arresti Santa Maria a Vico
📍 Santa Maria a Vico

22 Ottobre 2025

Redazione Il Campano

Camorra e politica, sei arresti a Santa Maria a Vico: in carcere due esponenti del clan Massaro

Operazione “Suessola” della Guardia di Finanza di Caserta: due affiliati al clan Massaro in carcere e quattro amministratori comunali ai domiciliari per scambio elettorale politico-mafioso.

La Guardia di Finanza di Caserta ha eseguito questa mattina sei arresti nell’ambito di un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che svela presunti intrecci tra camorra e politica locale nel comune di Santa Maria a Vico.

L’operazione, denominata “Suessola”, ha portato in carcere due esponenti del clan Massaro e posto ai domiciliari quattro amministratori comunali, accusati di scambio elettorale politico-mafioso in occasione delle elezioni amministrative del 20 e 21 settembre 2020.

L’indagine della DDA di Napoli: il patto tra clan e politici

Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dai magistrati della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, i vertici del clan Massaro avrebbero garantito pacchetti di voti a favore di alcuni candidati locali, in cambio di favori economici e agevolazioni amministrative.

L’inchiesta ha documentato una rete di rapporti consolidati tra ambienti criminali e pubblici amministratori, finalizzata – secondo gli inquirenti – a condizionare l’esito delle elezioni comunali del 2020 nel comune casertano.

I sei arresti: due in carcere e quattro ai domiciliari

Il provvedimento cautelare, emesso dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della DDA, dispone:

  • la custodia in carcere per due pregiudicati legati al clan Massaro,
  • e i domiciliari per quattro amministratori comunali in carica all’epoca dei fatti.

Le ipotesi investigative descrivono un sistema di interferenze elettorali in cui la criminalità organizzata avrebbe offerto sostegno logistico e consenso elettorale in cambio di vantaggi economici e promesse di utilità.

arresti della dda

Le elezioni del 2020 e il ruolo del clan Massaro

Le elezioni amministrative di settembre 2020, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbero rappresentato l’occasione per il clan Massaro – storicamente radicato nell’area dell’Alto Casertano – di inserirsi nella vita politica locale.
Il gruppo criminale, già noto per attività estorsive e traffici illeciti, avrebbe influenzato l’elettorato in alcune sezioni del territorio comunale, orientando preferenze e sostenendo determinati candidati.

In cambio, secondo la tesi accusatoria, i referenti del clan avrebbero ottenuto appalti, concessioni e incarichi indiretti riconducibili alla sfera di competenza dell’ente locale.

Il metodo: pacchetti di voti in cambio di vantaggi

Le indagini delle Fiamme Gialle hanno consentito di ricostruire le modalità di scambio, incentrate sulla promessa di un ritorno economico in favore degli esponenti criminali.
Il “pacchetto di voti” sarebbe stato gestito attraverso intermediari che, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbero garantito un sostegno elettorale massiccio in alcuni seggi chiave.

In cambio, agli indagati sarebbero stati assicurati benefici economici diretti e indiretti, tra cui l’affidamento di servizi comunali e favori amministrativi.

Il lavoro della Guardia di Finanza di Caserta

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Caserta ha eseguito perquisizioni e acquisito documentazione negli uffici comunali di Santa Maria a Vico.

Le attività di indagine si sono basate su:

  • intercettazioni telefoniche e ambientali,
  • tracciamenti di flussi di denaro,
  • e analisi di documenti amministrativi.

Dalle prove raccolte emergerebbero elementi ritenuti idonei a dimostrare un accordo sistematico tra esponenti politici e clan, volto a condizionare le scelte elettorali.

La posizione della Procura e le prossime mosse

La DDA di Napoli ritiene che l’inchiesta “Suessola” rappresenti un ulteriore tassello nel quadro di infiltrazioni camorristiche negli enti locali del Casertano.
Il fascicolo resta aperto e non si escludono ulteriori sviluppi. Gli inquirenti stanno valutando il ruolo di altri soggetti politici e imprenditoriali che potrebbero aver beneficiato dei rapporti tra amministratori e clan.

Nelle prossime settimane, gli indagati saranno ascoltati per gli interrogatori di garanzia. Si attende l’analisi delle prove sequestrate e delle tracce economiche dei presunti vantaggi.

Santa Maria a Vico, un territorio osservato speciale

Il comune di Santa Maria a Vico, situato ai piedi del Monte Taburno, è da anni un territorio considerato a rischio di infiltrazioni criminali.
La vicinanza ai centri di Maddaloni, Arienzo e San Felice a Cancello lo colloca in un’area strategica per i clan dell’agro casertano, storicamente interessati a controllare appalti pubblici e gestione dei servizi locali.

Le indagini della DDA, che da anni monitorano i flussi elettorali nel Casertano, puntano a interrompere le commistioni tra politica e criminalità che minano la credibilità delle istituzioni locali.

L’inchiesta “Suessola” rappresenta l’ennesimo episodio di interferenza della camorra nella vita democratica locale.
Mentre gli investigatori continuano a raccogliere elementi, i sei arresti di oggi confermano come il controllo del voto resti una delle leve di potere più importanti per i clan del territorio casertano.

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