Il candidato di Campania Popolare Giuliano Granato attacca: “Cesaro si candida con Fico, ma fino a pochi giorni fa celebrava Berlusconi. È ora di cambiare davvero”
«Altro che rinnovamento: la coalizione dei figli di ha ufficializzato un eminente candidato, accompagnato dai Mastella, dai De Luca, dai Lettieri e dai Casillo».
Così Giuliano Granato, candidato alla presidenza della Regione Campania per Campania Popolare, commenta la candidatura di Armando Cesaro nella lista Casa Riformista a sostegno di Roberto Fico.
Una presa di posizione netta che accende il dibattito politico all’interno del campo progressista, dove la scelta di Cesaro — figlio dell’ex parlamentare di Forza Italia Luigi Cesaro e già consigliere regionale azzurro — viene letta da più parti come un segnale di contraddizione rispetto alla narrativa del cambiamento promossa dal candidato del centrosinistra.
“Altro che rinnovamento: la coalizione dei figli di”
Granato, ex portavoce nazionale di Potere al Popolo e oggi alla guida di una coalizione civica e di sinistra radicale, non risparmia critiche al progetto politico di Fico:
«Armando Cesaro ufficializza la sua candidatura in Casa Riformista, a sostegno di Roberto Fico. Altro che rinnovamento: la coalizione dei “figli di” ha ufficializzato un eminente candidato, accompagnato dai Mastella, dai De Luca, dai Lettieri e dai Casillo».
Un attacco diretto a quella che definisce “la vecchia rete di potere regionale”, in cui — secondo Granato — la promessa di discontinuità si scontra con la presenza di nomi legati alle dinastie politiche campane.
“Menomale che Cesaro ha postato una foto con Berlusconi”
Granato ha poi rincarato la dose ricordando un recente post social di Cesaro, pubblicato lo scorso 29 settembre, in occasione dell’anniversario della nascita di Silvio Berlusconi:
«Menomale che Cesaro, pochi giorni fa, ha condiviso una foto a sostegno di Silvio Berlusconi: almeno ci ha rassicurato sul fatto che non ha cambiato idee».
E ancora:
«Il rinnovamento di Fico va a braccetto con il sistema di potere dei figli di e dei fan di Berlusconi. In Campania è arrivato proprio il momento di cambiare tutto».
Una dichiarazione che ha trovato eco immediata sui social, dove diversi utenti e amministratori locali hanno rilanciato il dibattito sull’identità e la coerenza del fronte progressista.
Il caso Armando Cesaro: da Forza Italia a Italia Viva, ora con Fico
Armando Cesaro, classe 1986, è stato consigliere regionale in Campania dal 2015 al 2020 con Forza Italia, di cui è stato uno dei volti emergenti.
Dopo l’esperienza azzurra, è entrato in Italia Viva, diventandone coordinatore regionale, e oggi figura tra i candidati della lista Casa Riformista, a sostegno della coalizione di Fico.
Un percorso politico articolato che alimenta polemiche nel centrosinistra, dove molti vedono in lui «un simbolo di continuità con il vecchio sistema».
Il post pubblicato su Facebook il 29 settembre conferma la persistenza di un legame ideale con Berlusconi:
“Oggi Silvio Berlusconi avrebbe compiuto 89 anni. Per me è stato nel tempo un punto di riferimento importante. Non solo per la mia crescita politica, e continua a rappresentare un esempio di impegno, visione e passione. Buon compleanno presidente!”.

Fico sotto pressione: rinnovamento o compromesso?
L’episodio mette in difficoltà la strategia comunicativa di Roberto Fico, che aveva impostato la sua campagna sulla discontinuità e sulla costruzione di un campo progressista “etico e civico”.
L’ingresso di figure come Cesaro, provenienti da esperienze moderate e di centrodestra, rischia di alimentare malumori interni e di spingere i candidati più a sinistra – come Granato – a marcare ulteriormente la loro differenza.
Al momento, dallo staff di Fico non sono arrivate repliche dirette, ma la tensione cresce.
Il caso Cesaro si aggiunge ad altri malumori sulle candidature nella lista A testa Alta, sostenuta da De Luca, e nel fronte riformista guidato da Italia Viva e Azione.
Granato: “Il nostro campo è alternativo ai giochi di potere”
Granato, che guida una coalizione civica sostenuta da Potere al Popolo, Rifondazione Comunista e movimenti territoriali, rivendica un progetto alternativo a entrambi i blocchi principali:
«Il nostro obiettivo è rompere il sistema dei poteri consolidati, proporre una Regione solidale, ecologista e femminista. In Campania è arrivato il momento di cambiare davvero».
La sua lista punta a intercettare l’elettorato di sinistra deluso dall’accordo Pd-M5S, proponendo un modello di partecipazione dal basso e di trasparenza amministrativa.
Analisi: il caso Cesaro scuote la coalizione progressista
L’ingresso di Armando Cesaro nel campo di Fico rappresenta un test di tenuta politica per la coalizione progressista.
Se da un lato amplia il bacino elettorale verso i moderati e il centro riformista, dall’altro rischia di minare la credibilità della narrativa del rinnovamento, aprendo la strada alle critiche di sinistra e agli attacchi del centrodestra.
Il duello Fico-Cirielli si arricchisce così di un nuovo fronte polemico, con De Luca e i suoi fedelissimi a guardare da spettatori interessati.
E mentre la campagna entra nel vivo, il tema della coerenza tra simboli e alleanze sembra destinato a dominare il dibattito politico campano.
Le parole di Granato hanno acceso un dibattito che va oltre la singola candidatura: è la fotografia di una coalizione in cerca di equilibrio tra tradizione e rinnovamento, tra governabilità e identità politica.
A un mese dal voto, la domanda resta aperta: il campo progressista riuscirà a restare unito, o il peso delle contraddizioni interne finirà per favorire l’ascesa del centrodestra?


