Elezioni Campania 2025, l’avvicinamento di Gianluca Festa e Livio Petitto al centrodestra accende il dibattito in Campania. Dure le reazioni del Pd, mentre Cirielli apre ai civici in vista delle regionali 2025
Mentre la campagna elettorale per la Regione Campania entra nel vivo, le polemiche su alleanze, ritorni e cambi di casacca continuano a condensarsi attorno a quanto accaduto in Irpinia. L’annuncio dell’avvicinamento di Gianluca Festa e Livio Petitto all’area del centrodestra campano ha suscitato una serie di reazioni nel panorama politico regionale. L’evento, avvenuto in occasione della visita del viceministro Edmondo Cirielli ad Avellino per presentare un progetto ministeriale, ha messo in luce nuove dinamiche di riposizionamento politico in vista delle elezioni regionali del 2025.
Nel corso dell’incontro, Festa – attuale sindaco di Avellino – e il consigliere regionale Petitto, entrambi provenienti da percorsi politici legati al centrosinistra, hanno espresso condivisione per l’azione amministrativa del governo centrale in Campania e per le politiche sostenute da Fratelli d’Italia. Una scelta che segna, nei fatti, un netto distacco dal Partito Democratico e dagli altri attori della coalizione progressista.
Festa e Petitto con il centrodestra di Cirielli
Il caso è esploso a seguito delle parole del consigliere regionale del Pd Maurizio Petracca, presente all’incontro al Grand Hotel Irpinia di Mercogliano. Insieme a lui anche l’ex sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, al presidente del Pd irpino Gerardo Capodilupo, all’onorevole dem Federico Conte e alla vicesegretaria del Pd Irpinia Adriana Guerriero. Lo stesso consigliere regionale del Pd che ha definito il centrodestra «Una discarica del centrosinistra». Secondo Petracca, infatti, l’accoglienza di esponenti provenienti da altri schieramenti rappresenterebbe un segnale di debolezza del campo avversario e un segnale problematico in termini di coerenza politica.

«Petitto ha cambiato almeno cinque o sei coalizioni in pochi anni – ha dichiarato Petracca – ed è difficile oggi capire quale sia il suo reale riferimento politico. Lo stesso vale per Festa. Non siamo di fronte a scelte ideologiche, ma a un posizionamento opportunistico». Il consigliere ha poi rivolto un apprezzamento ironico al coordinatore regionale di Forza Italia Fulvio Martusciello, dichiarando di “condividere per una volta” le sue osservazioni sul rischio che il centrodestra si trasformi in un rifugio per esclusi e fuoriusciti di altre aree politiche.

Dal fronte centrodestra, invece, viene offerta una lettura diversa. Edmondo Cirielli, che qualche giorno fa ha ufficialmente aperto la propria campagna, ha sottolineato l’importanza di allargare la coalizione ai movimenti civici. Soprattutto in ambito locale, dove le competenze e il radicamento nei territori rappresentano, a suo avviso, un valore aggiunto rispetto all’appartenenza partitica tradizionale. «Il centrodestra – ha dichiarato il viceministro – non chiude le porte a nessuno. Abbiamo il dovere di coinvolgere chi condivide i nostri valori e la nostra visione amministrativa, anche se proveniente da esperienze differenti». Cirielli ha ribadito l’obiettivo di costruire un’alleanza solida e competitiva per le prossime regionali. Inoltre, ha definito «non prioritaria» la questione delle provenienze politiche.
Il precedente con Nicola Caputo
La strategia del centrodestra in Campania sembra orientata a consolidare una rete territoriale capace di attrarre amministratori e movimenti civici, nella logica di un fronte largo che vada oltre i confini tradizionali. Tuttavia, proprio questa apertura rischia di generare tensioni interne, soprattutto con i partiti più strutturati che rivendicano un’identità definita e programmi coerenti.
Nel centrosinistra, la questione si intreccia con un dibattito più ampio, sulle modalità con cui vengono definite le candidature. In particolare, la scelta di proporre Roberto Fico (ex presidente della Camera e figura di spicco del Movimento 5 Stelle) come possibile candidato presidente ha riacceso tensioni tra le componenti della coalizione.
Petracca, nel corso del suo intervento, ha poi ricordato quanto accaduto con Nicola Caputo, ormai ex assessore di De Luca, oggi passato in Forza Italia. Caputo ha motivato la sua decisione affermando che le scelte politiche intraprese dalla maggioranza non rispecchiavano più i suoi valori. “Non posso sostenere un percorso che sento sempre più lontano dai miei principi”, ha affermato. “La politica ha bisogno di coerenza più che di convenienza”, ha concluso.


