Il candidato del centrosinistra Fico attacca il centrodestra dopo l’inchiesta di Santa Maria a Vico sulla candidata Biondo: “Non è giustizialismo, ma etica e credibilità. Cirielli dica una parola chiara”.
Dopo l’ondata di arresti che ha travolto l’amministrazione di Santa Maria a Vico, nel Casertano, la vicenda giudiziaria legata al clan Massaro diventa terreno di scontro politico a un mese dalle Regionali in Campania.
A intervenire è Roberto Fico, candidato presidente del centrosinistra, che chiede al suo rivale Edmondo Cirielli di “fare chiarezza” sulla posizione di Veronica Biondo, vicesindaca del comune casertano e candidata con Forza Italia, finita agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Napoli.
«È un quadro inquietante quello che sta emergendo dall’inchiesta sul clan camorristico Massaro – scrive Fico sui social –. Tra gli arrestati c’è anche un candidato della destra alle prossime elezioni, ovvero la vicesindaca di Santa Maria a Vico».
L’attacco di Fico: “Non è giustizialismo, ma responsabilità”
Il candidato del centrosinistra sottolinea che la richiesta di chiarimenti non ha fini polemici, ma nasce da una questione di trasparenza verso i cittadini:
«L’inchiesta farà il suo corso e la magistratura farà il suo lavoro. Ma chiedo a Edmondo Cirielli di fare chiarezza e prendere posizione, se Forza Italia glielo permetterà, ovviamente».
E aggiunge:
«Fare chiarezza è un atto di responsabilità e serietà nei confronti dei cittadini. Non è giustizialismo: è etica e credibilità».
Con queste parole, Fico sposta il confronto politico sul piano morale e dell’affidabilità delle candidature, invitando gli avversari a “non nascondersi dietro l’attesa giudiziaria”.

L’inchiesta sul clan Massaro e i rapporti con la politica locale
L’indagine coordinata dal procuratore Nicola Gratteri ha rivelato un presunto sistema di voto di scambio politico-mafioso.
Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza di Caserta, gli esponenti del clan avrebbero garantito pacchetti di voti in cambio di appalti e concessioni comunali, tra cui l’ampliamento del cimitero e la gestione di un chiosco-bar nella frazione San Marco.
Oltre alla vicesindaca Veronica Biondo, ai domiciliari sono finiti il sindaco Andrea Pirozzi, il consigliere comunale Giuseppe Nuzzo e l’ex assessore Marcantonio Ferrara. In carcere due esponenti apicali del clan, Raffaele Piscitelli e Domenico Nuzzo.
Le accuse vanno dal voto di scambio politico-mafioso alla rivelazione di segreti d’ufficio e al favoreggiamento personale.
Forza Italia: “Non sarà candidata, ma restiamo garantisti”
Poche ore prima delle parole di Fico, Fulvio Martusciello, coordinatore regionale di Forza Italia, aveva comunicato il ritiro della candidatura di Biondo alle Regionali:
«Non conosco il contenuto dell’inchiesta, ma posso dire che Veronica Biondo non sarà candidata, a sua tutela. Prendiamo atto dell’indagine e abbiamo fiducia nella magistratura».
Martusciello ha ribadito la linea del garantismo moderato, sottolineando che la decisione è stata presa per “tutelare la persona e l’immagine del partito”, senza anticipare giudizi sul merito delle accuse.

Il centrodestra tra garantismo e polemica
Le parole di Fico rappresentano la prima risposta politica diretta alle difficoltà del centrodestra dopo gli arresti nel Casertano.
Se da un lato Cirielli non ha ancora commentato ufficialmente la vicenda, dall’altro la coalizione si è stretta attorno alla linea di Martusciello, che ha convocato per la giornata di oggi il coordinamento provinciale di Caserta per ridefinire la lista dei candidati.
Nel frattempo, la Lega e Fratelli d’Italia hanno difeso il principio della presunzione d’innocenza, accusando la sinistra di “strumentalizzare la cronaca giudiziaria”.
Etica, legalità e consenso: i temi caldi della campagna
Con il voto del 23 e 24 novembre ormai vicino, il tema della legalità nella pubblica amministrazione è destinato a diventare uno dei pilastri del confronto tra i due fronti.
Fico ha già posto l’accento su una nuova etica della politica, collegando il tema della trasparenza a quello del reddito di dignità e della sicurezza sociale.
Dall’altra parte, Cirielli punta su un messaggio di ordine e rigore, promettendo di “mettere fine alla stagione dei favori e delle clientele”.
La vicenda di Santa Maria a Vico si inserisce così in un contesto elettorale già incandescente, in cui la linea tra giustizia e propaganda si fa sempre più sottile.
Analisi: il fronte giudiziario come variabile politica
L’inchiesta sul clan Massaro rischia di influenzare la percezione pubblica della campagna, soprattutto nella provincia di Caserta, dove il voto moderato e civico è spesso decisivo.
Per Fico, l’episodio rafforza la narrazione di un centrodestra “legato a vecchie logiche di potere locale”.
Per Cirielli, invece, il rischio è che un caso giudiziario locale venga utilizzato come arma di delegittimazione.Nei prossimi giorni, l’attenzione si sposterà sulla risposta ufficiale del candidato del centrodestra, che dovrà bilanciare garantismo e distanza politica.
«Non è giustizialismo, ma etica e credibilità», ha ribadito Fico.
Una frase che sintetizza la strategia del candidato del centrosinistra: spostare il confronto elettorale sul terreno morale e della trasparenza.
Mentre la magistratura prosegue il suo lavoro, la politica campana entra nel vivo della campagna più tesa degli ultimi anni, dove ogni caso giudiziario rischia di trasformarsi in una battaglia simbolica per la fiducia dei cittadini.


