Bagnoli America’s Cup, Abodi: «Bagnoli è un cantiere attivo, si è rotto un incantesimo» e Manfredi parla di grande occasione di crescita economica e turistica per Napoli e la Campania
«Bagnoli è un cantiere attivo, dopo tanti anni si è rotto un incantesimo».
Con queste parole il ministro dello Sport Andrea Abodi ha sintetizzato la fase che sta attraversando l’area ex Italsider, collegandola direttamente alla sfida dell’America’s Cup che porterà a Napoli i migliori team della vela mondiale.
A margine dell’evento “Motore Italia, edizione America’s Cup”, il ministro ha sottolineato come la corsa contro il tempo in vista della primavera prossima – quando le squadre arriveranno in città – stia accelerando un processo di bonifica e rigenerazione che, nelle intenzioni del Governo, non dovrà esaurirsi con la manifestazione sportiva.
Bagnoli America’s Cup, Abodi: «Bagnoli è un cantiere attivo, si è rotto un incantesimo»
Per Abodi, la situazione è ormai segnata da una svolta:
«Bagnoli è un cantiere attivo, dopo tanti anni si è rotto un incantesimo. Il tempo che abbiamo non è molto perché la prossima primavera i team dovranno arrivare e trovare le condizioni ideali a terra e in mare, ma ormai si è voltata pagina».
Il riferimento è al lungo e complesso progetto di bonifica e rigenerazione dell’ex area industriale Italsider, che per decenni ha rappresentato uno dei dossier più controversi della città.
Secondo il ministro, l’America’s Cup ha agito da acceleratore di un’agenda già definita, consentendo di imprimere una nuova velocità agli interventi, ma il percorso – ha garantito – è destinato a proseguire oltre l’evento:
«C’è un’agenda che ha subito un’accelerazione grazie all’occasione della Coppa America, ma è un processo inarrestabile».

Oltre la Coppa America: «Restituire Bagnoli alla città»
Abodi ha anche chiarito che la vocazione futura di Bagnoli non può essere legata esclusivamente alla Coppa:
«Credo che la vocazione di Bagnoli non passi esclusivamente per la Coppa America, ma per la necessità di restituire quella zona alla città perché è un bene prezioso che deve tornare ad essere un’area frequentata, che deve offrire occasioni di intrattenimento, occasioni culturali, sociali e commerciali. Ben venga la Coppa America, ma quello che sta succedendo va ben oltre».
L’idea è quella di un quartiere aperto, non più solo un “luogo di passaggio” per grandi eventi, ma uno spazio stabile di vita urbana, servizi, funzioni culturali e attività economiche. In questa visione, l’America’s Cup rappresenta una sorta di banco di prova: se le infrastrutture e i lavori reggeranno all’impatto dell’evento, potranno diventare la base per un nuovo modello di sviluppo per tutta la zona occidentale di Napoli.
Le proteste in sala e il nodo del dialogo con il territorio
Durante l’evento “Motore Italia, edizione America’s Cup” non sono mancati momenti di tensione: alcuni manifestanti hanno esposto in sala striscioni polemici, segnalando la presenza di un pezzo di città che guarda con preoccupazione all’impatto dei cantieri e dei grandi eventi sul territorio.
Abodi ha risposto richiamando la necessità di condividere il percorso con la comunità locale:
«Da parte nostra c’è la massima attenzione a che l’evento non sia per pochi e d’élite, ma per la crescita della città e di opportunità. Siamo convinti di poter produrre valore aggiunto, lavoro stabile, miglioramento della qualità della vita di tutti».
E ha aggiunto, riferendosi al rapporto con chi contesta:
«Credo che il dialogo sia fondamentale, la mancanza di dialogo determina contrapposizioni, mentre l’incontro dà il senso del rispetto reciproco, anche se si resta ognuno sulle proprie posizioni».
La sfida, quindi, non è solo infrastrutturale: riguarda anche la capacità delle istituzioni di costruire consenso, spiegare gli interventi, ascoltare critiche e proposte, garantire che i benefici non si concentrino su poche aree o categorie.

Manfredi: «La Coppa America attrarrà milioni di turisti»
In un videomessaggio inviato all’evento, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha evidenziato il potenziale della competizione come leva di crescita per l’intero territorio:
«La futura edizione della Coppa America e i grandi eventi sportivi e internazionali rappresentano un enorme volano di crescita economica e turistica, di visibilità internazionale per la città e la Campania».
Per il primo cittadino, la Coppa America è:
«Una delle più grandi competizioni a livello mondiale e attrarrà milioni di turisti in città e nel Golfo. È un’occasione che sfrutteremo in sinergia con il Governo nazionale per fare in modo che la Campania e il Mezzogiorno siano volano di crescita economica e opportunità di investimento».
Lo scenario delineato è quello di una Napoli vetrina internazionale, capace di usare la spinta dell’evento per rafforzare il proprio posizionamento turistico, attrarre investimenti e consolidare il ruolo della città e della regione nel Mediterraneo.
Santanchè: «Serve una squadra Italia per vincere la sfida»
In collegamento video è intervenuta anche la ministra del Turismo Daniela Santanchè, che ha allargato lo sguardo oltre il confine regionale, definendo la Coppa America una partita da giocare a livello nazionale:
«La Coppa America è una grande sfida per l’Italia ed è l’Italia che deve vincere».
Secondo la ministra, per centrare l’obiettivo è indispensabile un impegno corale:
«È fondamentale che si partecipi a tutti i livelli istituzionali perché solo con una “squadra Italia” si possono vincere queste sfide in cui serve grande determinazione, organizzazione e anche orgoglio diappartenenza».
L’idea di “squadra Italia” richiama la necessità di un coordinamento stretto tra Governo, enti locali, mondo produttivo, realtà sportive e operatori turistici, per trasformare un grande appuntamento velico in un progetto-paese, con ricadute concrete su lavoro, infrastrutture e immagine internazionale.
Bagnoli tra occasione storica e interrogativi aperti
Le parole di Abodi, Manfredi e Santanchè restituiscono l’immagine di una Napoli al centro di una scommessa delicata: da un lato, la volontà di far diventare Bagnoli il simbolo di una rigenerazione finalmente concreta; dall’altro, le preoccupazioni di chi teme che ancora una volta i grandi eventi non si traducano in benefici duraturi per i residenti.
Il messaggio politico è chiaro:
- Bagnoli è “un cantiere attivo”,
- l’America’s Cup deve essere più di un evento d’élite,
- la prospettiva è quella di una crescita strutturale per Napoli, la Campania e il Mezzogiorno.
Resta da capire se tempi, modalità e scelte operative sapranno trasformare questa narrazione in risultati misurabili sul terreno della bonifica, della qualità della vita e del lavoro stabile in un’area che da decenni attende di essere davvero “restituita” alla città.


