Tragedia nel carcere di Ariano Irpino, dove un detenuto di 29 anni si è tolto la vita nella notte. L’uomo soffriva di problemi psichiatrici. Uilpa: “Situazione insostenibile, organici al 40%”.
Tragedia nella notte nel carcere di Ariano Irpino, in provincia di Avellino, dove un detenuto di 29 anni di nazionalità nordafricana si è tolto la vita all’interno della propria cella.
L’uomo, affetto da patologie psichiatriche, è stato trovato privo di sensi dal personale della Polizia penitenziaria, che ha tentato di rianimarlo insieme ai sanitari del presidio interno, ma ogni soccorso si è rivelato inutile.
La notizia è stata diffusa dal segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, Gennarino De Fazio, che ha lanciato un nuovo allarme sulle condizioni di sovraffollamento e carenza di personale all’interno delle carceri italiane.
Il dramma nella notte: inutili i soccorsi
Secondo quanto si apprende, il 29enne avrebbe compiuto il gesto estremo nella sua cella durante la notte tra domenica e lunedì.
Gli agenti di turno si sono accorti dell’accaduto durante il giro di controllo, allertando immediatamente i sanitari presenti nella struttura.
Nonostante l’intervento tempestivo, per il giovane non c’è stato nulla da fare.
Il decesso è stato constatato poco dopo dai medici intervenuti, mentre la Procura ha avviato un’inchiesta per ricostruire le circostanze dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità.
De Fazio (Uilpa): “Una tragedia annunciata”
A commentare l’accaduto è stato Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, che ha parlato di “ennesima tragedia che si sarebbe potuta evitare”.
«Servono subito provvedimenti deflattivi del sovraffollamento carcerario – ha dichiarato De Fazio – oltre a un potenziamento degli organici e al rafforzamento dell’assistenza sanitaria e psicologica».
Il sindacalista ha inoltre ricordato che nella Casa circondariale di Ariano Irpino il tasso di sovraffollamento è oggi del 32%, con 286 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 216 posti.
A questo si aggiunge una carenza cronica di personale, con 141 agenti in servizio su 231 previsti.
Una situazione di emergenza nel sistema penitenziario
Il caso di Ariano Irpino riaccende i riflettori su una crisi che, secondo i sindacati di categoria, riguarda l’intero sistema penitenziario italiano.
Negli ultimi anni si è registrato un aumento costante di episodi di autolesionismo e suicidi tra i detenuti, soprattutto tra coloro che soffrono di disagi mentali o che vivono condizioni di isolamento.
La Uilpa e altre organizzazioni sindacali denunciano da tempo l’assenza di psicologi, psichiatri e mediatori culturali, figure fondamentali per la prevenzione di gesti estremi.
Solo nel 2025, secondo i dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, oltre 60 detenuti hanno perso la vita per suicidio nelle carceri italiane.

Le condizioni nel carcere di Ariano Irpino
Il carcere di Ariano Irpino, struttura di media sicurezza, ospita prevalentemente detenuti italiani e stranieri condannati per reati comuni.
Negli ultimi mesi, secondo i rapporti della Polizia penitenziaria, la situazione è diventata sempre più difficile: spazi ridotti, personale insufficiente e carichi di lavoro elevati.
Gli agenti, spesso costretti a coprire turni prolungati, lamentano stress operativo e mancanza di mezzi, mentre il personale sanitario denuncia l’impossibilità di seguire adeguatamente i detenuti con fragilità psichiche.
«L’istituto è una polveriera – ha commentato un rappresentante locale della Uilpa – e purtroppo eventi come quello di oggi ne sono la tragica conseguenza».
Le richieste del sindacato: “Servono riforme strutturali”
Dopo l’ennesimo suicidio in cella, la Uilpa rinnova l’appello al Governo e al Ministero della Giustizia affinché vengano adottate misure concrete per alleggerire la pressione sulle carceri.
Tra le proposte avanzate dal sindacato vi sono:
- l’introduzione di pene alternative alla detenzione, per i reati minori;
- un piano straordinario di assunzioni nella Polizia penitenziaria;
- il rafforzamento del supporto psicologico e medico per i detenuti con problemi mentali.
«Non possiamo continuare ad assistere inermi a una strage silenziosa – ha concluso De Fazio –. La vita di chi è in carcere non può valere meno di quella di chi è fuori».
Le indagini della Procura di Avellino
La Procura della Repubblica di Avellino ha aperto un fascicolo sull’accaduto per accertare eventuali omissioni o carenze nella vigilanza.
Gli inquirenti stanno ascoltando il personale di servizio e acquisendo le registrazioni delle telecamere interne.
La salma del giovane è stata trasferita all’ospedale “Moscati” per l’autopsia disposta dal magistrato di turno.
Un tema che resta aperto
La morte del detenuto ad Ariano Irpino rappresenta l’ennesimo segnale d’allarme sullo stato delle carceri italiane, dove sovraffollamento e mancanza di risorse continuano a generare tensioni e disperazione.
Le organizzazioni per i diritti umani, tra cui Antigone e Amnesty International Italia, ribadiscono la necessità di politiche di reinserimento reale, che evitino il carcere come unica risposta a ogni forma di reato.


