Caserta potrebbe presto ottenere un provvedimento speciale per uscire dalla crisi finanziaria che paralizza l’Ente da anni. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al termine del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica tenuto in Prefettura, ha aperto all’ipotesi di un “Salva-Caserta”, un intervento straordinario destinato a evitare il collasso amministrativo di un Comune segnato da due dissesti, dallo scioglimento per infiltrazioni camorristiche e da una situazione economica che rende complessa perfino l’erogazione dei servizi ordinari.
L’apertura del ministro rappresenta il primo segnale concreto dopo mesi di allarmi lanciati dai vertici della Commissione straordinaria. E ora, per la città capoluogo, potrebbe arrivare una svolta attesa da tempo.
La situazione finanziaria: un Comune schiacciato da due dissesti
Caserta è uno dei pochi capoluoghi in Italia ad aver dichiarato due dissesti finanziari nel giro di pochi anni. Una condizione che, come ricordato dalla commissaria Antonella Scolamiero durante il Comitato in Prefettura, non permette all’amministrazione di garantire con regolarità nemmeno i servizi essenziali.
Un quadro critico che affonda le radici nella cattiva gestione del passato, nella difficoltà di riscossione, nei contenziosi, nell’aumento dei costi di gestione e nel peso della macchina amministrativa.
Secondo quanto riferito durante il tavolo istituzionale:
- le risorse disponibili sono insufficienti anche per attività minime;
- il personale è ridotto rispetto alle necessità della città;
- gli effetti del dissesto limitano la capacità di investimento;
- l’Ente vive una condizione di emergenza strutturale.
Scolamiero ha quindi ribadito che, senza un intervento straordinario, Caserta rischia di non potersi risollevare autonomamente.

La risposta del Viminale: “Caserta non sarà abbandonata al proprio destino”
Piantedosi ha ascoltato a lungo la relazione della commissaria e non ha escluso la possibilità di un intervento del Governo. Una dichiarazione che cambia il quadro politico e amministrativo.
«Caserta non sarà abbandonata al proprio destino», ha affermato il ministro dell’Interno, mostrando disponibilità a sostenere misure straordinarie che possano ridare stabilità a un Comune strategico per l’intera provincia.
Il deputato Gianpiero Zinzi ha confermato a margine dell’incontro:
«Ho avuto rassicurazioni dal ministro sull’impegno del Governo per un provvedimento che affronti e risolva la disastrosa situazione finanziaria del Comune di Caserta».
Zinzi ha ricordato che la Lega aveva chiesto un provvedimento simile già nel 2021. Oggi, quella proposta potrebbe trasformarsi in uno strumento operativo.
Come potrebbe funzionare il “Salva-Caserta”
Non esiste ancora un testo, ma l’impianto del provvedimento ricalcherebbe meccanismi già utilizzati per altri Comuni in forte deficit.
Un “Salva-Caserta” potrebbe prevedere:
H3 – 1. Risorse straordinarie del Governo
Un fondo dedicato per:
- coprire parte del debito pregresso;
- sostenere i servizi essenziali;
- garantire la continuità amministrativa.
2. Supporto tecnico-amministrativo
Potrebbe includere:
- assistenza per la riorganizzazione del bilancio;
- potenziamento della struttura contabile;
- procedure accelerate per i piani di rientro.
3. Rafforzamento del personale e della Municipale
Il ministro ha parlato chiaramente della carenza di organico.
4. Strumenti speciali contro infiltrazioni e illegalità
Un pacchetto di norme per prevenire il rischio che la crisi economica apra nuovi varchi alla criminalità.
5. Misure per migliorare la sicurezza urbana e sociale
Come previsto anche dalla direttiva del 17 dicembre scorso.

Il Comitato in Prefettura: sicurezza, Terra dei Fuochi e “Alto impatto”
Il tavolo casertano non si è limitato alla questione economica. Il ministro Piantedosi ha voluto fare il punto anche sulla sicurezza dell’intera provincia, considerata tra le più complesse del Mezzogiorno.
Durante il Comitato sono stati analizzati:
- i risultati delle operazioni “Alto impatto”, intensificate negli ultimi mesi a Caserta, Aversa e Santa Maria Capua Vetere;
- l’andamento dei controlli contro i roghi e lo smaltimento illecito nella Terra dei Fuochi;
- le nuove interdittive antimafia e la cosiddetta “interdittiva temperata” prevista dalla recente modifica del Codice Antimafia;
- i controlli congiunti nei settori edilizia, logistica e agricoltura.
Piantedosi ha dichiarato:
«La provincia di Caserta rimane molto impegnativa. Non escludo iniziative di rafforzamento degli strumenti anche finanziari disponibili per il territorio».
Il nuovo Commissariato di Marcianise: “Struttura bella e funzionale, operativa entro quattro settimane”
Dopo il Comitato il ministro si è recato a Marcianise per un sopralluogo nel nuovo Commissariato di Polizia, in via San Giuliano. La struttura, realizzata nell’ex sede del Giudice di Pace, è ormai completata e sarà inaugurata entro Natale.
Il sindaco Antonio Trombetta ha espresso grande soddisfazione:
«Il fatto che il ministro dell’Interno torni a Marcianise per verificare lo stato della struttura ci riempie di orgoglio. Il Commissariato ospiterà un incremento significativo del personale».
Piantedosi ha confermato:
«È un elemento dell’impegno che come Governo stiamo mettendo su questi territori. Garantiremo il benessere dei luoghi in cui opereranno gli agenti. Tornerò per l’inaugurazione».
Le figure istituzionali presenti al tavolo
Alla riunione erano presenti:
- la prefetta Lucia Volpe;
- il questore Andrea Grassi;
- il capo della Polizia Vittorio Pisani;
- il capo di Gabinetto del Viminale Maria Teresa Sempreviva;
- i comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza;
- il presidente della Provincia Anacleto Colombiano;
- la commissaria Scolamiero.
Un segnale della rilevanza nazionale che la crisi di Caserta ha assunto.
L’ipotesi di un “Salva-Caserta” segna un momento cruciale per la città. Dopo anni di difficoltà, due dissesti e lo scioglimento per infiltrazioni, il capoluogo potrebbe finalmente trovare un percorso strutturato di risanamento.
L’apertura del ministro Piantedosi non è ancora una decisione formale, ma rappresenta la premessa politica necessaria per far partire un provvedimento straordinario. Un intervento che, se confermato, potrebbe restituire stabilità amministrativa e garantire ai cittadini servizi adeguati, maggiore sicurezza e un futuro sostenibile.


