Un quadro che, secondo Roberto Fico, presidente eletto della Regione Campania, deve trasformarsi in un «grido d’allarme» per le politiche regionali e nazionali. Servono scelte radicali, non slogan: investimenti in innovazione, imprese e territorio, per restituire ai giovani la possibilità di restare, crescere e costruire il proprio futuro nella loro terra.

Il Rapporto Svimez e il paradosso del Mezzogiorno che cresce ma si svuota

Il nuovo Rapporto Svimez segnala un aumento dell’occupazione nel Mezzogiorno, spinto soprattutto dai fondi del PNRR e dalla ripresa del settore turistico. Ma dietro questo miglioramento si nasconde un dato inquietante: cresce il numero dei lavoratori poveri, aumenta la precarietà e si allarga il divario retributivo con il Centro-Nord. Il Sud attrae turisti e investimenti pubblici, ma non riesce a trattenere i giovani, che continuano a partire verso aree più dinamiche dell’Italia o dell’Europa. Il risultato è un boom economico che, senza basi strutturali, rischia di essere effimero.

Fico: «Questi dati sono un allarme, serve una strategia sui giovani»

A commentare i dati è Roberto Fico, che definisce la fotografia della Svimez un segnale da prendere molto sul serio. Secondo il presidente eletto, le politiche regionali dei prossimi anni devono mettere al centro il tema generazionale: opportunità di studio e lavoro, rientro dei talenti, investimenti in ricerca, innovazione, imprese ad alta produttività e valorizzazione delle aree interne. Fico richiama anche la necessità di una sinergia più forte tra università, mondo produttivo e istituzioni, così da trasformare le competenze dei giovani in sviluppo reale per la Campania.

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La Cgil: «Turismo e PNRR non bastano, servono salari giusti e case accessibili»

Un altro segnale di allarme arriva dalla Cgil Napoli e Campania. Il segretario generale, Nicola Ricci, osserva che l’attuale crescita si regge su due pilastri fragili: turismo e investimenti straordinari del PNRR. Due motori importanti ma incapaci da soli di sostenere uno sviluppo duraturo, soprattutto se inseriti in un contesto di salari insufficienti, contratti precari e costo della vita in aumento. L’emergenza abitativa alimentata dagli affitti brevi, in particolare nelle città più turistiche, è un ulteriore fattore che penalizza giovani, famiglie e lavoratori.

Il nodo della produttività e la necessità di imprese più forti

A emergere dal Rapporto è la debolezza strutturale del tessuto produttivo meridionale. Molte imprese restano troppo piccole per competere nei mercati internazionali e investono poco in tecnologia e innovazione. La Svimez evidenzia che il PNRR ha generato effetti positivi, ma senza un salto dimensionale e qualitativo del settore industriale il Sud continuerà a dipendere da fondi temporanei. Per Fico e per le parti sociali, la priorità è invertire questa tendenza costruendo una base produttiva più solida, capace di creare lavoro stabile e ben retribuito.

La grande questione: la fuga dei giovani e il futuro negato

Il fenomeno più drammatico resta però la migrazione giovanile. Migliaia di under 35 continuano a lasciare la Campania e il Mezzogiorno per mancanza di opportunità, stipendi adeguati, servizi efficienti e un ecosistema economico dinamico. A restare sono spesso famiglie impoverite, territori spopolati e comunità con meno energie per innovare. «Un Sud chiamato a scegliere tra il futuro e i suoi figli non ha futuro», è il messaggio che emerge tra righe del Rapporto e nelle parole di Fico.

Un Sud che non deve più avere paura del domani

Il Mezzogiorno, sottolineano gli osservatori, ha bisogno di un progetto grande, ambizioso, capace di superare i cicli economici brevi. Non un Sud che sopravvive tra fondi occasionali, ma un Sud che torna a produrre valore e opportunità. Un Sud dove restare non sia un rischio e tornare non sia un sacrificio, ma una possibilità reale. Un Sud che non perda più i suoi giovani, ma che li attiri grazie a imprese innovative, ricerca, infrastrutture moderne, servizi efficienti e salari dignitosi. È questo, nelle intenzioni del presidente eletto Roberto Fico, il nucleo di una nuova agenda politica.

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