morta Ospedale del Mare Napoli
Ospedale del Mare
📍 Napoli

9 Ottobre 2025

Redazione Il Campano

Napoli, 39enne morta dopo essere stata legata e sedata al pronto soccorso dell’Ospedale del Mare

Muore dopo essere stata legata e sedata al pronto soccorso dell’Ospedale del Mare: la famiglia di una 39enne napoletana presenta denuncia. La donna soffriva di crisi epilettiche.

Una tragedia all’Ospedale del Mare di Napoli. Una donna di 39 anni, affetta da crisi epilettiche, è morta dopo essere stata legata e sedata nel pronto soccorso del nosocomio napoletano, dove era arrivata in stato di agitazione nella notte tra l’11 e il 12 settembre.
La famiglia, assistita dall’avvocato Amedeo Di Pietro, ha presentato una denuncia alla Procura di Napoli chiedendo di accertare con precisione cosa sia realmente accaduto durante le ore di ricovero.

Il ricovero e la decisione di contenere la paziente

Secondo quanto emerso dall’esposto presentato in Procura, la donna — indicata con il nome di fantasia Cristina — era arrivata al pronto soccorso poco dopo le 22 dell’11 settembre.
Avrebbe assunto alcolici e mostrava segni di alterazione, che l’avrebbero portata ad alzarsi ripetutamente dal letto, infastidendo altri degenti nella stessa area del pronto soccorso.
Per questo motivo, secondo quanto riportato nella documentazione sanitaria, fu decisa la contenzione fisica e la sedazione farmacologica, pratica che dovrebbe essere adottata soltanto in casi estremi e sotto stretto controllo medico.

Il malore e il decesso la mattina successiva

La situazione è precipitata la mattina successiva, il 12 settembre, quando alle 7.10 la donna è stata colta da un arresto cardiaco.
Il personale sanitario ha tentato a lungo di rianimarla, ma ogni sforzo si è rivelato inutile: alle 7.45 è stato dichiarato il decesso.
Secondo l’avvocato Di Pietro, la 39enne sarebbe rimasta per ore immobilizzata alla barella in attesa di un trasferimento o di ulteriori accertamenti medici.

Ospedale del Mare
Ospedale del Mare

La denuncia della famiglia: “Vogliamo sapere la verità”

La famiglia, sconvolta dall’accaduto, ha affidato la propria difesa legale all’avvocato Amedeo Di Pietro, che ha trasmesso un esposto alla Procura di Napoli.

“Vogliamo sapere cosa è accaduto in quelle ore, perché non è stata trasferita e se le procedure seguite fossero corrette”,
ha dichiarato il legale, sottolineando che la donna non soffriva di disturbi psichiatrici, ma di epilessia cronica, per la quale era seguita da tempo.
L’avvocato ha chiesto alla magistratura di disporre l’acquisizione completa della cartella clinica e delle registrazioni delle telecamere interne, per chiarire eventuali responsabilità.

Il nodo della contenzione in ospedale: una pratica sotto esame

Il caso ha riacceso il dibattito sul ricorso alla contenzione fisica e farmacologica nei pronto soccorso italiani. Una pratica che dovrebbe essere limitata a situazioni di grave rischio per il paziente o per terzi.
Le linee guida ministeriali raccomandano che la contenzione sia documentata, motivata e costantemente monitorata, ma la famiglia della donna sostiene che la paziente sia stata immobilizzata per ore senza un controllo adeguato.

Le indagini della Procura di Napoli

La Procura della Repubblica di Napoli ha aperto un fascicolo per accertare le cause del decesso e valutare l’eventuale presenza di condotte colpose.
Nei prossimi giorni sarà disposta l’autopsia sul corpo della vittima e verranno sentiti i medici e il personale in servizio quella notte.
L’obiettivo è stabilire se la contenzione e la sedazione siano state effettuate secondo i protocolli sanitari. Capire inoltre se l’arresto cardiaco possa essere stato una conseguenza indiretta dei farmaci somministrati.

Precedenti simili e allarme dei comitati per i diritti dei pazienti

Negli ultimi anni, diversi comitati e associazioni — tra cui il Comitato per la dignità del paziente e il Coordinamento Diritti in Sanità — hanno più volte denunciato l’abuso della contenzione in ambito ospedaliero.
Il caso di Napoli potrebbe quindi riaprire un fronte di confronto nazionale sulla necessità di regole più chiare e di formazione specifica del personale sanitario nella gestione dei pazienti in stato di agitazione.

L’Ospedale del Mare: struttura di riferimento ma spesso sovraccarica

L’Ospedale del Mare, aperto nel 2018 come uno dei poli d’eccellenza della sanità campana, è spesso sovraccarico di pazienti e teatro di episodi di tensione.
La direzione sanitaria, in attesa dell’avvio formale delle indagini, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. Sarebbe inoltre stata trasmessa una relazione interna all’Asl Napoli 1 Centro per ricostruire l’accaduto.

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