medici di famiglia Campania
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11 Ottobre 2025

Redazione Il Campano

Campania, allarme dei medici di famiglia: fino a 900mila cittadini senza cure primarie

In Campania mancano 700 medici di famiglia: a rischio la campagna vaccinale e la tenuta dei pronto soccorso. Schiavo (Fimmg): “Serve un piano straordinario per garantire continuità di cura”

In Campania fino a 900mila cittadini potrebbero restare senza medico di famiglia, con gravi ripercussioni sulla campagna vaccinale e sull’intero sistema sanitario regionale. L’allarme arriva dalla Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), che denuncia la carenza di oltre 700 professionisti non ancora assegnati, pari a quasi un quinto del fabbisogno complessivo.

Dietro le cifre si nasconde una crisi che mette a rischio la continuità assistenziale, la presa in carico dei pazienti cronici e la tenuta dei pronto soccorso.

Schiavo (Fimmg Napoli): “Non sono numeri, ma persone”

«Non parliamo di numeri su un foglio, ma di persone» afferma Vincenzo Schiavo, presidente provinciale della Fimmg Napoli. «Con 700 carenze di medici di famiglia in Campania, fino a 900mila assistiti restano scoperti. In queste condizioni non si può garantire continuità di cura né una campagna vaccinale efficace contro influenza, Covid e polmonite. Serve subito un piano straordinario per non lasciare nessuno senza medico».

Oggi in Campania operano circa 3.500 studi di medicina generale, che dovrebbero assistere una popolazione di 4,9 milioni di cittadini sopra i 14 anni. Le carenze non ancora assegnate, attese dallo scorso luglio, stanno creando un vuoto che colpisce in modo particolare le aree interne e i piccoli comuni, dove gli ambulatori restano chiusi o privi di personale.

Le conseguenze: pazienti cronici senza riferimento e pronto soccorso sotto pressione

L’assenza del medico di base non è solo una questione organizzativa. Le ripercussioni immediate sono pesanti: intere comunità senza un riferimento stabile per le cure primarie, pazienti cronici che perdono il contatto con il proprio dottore, anziani costretti a rivolgersi ai pronto soccorso anche per problemi minori.

«Senza il medico di famiglia il cittadino si ritrova solo, e quando influenza e Covid inizieranno a circolare con più forza, i pronto soccorso rischieranno di essere travolti» avverte Pina Tommasielli, dirigente regionale Fimmg Campania. «Non è una previsione, ma un rischio concreto. Se non si interviene ora, a novembre potremmo trovarci con file interminabili negli ospedali e una copertura vaccinale sotto la soglia di sicurezza».

Rischio collasso per la campagna vaccinale

Secondo la Fimmg, la carenza di medici di base rischia di compromettere la campagna vaccinale autunnale contro influenza, Covid e pneumococco. Senza un presidio territoriale capillare, sarà difficile raggiungere soprattutto le fasce fragili – anziani, malati cronici e immunodepressi – e garantire la somministrazione delle dosi nei tempi previsti.

Il risultato potrebbe essere un aumento dei contagi, un maggiore afflusso di pazienti ai pronto soccorso e un nuovo sovraccarico del sistema ospedaliero regionale.

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Le aree interne le più penalizzate

La carenza di medici di famiglia colpisce in modo trasversale la regione, ma a soffrire di più sono le aree rurali e montane, dove spesso un medico serve più comuni. In questi territori, la chiusura degli studi o il pensionamento dei professionisti senza sostituzione ha lasciato interi paesi privi di assistenza di base, costringendo i cittadini a spostarsi per decine di chilometri.

«La medicina generale è l’argine che impedisce al sistema di andare in crisi – sottolinea Schiavo – ma se quell’argine cede, l’impatto sarà devastante. Chiediamo che le carenze vengano pubblicate immediatamente e che la Regione definisca un calendario certo per i conferimenti».

Fimmg: “Serve un piano straordinario”

La federazione propone l’attivazione di misure ponte per mantenere aperti gli studi scoperti e garantire continuità di servizio ai cittadini. Tra le richieste, anche la possibilità di semplificare le procedure di conferimento e rendere più attrattiva la professione, oggi segnata da carichi di lavoro elevati e burocrazia eccessiva.

«Dobbiamo rendere la medicina generale attrattiva – aggiungono Schiavo e Tommasielli – e permettere ai professionisti di lavorare con serenità. È una questione di salute pubblica, ma anche di dignità per chi ogni giorno tiene in piedi il sistema sanitario campano».

Senza un intervento immediato, la Campania rischia di affrontare la stagione influenzale con quasi un milione di cittadini senza medico di famiglia, vaccinazioni in calo e ospedali sotto pressione.
L’appello dei medici è chiaro: rafforzare la medicina territoriale significa garantire la tenuta del sistema sanitario, evitare il collasso dei pronto soccorso e assicurare ai cittadini il diritto fondamentale alla salute.

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