Respinto il ricorso contro gli interventi su reti idriche e collettori tra Posillipo e Bagnoli: il progetto è ritenuto migliorativo e necessario a ridurre gli sversamenti verso l’Area marina protetta
La Quinta sezione del Tar Campania ha respinto il ricorso presentato contro gli interventi su reti idriche e collettori nell’area occidentale di Napoli (Posillipo, Bagnoli), ritenendo il progetto migliorativo rispetto all’attuale assetto e funzionale a ridurre gli sversamenti in mare che interessano anche l’Area marina protetta della Gaiola. La decisione consente l’avanzamento delle opere programmate.
Cosa ha stabilito il Tar
Nella sentenza, i giudici affermano che le censure sostanziali sono infondate e che l’intervento approvato dalle amministrazioni competenti «migliora sensibilmente la situazione attuale», segnando un passo necessario per contenere l’inquinamento lungo il tratto di costa tra Gaiola e Bagnoli. Le associazioni potranno eventualmente proporre appello al Consiglio di Stato.
Il progetto: dove e come si interviene
Il piano – presentato da Invitalia nell’ambito della riqualificazione dell’area occidentale – prevede l’adeguamento del collettore Arena S. Antonio (ASA) e opere connesse sulle reti idriche e fognarie. Si tratta dell’asse che convoglia i reflui verso l’impianto di pretrattamento e rilancio di Coroglio, prima dell’invio al depuratore di Cuma: il sistema attuale è critico nei picchi di portata, quando una parte delle acque, pur pretrattate, può finire a mare senza completa depurazione biologica. Gli interventi mirano ad aumentare l’efficienza idraulica e a ridurre gli sversamenti.
Perché si è arrivati al contenzioso
Nel 2025 Marevivo e Greenpeace hanno impugnato il decreto che autorizzava il progetto, sostenendo che nuovi scarichi o potenziamenti infrastrutturali potessero aggravare l’impatto sull’Area marina protetta e sulla salute pubblica. Il Tar ha invece ritenuto l’intervento necessario e migliorativo, in coerenza con gli obiettivi di bonifica e con le prescrizioni ambientali.

Il nodo tecnico: ASA → Coroglio → Cuma
- Collettore Arena S. Antonio (ASA): principale dorsale fognaria mista dell’area occidentale (Bagnoli, Fuorigrotta, Soccavo, Pianura), oggi sottoposta a carichi elevati.
- Coroglio (pretrattamento e rilancio): rimozione solidi, dissabbiatura e disoleatura prima dell’invio a Cuma. Il collo di bottiglia è la portata massima gestibile dal sistema, che nei picchi non consente di inviare tutti i reflui al depuratore, con rischio di sversamenti in mare. Gli adeguamenti puntano a superare tale limite.
Perimetro e finalità delle opere
Le opere sono inquadrate nel percorso di riqualificazione ambientale e messa a norma delle infrastrutture idriche del litorale occidentale. L’obiettivo dichiarato è ridurre gli sversamenti e migliorare la qualità delle acque lungo la linea di costa, con benefici attesi per Gaiola e Bagnoli. Il cronoprogramma e le gare per tratti dell’ASA risultano già attivati dagli enti competenti.
Cosa cambia per l’Area marina protetta della Gaiola
Una gestione più efficiente dei reflui – con maggiore capacità di convogliarli fino a Cuma per la depurazione completa – è la condizione tecnica per ridurre le chiazze e gli episodi di acque inquinate segnalati nei mesi estivi lungo le coste di Posillipo e Bagnoli. Il Tar ha valutato che il rischio ambientale derivi soprattutto dall’assetto attuale e che l’esecuzione del progetto costituisca una soluzione migliorativa.
La decisione del Tar consente di proseguire con gli adeguamenti infrastrutturali necessari a ridurre gli sversamenti e a migliorare la balneabilità del litorale occidentale di Napoli. Il confronto potrà proseguire nelle sedi amministrative superiori, ma la priorità tecnica resta la stessa: mettere in sicurezza il percorso ASA → Coroglio → Cuma, per tutelare in modo stabile l’Area marina protetta della Gaiola e l’intera linea di costa.


