aula di scuola
Un'aula di scuola
📍 Marcianise

13 Novembre 2025

Redazione Il Campano

Marcianise, Federica De Biase muore a 12 anni. Un biglietto sul suo banco: “Mi dispiace”

Tragedia alla scuola media “Calcara” di Marcianise: Federica De Biase, 12 anni, muore precipitando dalle scale di emergenza. Sul banco un biglietto: “Mi dispiace”. Indagini in corso per chiarire il gesto.

Marcianise è sconvolta. La mattinata, iniziata come una qualsiasi giornata di scuola, si è trasformata in un incubo destinato a lasciare un segno profondo nella comunità. Federica De Biase, 12 anni, studentessa della scuola media “Calcara”, è morta dopo essere precipitata dal secondo piano dell’edificio.
Con il passare delle ore sta emergendo un quadro sempre più drammatico: sul suo banco è stato trovato un biglietto. Poche parole, terribili: “Mi dispiace”. Un messaggio che ha aperto la strada all’ipotesi che si sia trattato di un gesto volontario.

La dinamica: Federica si allontana dalla classe e precipita nel vuoto

Secondo la prima ricostruzione, la tragedia sarebbe avvenuta poco dopo l’inizio delle lezioni.
La dodicenne avrebbe chiesto alla docente di poter andare in bagno; un gesto di routine, che però nascondeva ben altro. Federica non avrebbe mai raggiunto i servizi: invece di dirigersi verso i bagni, avrebbe imboccato la scala di emergenza sul retro dell’edificio.

Da lì, pochi istanti dopo, si sarebbe lanciata nel vuoto. La caduta dal secondo piano non le ha lasciato scampo.
Quando gli insegnanti, preoccupati per la sua assenza, hanno iniziato a cercarla, si sono ritrovati davanti la scena più temuta: il corpo senza vita nel cortile della scuola.

La scuola Calcara a Marcianise dove è avvenuta la tragedia

L’intervento della Polizia e gli accertamenti in corso

Sul posto sono intervenuti subito gli agenti del commissariato locale, che hanno avviato gli accertamenti del caso.
Al momento, gli investigatori escludono la presenza di altre persone nel luogo della caduta. Le verifiche proseguiranno nelle prossime ore, insieme all’analisi del bigliettino ritrovato sul banco di Federica.

Dirigente scolastico, docenti, compagni di classe e genitori sono stati ascoltati per cercare di ricostruire gli ultimi momenti della ragazzina e raccogliere informazioni utili a chiarire eventuali segnali precedenti.

Una scuola sotto shock: dolore, silenzi e domande senza risposta

All’interno della “Calcara” il clima è surreale. Il dolore si mescola alla confusione, al senso di impotenza e allo sgomento.
I compagni di classe sono stati trattenuti nelle aule, in attesa che venissero predisposte uscite protette. Molti non riescono a comprendere cosa sia accaduto, altri sono stati colti da malori e crisi di pianto.
La notizia, diffusasi rapidamente in città, ha attratto genitori, istituzioni e forze dell’ordine, radunate davanti all’ingresso della scuola.

Nessuno riesce ancora a darsi una spiegazione. Tutti parlano di una ragazzina tranquilla, riservata, senza problemi noti. Ma troppo spesso, come ricordano gli esperti, il dolore degli adolescenti resta silenzioso e invisibile agli occhi degli adulti.

Il peso invisibile degli adolescenti: un tema che riguarda tutti

Pur senza collegare alcun contenuto non verificato alla vicenda specifica, la tragedia di Marcianise ripropone un tema sempre più urgente:
l’aumento dei disagi psicologici tra preadolescenti e adolescenti.

Negli ultimi anni, diversi studi italiani ed europei hanno evidenziato:

  • crescita dei casi di isolamento emotivo;
  • difficoltà nella gestione di ansia e insicurezze;
  • aumento dei comportamenti autolesivi;
  • uso massiccio dei social come luogo di confronto, ma anche di pressione sociale.

La scuola, luogo di crescita e socialità, è spesso il primo punto in cui questi segnali emergono – o vengono ignorati.
Ecco perché, al di là della specifica tragedia, il tema della salute mentale dei minori è tornato prepotentemente al centro del dibattito.

Supporto psicologico e prevenzione: le richieste che tornano dopo ogni tragedia

Dopo drammi come questo, famiglie, docenti e dirigenti scolastici chiedono strumenti concreti:

  • psicologi presenti negli istituti in modo stabile;
  • sportelli d’ascolto più accessibili;
  • percorsi di educazione emotiva nelle scuole medie;
  • formazione per insegnanti nella gestione del disagio giovanile.

Troppo spesso questi interventi restano sulla carta. La tragedia di Marcianise riaccende il dibattito sulla prevenzione e sulla necessità di tutelare il benessere psicologico dei ragazzi, specialmente in una fascia d’età delicata come quella delle scuole medie.

Il nome di Federica De Biase resterà impresso nel cuore della sua città. Una vita giovanissima spezzata, un dolore che nessuna parola può contenere.
Ora Marcianise attende risposte, indagini complete e soprattutto un impegno reale affinché tragedie simili non si ripetano.
Dietro un gesto così estremo, infatti, spesso si nasconde un mondo interiore che non siamo riusciti a vedere. Ed è proprio lì che bisogna imparare a guardare.

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