De Luca avverte Fico: «Serve rigore. Abbiamo espulso politica e camorra dagli ospedali, si continui su questa linea»
Il tema della sanità torna al centro dello scontro politico in Campania a pochi giorni dalle elezioni regionali del 23 e 24 novembre 2025. A sollevare il dibattito è il governatore uscente Vincenzo De Luca, che da Nocera Inferiore lancia un messaggio diretto a Roberto Fico, candidato del campo progressista: «Tenga fuori i politicanti dalla sanità».
Un monito che diventa anche una rivendicazione politica: De Luca ricorda la situazione ereditata nel 2015, con un debito sanitario da 7 miliardi di euro, e sottolinea come il suo metodo di gestione – improntato a rigore, accentramento decisionale e chiusura ai condizionamenti esterni – abbia rappresentato una rottura con il passato.
Le sue parole arrivano in un momento sensibile, mentre la sanità regionale è al centro del dibattito pubblico anche per la recente decisione del TAR che ha ordinato l’uscita immediata della Campania dal piano di rientro, decisione contestata dal Ministero della Salute.

De Luca: «Fuori la politica politicante dagli ospedali»
Rispondendo ai giornalisti, De Luca è tornato su uno dei suoi cavalli di battaglia: la necessità di blindare la sanità regionale da “infiltrazioni” politiche e interessi esterni.
«Occorre attenzione sul piano amministrativo – ha affermato – ma soprattutto bisogna adottare il metodo che abbiamo adottato noi lavorando alla Regione Campania: buttare fuori la politica politicante dalla sanità, fuori la camorra dagli ospedali, fuori i politicanti dalle stanze della Regione».
Il governatore ha ricordato come, secondo lui, la degenerazione della governance sanitaria in passato fosse dovuta al cosiddetto “mercato degli incarichi”: direttori generali e primari scelti non per merito, ma in base agli equilibri tra partiti. Una logica che, a suo dire, avrebbe contribuito a far esplodere il debito sanitario accumulato dalla Regione.
«Abbiamo fatto piazza pulita»: la rivendicazione dei dieci anni di gestione
Il governatore ha insistito sul cambiamento imposto dal suo esecutivo negli ultimi due mandati:
«Quando abbiamo accumulato 7 miliardi di debiti è perché il metodo era quello. Noi abbiamo fatto piazza pulita, abbiamo espulso i politicanti dalla sanità campana e dalle istituzioni campane. E abbiamo cacciato anche la camorra dagli ospedali».
Un’affermazione che conferma la volontà di De Luca di lasciare un’eredità politica chiara, rivendicando i risultati ottenuti nonostante il lungo commissariamento e le rigidità dei piani di rientro.

Il messaggio a Fico: «Serve rigore per resistere alle pressioni»
Il riferimento diretto a Roberto Fico non è casuale. De Luca, che non può ricandidarsi dopo la decisione della Corte Costituzionale che ha bocciato la norma sul terzo mandato, si rivolge così a chi potrebbe succedergli.
«La raccomandazione è di continuare a lavorare con questo metodo. Ci vuole la forza per farlo, ci vuole il rigore e ci vuole la capacità di resistere ai politicanti».
Un passaggio che suona come un avvertimento: mantenere la sanità libera da pressioni politiche e clientelari richiede una linea dura, non negoziabile. Il messaggio arriva mentre la coalizione progressista è scossa da tensioni interne, soprattutto tra l’area deluchiana e quella più vicina al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, considerato lo sponsor principale di Fico.
Contesto politico incandescente a pochi giorni dal voto
Le dichiarazioni di De Luca si inseriscono in un clima particolarmente teso.
Mentre il governatore rivendica la sua gestione e offre un “consiglio” non richiesto al candidato del campo largo, il centrodestra intensifica la campagna a sostegno di Edmondo Cirielli con la presenza dei leader nazionali, da Giorgia Meloni ad Antonio Tajani e Matteo Salvini.
Nel frattempo, la sanità campana è anche oggetto di frizioni istituzionali: il TAR ha stabilito l’uscita immediata della Regione dal piano di rientro, ma il Ministero della Salute ha annunciato ricorso al Consiglio di Stato, giudicando insufficienti i progressi su rete sociosanitaria, screening oncologici e stabilizzazione dei LEA.


