poeti selvaggi di Roberto Bolaño Napoli
I poeti selvaggi di Roberto Bolaño Napoli

21 Ottobre 2025

Redazione Il Campano

Al Piccolo Bellini di Napoli va in scena I poeti selvaggi di Roberto Bolaño: viaggio nella poesia e nella resistenza

Dal 21 al 26 ottobre, una conferenza-spettacolo in tre capitoli rende omaggio al genio letterario di Roberto Bolaño, tra poesia, rivoluzione e memoria civile.

Dal 21 al 26 ottobre 2025, il Piccolo Bellini di Napoli ospita I poeti selvaggi di Roberto Bolaño. Indagine su cittadini poco raccomandabili, una conferenza-spettacolo in tre capitoli che intreccia teatro, letteratura e memoria storica.
Lo spettacolo – ideato, scritto e interpretato da Igor Esposito con la regia condivisa con Daniele Russo – rappresenta un viaggio nella poetica dello scrittore cileno Roberto Bolaño, autore simbolo della libertà espressiva e della resistenza intellettuale.

Un omaggio alla passione poetica di Bolaño

“Un poeta può sopportare di tutto”.
Da questa frase, tratta dal racconto Enrique Martín contenuto in Chiamate telefoniche, prende forma lo spirito dello spettacolo: un’indagine sulla figura del poeta come essere radicale, capace di vivere ai margini, di sopportare e trasformare il dolore in arte.

“Un poeta può sopportare di tutto. Il che equivale a dire che un uomo può sopportare di tutto. Ma non è vero: sono poche le cose che un uomo può sopportare davvero. Un poeta, invece, può sopportare proprio di tutto.”

Questa convinzione attraversa tutta l’opera di Bolaño, dove la poesia diventa rifugio, ribellione e gesto politico.

Una conferenza-spettacolo in tre capitoli

La struttura dello spettacolo si articola in tre capitoli autonomi ma interconnessi, che possono essere fruiti singolarmente o come un unico flusso narrativo.
Ogni serata approfondisce un momento della vita e dell’immaginario di Bolaño, intrecciando racconto biografico, lettura poetica e riflessione civile.

Nel primo capitolo, il viaggio comincia nel Cile del 1973, durante il colpo di Stato di Augusto Pinochet, che travolse il governo democratico di Salvador Allende. In quei giorni lo scrittore, appena ventenne, era rientrato a Santiago dal Messico, portando con sé la vocazione poetica e un’urgenza di libertà.

Il teatro Piccolo Bellini
Il teatro Piccolo Bellini

I poeti amati e dimenticati

Il racconto teatrale attraversa le vite e i versi dei poeti che hanno segnato la formazione di Bolaño:

  • Carlos Pezoa Véliz, simbolo della poesia popolare cilena;
  • Jorge Teillier, cantore della nostalgia rurale e dell’infanzia perduta;
  • Alfonso Alcalde, voce anticonformista e marginale;
  • Darío Galicia, poeta messicano ribelle che celebrò l’amore omosessuale sfidando le convenzioni sociali;
  • Gonzalo Millán, autore di una poesia civile e lucida, scritta come forma di resistenza contro il fascismo di Pinochet.

Attraverso queste voci, Esposito e Russo costruiscono una mappa poetica della ribellione latinoamericana, un canto corale di chi ha opposto la parola alla violenza della storia.

L’Infrarealismo e i “detective selvaggi”

Lo spettacolo ripercorre anche la nascita del movimento poetico dell’Infrarealismo, fondato negli anni ’70 a Città del Messico da Bolaño insieme ai poeti Mario Santiago e Bruno Montané.
Un gruppo visionario e rivoluzionario che cercò di rompere con la poesia istituzionale e restituirle autenticità, marginalità e vita reale.

Da quell’esperienza nacque uno dei capolavori della letteratura contemporanea, I detective selvaggi, romanzo che consacrò Bolaño come narratore universale, capace di fondere biografia, mito e storia letteraria.

Igor Esposito e Daniele Russo: tra voce e regia

I poeti selvaggi di Roberto Bolaño porta in scena un linguaggio ibrido, dove teatro, musica e narrazione si intrecciano.
La voce narrante di Igor Esposito, autore del testo e delle traduzioni, guida il pubblico in un viaggio nella memoria letteraria, mentre Daniele Russo presta la sua voce ai poeti evocati, dando corpo e ritmo alle loro parole.

La regia condivisa di Esposito e Russo alterna momenti di intensa introspezione a passaggi visionari, in cui la poesia si fa immagine e racconto sonoro.

Un viaggio nella foresta della poesia

La conferenza-spettacolo invita il pubblico a “entrare nella foresta dei poeti”, come la definisce Esposito, un luogo dove si intrecciano destini, ribellioni e versi dimenticati.
È un viaggio tra parole che resistono al tempo, tra poeti che hanno scelto la marginalità come forma di libertà e la parola come unica arma possibile.

I poeti selvaggi di Roberto Bolaño è molto più di uno spettacolo teatrale: è un atto d’amore verso la poesia e una riflessione sul potere della parola come resistenza.
Napoli, con la sua vitalità e la sua tradizione culturale, diventa il palcoscenico ideale per accogliere la voce inquieta di Bolaño e dei suoi “cittadini poco raccomandabili”, che continuano a parlare all’anima del presente.

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