De Luca ipotesi sindaco Salerno: l’uscente governatore non esclude la candidatura e rivendica la scelta di non entrare nelle liste regionali
Vincenzo De Luca, presidente uscente della Regione Campania, torna al centro del dibattito politico con due dichiarazioni dai toni diversi ma strettamente connessi alla fase post-elettorale. Da un lato apre – con prudenza ma senza smentite – alla possibilità di candidarsi a sindaco di Salerno; dall’altro rivendica la scelta di non scendere in campo nelle liste regionali, citando Virgilio per spiegare la propria “stagione politica”. Le sue parole arrivano a margine di un sopralluogo nel Rione San Francesco di Napoli per illustrare lo stato di avanzamento dei lavori in corso.
«Io sindaco a Salerno? Può essere, è un’ipotesi»
Interpellato dai giornalisti, De Luca non chiude la porta al ritorno nella città che ha amministrato per molti anni:
«Io sindaco a Salerno? Può essere, è un’ipotesi», afferma.
Non una conferma, ma neppure un diniego. Nel suo stile, il governatore sottolinea di essere interessato «a fare cose concrete, non cerimonie post elettorali», lanciando un messaggio chiaro: il suo impegno politico resta vivo e orientato all’operatività.
De Luca ironizza anche sulla reazione della politica locale:
«Ho visto che si sono scalmanati tutti. Io non sono un uomo di cerimonie e di allegrie, ma di lavoro concreto».
Una frase che mira a frenare le speculazioni, ma che conferma la centralità della sua figura nel dibattito salernitano.
«Ricominciare a studiare»: la parentesi personale
Nella stessa conversazione con la stampa, De Luca accenna anche a un lato più privato e intellettuale:
«Mi piace riprendere il contatto con una mia passione, quella di studiare. Devo completare o rivedere Dostoevskij, poi c’è Spinoza e poi il destino della democrazia».
Un riferimento che colloca il governatore tra il politico operativo e il lettore appassionato, un profilo che negli anni ha spesso alimentato la sua narrazione pubblica.

Regionali, De Luca rivendica la scelta: «Ognuno ha la sua stagione»
Nella seconda dichiarazione, ancora a margine del sopralluogo napoletano, De Luca spiega perché non ha accettato di candidarsi nelle liste regionali del centrosinistra:
«Io ho fatto un’altra scelta per non danneggiare altri consiglieri. Se il presidente uscente si candida toglie spazio ad altri candidati».
Da qui il richiamo alla letteratura classica:
«Voi siete appassionati dell’Eneide… Diceva Virgilio: stat sua cuique dies, ognuno ha il suo giorno. Ognuno ha la sua stagione e bisogna ragionare in questi termini».
Un modo per definire la propria posizione nel nuovo assetto politico regionale: non un passo indietro, ma una scelta ponderata per non comprimere l’elettorato dei candidati della coalizione.
«A testa alta»: De Luca soddisfatto della lista civica
Il governatore evidenzia anche il risultato della lista “A testa alta”, la civica che ha sostenuto Roberto Fico e che nasce dalla sua area politica.
«Sono più che soddisfatto», dice, ricordando che il suo nome non è stato inserito in alcuna lista per non penalizzare chi appartiene ai movimenti civici che lo hanno affiancato negli anni:
«Mi si proponeva di candidarmi nella lista del Pd. È evidente che avrei tolto spazio ad altri e condannato a morte i consiglieri espressione di movimenti civici».
Una rivendicazione che sottolinea il peso politico della sua rete territoriale anche in un contesto di transizione.

De Luca tra passato e futuro politico
Le sue parole, nel complesso, delineano una figura che non intende uscire di scena:
- da un lato, lascia intendere la possibilità di tornare a Salerno,
- dall’altro ribadisce di voler restare un riferimento politico, anche fuori dalle istituzioni regionali.
La citazione virgiliana, la difesa del modello campano e la soddisfazione per la performance della sua civica confermano che De Luca continua a parlare da leader, non da ex.


