Tra criticità, interventi rimasti sui disegni e fondi sbloccati (solo in parte), ecco il bilancio dell’edilizia scolastica in Campania tra promesse e realtà.
A un anno dall’inizio del ciclo elettorale 2025, una delle sfide più concrete e visibili che ogni amministrazione regionale affronta è quella dell’edilizia scolastica. Scuole vecchie, tetti da sistemare, certificazioni di agibilità carenti, problemi antisismici e strumentazioni obsolete sono ancora parte del panorama educativo campano. Nel frattempo, il PNRR ha stanziato risorse importanti, decine di progetti sono stati selezionati, ma non tutti i cantieri sono partiti, molti sono ancora in ritardo e alcuni rischiano di non essere completati entro le scadenze imposte.
In questo articolo analizziamo:
- l’entità del problema strutturale degli edifici scolastici campani;
- i finanziamenti stanziati e i progetti approvati dal PNRR in Campania;
- i cantieri avviati e lo stato attuale;
- le criticità (ritardi, burocrazia, manutenzione);
- le prospettive e come l’edilizia scolastica possa diventare leva per migliorare la qualità della scuola campana.
Lo stato degli edifici: quante scuole “inadeguate”?
Per capire la portata del problema, alcune cifre parlano con forza.
- La Federcepicostruzioni denuncia che edifici vecchi, fatiscenti e spesso non conformi alle norme continuano a caratterizzare gran parte del patrimonio scolastico italiano e meridionale. Build News
- In Campania, secondo un documento di Confindustria Salerno del settembre 2025, 674 edifici scolastici su 3.673 totali risultano “bocciati” sotto il profilo della sicurezza o dell’adeguatezza strutturale. confindustria.sa.it
- Dal monitoraggio Openpolis / Con i Bambini emerge che in Campania circa il 68,4% degli interventi antisismici previsti sono stati conclusi, secondo dati pubblici relativi al 2023. Con i Bambini
- A livello nazionale, secondo Il Sole 24 Ore / Ecosistema Scuola, più del 40% degli interventi PNRR di edilizia scolastica risultano bloccati nella fase iniziale, con difficoltà che si concentrano nelle regioni del Sud. Formazione Anicia
Questi numeri delineano un quadro in cui molte scuole campane versano ancora in condizioni insicure o non all’altezza dei bisogni moderni: spazi per laboratori, efficienza energetica, accessibilità, norme antincendio o antisismiche.

PNRR e risorse destinate: quanto è “sui tavoli” per la Campania
Il contesto del PNRR per l’edilizia scolastica
Il PNRR prevede investimenti su più filoni legati alle scuole:
- Messa in sicurezza e riqualificazione energetica (Investimento 3.3 della Missione 4)
- Costruzione di nuove scuole, sostenibili, digitali (Investimento 1.1 del Modulo 2 Cultura e Missione 4)
- Modernizzazione e ambienti innovativi (Scuola 4.0)
- Interventi su mense, spazi sportivi e strutture accessorie.
In totale, a livello nazionale, le risorse destinate all’edilizia scolastica secondo l’Osservatorio civico sono 12,66 miliardi di euro (per il periodo 2020-2023) per messa in sicurezza, riqualificazione energetica e nuovi edifici. Cittadinanzattiva
Focus Campania: progetti e approvazioni
- La Regione Campania ha candidato 32 progetti nel suo piano regionale di messa in sicurezza e riqualificazione del patrimonio scolastico, approvati con decreti ministeriali del 2023. Regione Campania
- Secondo il “Focus su Edilizia Scolastica – Campania” realizzato da ANCE Campania, le risorse PNRR per il comparto sono inserite nel contesto nazionale di 10.025 milioni complessivi (per tutta Italia). ancecampania.it
- Il monitoraggio ANCE mostra che in Campania, con dati aggiornati al 13 dicembre 2024 e fonti di open data (ReGis, ANAC, CNCE_EdilConnect), è possibile tracciare lo stato di avanzamento delle gare e dei cantieri. ancecampania.it
- In termini numerici, ANCE segnala che la Campania ha 846 gare totali per l’edilizia scolastica, per un importo di circa 1.098,1 milioni di euro, delle quali 483 cantieri sono avviati, con un importo di 671,1 milioni. Ciò significa che solo il 57% delle gare è stato messo in cantiere e solo il 61% dell’importo delle gare è stato trasformato in lavori attivi. (dato nazionale tratto da analisi CNCE_EdilConnect, incluso nel dossier nazionale, che include la Campania) ANCE
- Sempre da quell’analisi emerge che la percentuale di cantieri conclusi nel Sud (inclusa la Campania) è relativamente bassa: il 16 % delle gare risultano completate. ANCE
Cantieri avviati, ritardi e ostacoli
Avvio e ritardo dei cantieri
L’analisi nazionale mostra che nel Sud Italia il 64% delle gare ha visto l’avvio di un cantiere, mentre il tasso di completamento è più basso. ANCE In Campania, con 483 cantieri attivi su 846 gare, l’avvio è sotto la media ideale.
Il ritardo delle opere è aggravato da problemi come:
- varianti in corso d’opera
- iter autorizzativi lunghi
- complessità paesaggistiche o vincoli ambientali
- difficoltà nella rendicontazione e collaudi
- mancanza di risorse tecniche/umane nei piccoli comuni
Il Fatto Quotidiano a settembre 2025 segnala che il Ministero dell’Istruzione ha adottato semplificazioni sulle varianti in corso d’opera e sull’uso delle economie da ribassi d’asta, per evitare che i progetti rimangano fermi fino al 31 marzo 2026 (scadenza per completamento e collaudo). Il Fatto Quotidiano

