Fico De Luca
Roberto Fico e Vincenzo De Luca

17 Novembre 2025

Angela Capasso

Regionali Campania, De Luca a Fico: «Tenga fuori i politicanti dalla sanità»

De Luca avverte Fico: «Serve rigore. Abbiamo espulso politica e camorra dagli ospedali, si continui su questa linea»

Il tema della sanità torna al centro dello scontro politico in Campania a pochi giorni dalle elezioni regionali del 23 e 24 novembre 2025. A sollevare il dibattito è il governatore uscente Vincenzo De Luca, che da Nocera Inferiore lancia un messaggio diretto a Roberto Fico, candidato del campo progressista: «Tenga fuori i politicanti dalla sanità».

Un monito che diventa anche una rivendicazione politica: De Luca ricorda la situazione ereditata nel 2015, con un debito sanitario da 7 miliardi di euro, e sottolinea come il suo metodo di gestione – improntato a rigore, accentramento decisionale e chiusura ai condizionamenti esterni – abbia rappresentato una rottura con il passato.

Le sue parole arrivano in un momento sensibile, mentre la sanità regionale è al centro del dibattito pubblico anche per la recente decisione del TAR che ha ordinato l’uscita immediata della Campania dal piano di rientro, decisione contestata dal Ministero della Salute.

Vincenzo De Luca
Vincenzo De Luca

De Luca: «Fuori la politica politicante dagli ospedali»

Rispondendo ai giornalisti, De Luca è tornato su uno dei suoi cavalli di battaglia: la necessità di blindare la sanità regionale da “infiltrazioni” politiche e interessi esterni.
«Occorre attenzione sul piano amministrativo – ha affermato – ma soprattutto bisogna adottare il metodo che abbiamo adottato noi lavorando alla Regione Campania: buttare fuori la politica politicante dalla sanità, fuori la camorra dagli ospedali, fuori i politicanti dalle stanze della Regione».

Il governatore ha ricordato come, secondo lui, la degenerazione della governance sanitaria in passato fosse dovuta al cosiddetto “mercato degli incarichi”: direttori generali e primari scelti non per merito, ma in base agli equilibri tra partiti. Una logica che, a suo dire, avrebbe contribuito a far esplodere il debito sanitario accumulato dalla Regione.

«Abbiamo fatto piazza pulita»: la rivendicazione dei dieci anni di gestione

Il governatore ha insistito sul cambiamento imposto dal suo esecutivo negli ultimi due mandati:
«Quando abbiamo accumulato 7 miliardi di debiti è perché il metodo era quello. Noi abbiamo fatto piazza pulita, abbiamo espulso i politicanti dalla sanità campana e dalle istituzioni campane. E abbiamo cacciato anche la camorra dagli ospedali».

Un’affermazione che conferma la volontà di De Luca di lasciare un’eredità politica chiara, rivendicando i risultati ottenuti nonostante il lungo commissariamento e le rigidità dei piani di rientro.

Roberto Fico Salerno
Roberto Fico

Il messaggio a Fico: «Serve rigore per resistere alle pressioni»

Il riferimento diretto a Roberto Fico non è casuale. De Luca, che non può ricandidarsi dopo la decisione della Corte Costituzionale che ha bocciato la norma sul terzo mandato, si rivolge così a chi potrebbe succedergli.
«La raccomandazione è di continuare a lavorare con questo metodo. Ci vuole la forza per farlo, ci vuole il rigore e ci vuole la capacità di resistere ai politicanti».

Un passaggio che suona come un avvertimento: mantenere la sanità libera da pressioni politiche e clientelari richiede una linea dura, non negoziabile. Il messaggio arriva mentre la coalizione progressista è scossa da tensioni interne, soprattutto tra l’area deluchiana e quella più vicina al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, considerato lo sponsor principale di Fico.

Contesto politico incandescente a pochi giorni dal voto

Le dichiarazioni di De Luca si inseriscono in un clima particolarmente teso.
Mentre il governatore rivendica la sua gestione e offre un “consiglio” non richiesto al candidato del campo largo, il centrodestra intensifica la campagna a sostegno di Edmondo Cirielli con la presenza dei leader nazionali, da Giorgia Meloni ad Antonio Tajani e Matteo Salvini.

Nel frattempo, la sanità campana è anche oggetto di frizioni istituzionali: il TAR ha stabilito l’uscita immediata della Regione dal piano di rientro, ma il Ministero della Salute ha annunciato ricorso al Consiglio di Stato, giudicando insufficienti i progressi su rete sociosanitaria, screening oncologici e stabilizzazione dei LEA.

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