Progetti bloccati e fase iniziale
Secondo il rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente, oltre il 40% degli interventi PNRR nel comparto edilizia scolastica sono bloccati nelle fasi iniziali a livello nazionale, con un divario forte verso il Sud. Formazione Anicia
Un articolo su TheBrief segnala che “edilizia scolastica al palo: fermo il 40% dei progetti PNRR”, attribuendo i ritardi a difficoltà amministrative, mancanza di progettazioni mature e competenze tecniche locali insufficienti. thebrief
Esempi locali
- Il Progetto “Scuola Viva in Cantiere” della Regione Campania è un avviso 2025 che mira a inserire nuovi interventi e aggiornare quelli già esistenti su scuole, asili, palestre e mense. Le istanze dovevano essere presentate entro il 30 aprile 2025. Regione Campania
- Alcuni comuni interni della Campania – con risorse limitate – spesso non dispongono delle strutture tecniche necessarie per gestire gare e progetti complessi PNRR, fattore che rallenta l’effettivo avvio dei lavori nei piccoli plessi.
Impatti su studenti, docenti e comunità
Quando una scuola è inadeguata, i problemi non sono solo strutturali, ma tangibili nella vita quotidiana:
- aule gelide d’inverno o troppo calde d’estate
- carenza di laboratori, biblioteche e spazi didattici
- barriere architettoniche che limitano inclusione degli studenti con disabilità
- problemi di sicurezza: rischio sismico, certificazioni scadute, impianti antincendio non aggiornati
- sospensione di attività (capsule didattiche all’aperto, spostamenti in altri edifici) quando i lavori iniziano
Questi disagi impattano la qualità dell’insegnamento, l’esperienza studentesca e la motivazione del corpo docente.
Le criticità che rallentano il cambiamento
Ecco i principali ostacoli riscontrati nell’attuazione:
- Iter autorizzativi complessi
Le pratiche per pareri, autorizzazioni, varianti e collaudi sono molto lunghe, specialmente nei comuni piccoli e con normative paesaggistiche stringenti. - Capacità tecniche locali
Molti Comuni non hanno strutture tecniche adeguate (Ufficio tecnico, progettisti interni) per attivare e seguire gare complesse PNRR. Questo impedisce di progettare prontamente e avviare cantieri. - Rendicontazione e regole stringenti
Le regole di rendicontazione, verifiche e collaudi impongono che le spese siano tracciabili e giustificabili, pena lo scalare dei fondi. In molti casi, errori burocratici hanno bloccato progetti o ritirato finanziamenti. - Semplificazioni recenti
Facendo per non perdere le scadenze, il Ministero ha introdotto semplificazioni sulle varianti in corso d’opera e l’utilizzo delle economie derivanti dai ribassi d’asta. Ma ciò può generare tensioni con gli enti locali se non coordinato bene. Il Fatto Quotidiano - Divario Nord-Sud nell’attuazione
Le regioni del Nord mostrano percentuali più elevate di avvio e conclusione dei cantieri rispetto al Sud. Nel dossier nazionale, il Sud registra il 64% di avviati, ma solo 16% di conclusi. ANCE
Prospettive e suggerimenti per la Campania
Quali strategie potrebbe mettere in campo la Regione e i Comuni campani per accelerare?
- rafforzare i supporti tecnici ai Comuni (uffici regionali, ingegneri, banche dati)
- gruppi di lavoro “fast track” per sbloccare varianti e licenze
- promuovere gare aggregate per più plessi in un comune o ambito territoriale
- usare il modello Scuola Viva in Cantiere per dare priorità a piccoli plessi spesso dimenticati
- monitoraggio civico e trasparenza: aprire dati su avanzamento gare, ritardi e cantieri (utilizzando piattaforme come Italia Domani)
- incentivare il partenariato pubblico-privato nelle scuole per interventi complementari (impianti energetici, fotovoltaico)

Una riflessione
In Campania l’edilizia scolastica è una delle sfide più concrete che la politica e l’amministrazione regionale devono affrontare. I numeri non mentono: centinaia di edifici inadeguati, decine di progetti PNRR approvati, ma cantieri avviati solo in parte. Il rischio è che molte scuole restino “progettate” ma non trasformate in realtà.
Per gli studenti, per i docenti, per le famiglie, ogni giorno di attesa significa un’occasione persa. Ma se la Regione e i Comuni riusciranno a trasformare i finanziamenti in interventi visibili, l’esito non sarà solo infrastrutturale: sarà un segno di fiducia nella scuola e nel futuro della Campania.


