America’s Cup a Bagnoli
America’s Cup a Bagnoli, il cantiere
📍 Bagnoli

22 Luglio 2026

Redazione Il Campano

Bagnoli, conclusa l’ispezione antimafia nei cantieri dell’America’s Cup: controllate 13 società, cosa è emerso

Non sono emersi, allo stato degli accertamenti, elementi in grado di collegare le società presenti nel cantiere di Bagnoli agli interessi della criminalità organizzata. È questo il primo risultato dell’accesso ispettivo antimafia disposto dal prefetto di Napoli Michele di Bari nell’area in cui sono in corso le opere funzionali alla 38esima America’s Cup.

L’attività si è conclusa nel tardo pomeriggio di ieri e ha coinvolto un ampio dispositivo interforze composto da Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza, con il supporto di unità navali e dei componenti del Gruppo ispettivo antimafia, coordinati dal personale del Centro operativo della Direzione investigativa antimafia di Napoli.

Nel corso dei controlli sono state sottoposte a verifica 57 persone, 54 mezzi e 13 società impegnate nell’esecuzione delle opere.

Il quadro emerso è nel complesso positivo sul fronte della prevenzione antimafia. Restano, però, alcuni profili da approfondire e violazioni in materia di sicurezza sul lavoro rilevate nei confronti di quattro aziende.

Ex area industriale Bagnoli
Ex area industriale Bagnoli. Foto dal sito FAI

Nessuna società riconducibile alla criminalità organizzata

Secondo quanto comunicato dalla Prefettura di Napoli, gli elementi acquisiti durante l’ispezione non hanno evidenziato la presenza all’interno del cantiere di società potenzialmente riconducibili a interessi della criminalità organizzata.

Il dato assume particolare rilievo considerando il valore economico e strategico delle opere in corso a Bagnoli in vista dell’America’s Cup. I grandi cantieri pubblici, soprattutto quando coinvolgono numerosi affidamenti, subappalti e forniture, rappresentano infatti uno dei settori più esposti al rischio di infiltrazioni e condizionamenti criminali.

L’accesso ispettivo ha avuto proprio l’obiettivo di verificare la composizione della filiera, la provenienza delle imprese, i rapporti contrattuali e la regolarità delle presenze all’interno dell’area di cantiere.

Documentazione ancora sotto esame

Nel corso dell’attività è stata acquisita documentazione che resta oggetto di approfondimento da parte degli organismi competenti.

Dagli atti analizzati finora è emerso che le società incaricate dell’esecuzione delle opere avevano già risolto unilateralmente i rapporti contrattuali con alcune aziende nei cui confronti erano stati rilevati elementi di criticità o anomalia.

La Prefettura considera questa circostanza parte delle misure di prevenzione attivate nell’ambito della realizzazione delle opere. In sostanza, le imprese principali sarebbero intervenute prima dell’accesso ispettivo, interrompendo i rapporti con soggetti ritenuti problematici.

Anche questo elemento sarà sottoposto a ulteriori verifiche, insieme al resto della documentazione acquisita.

Via Diocleziano a Bagnoli. Polvere e passaggio di Tir. Foto di Francesca Brizzi.
Via Diocleziano a Bagnoli. Polvere e passaggio di Tir. Foto di Francesca Brizzi.

Violazioni sulla sicurezza in quattro aziende

Se sul fronte antimafia non sono emersi collegamenti sospetti, l’ispezione ha invece rilevato alcune criticità in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il personale dell’Ispettorato nazionale del lavoro ha impartito prescrizioni nei confronti di quattro aziende. Le contestazioni riguardano carenze nella vigilanza sui lavori affidati e l’omessa manutenzione delle attrezzature utilizzate nel cantiere.

Non si tratta quindi di aspetti marginali. Nei grandi cantieri, la sicurezza dei lavoratori rappresenta uno dei principali parametri attraverso cui valutare la correttezza dell’esecuzione delle opere. Anche su questi profili seguiranno ulteriori approfondimenti documentali per accertare la portata delle violazioni e verificare l’adempimento delle prescrizioni impartite.

La valutazione della Prefettura

Nel complesso, la Prefettura ritiene che la filiera dei controlli predisposta per il cantiere possa essere considerata adeguata allo stato degli accertamenti.

«Gli esiti dell’attività ispettiva consentono di ritenere che la filiera dei controlli di prevenzione predisposta per il cantiere risulti complessivamente adeguata», si legge nella nota.

La valutazione resta comunque accompagnata da una precisazione importante: il monitoraggio non si interrompe con la conclusione dell’accesso. Il Gruppo interforze antimafia e le altre amministrazioni competenti continueranno infatti a svolgere verifiche e approfondimenti per garantire il presidio costante della legalità.

Legalità, affidamenti e sicurezza

Il cantiere di Bagnoli rappresenta uno dei principali interventi infrastrutturali in corso a Napoli.

Le opere legate alla 38esima America’s Cup coinvolgono risorse pubbliche, società appaltatrici, subappaltatori, fornitori e una pluralità di lavoratori. Proprio questa complessità rende necessaria una sorveglianza continua sull’intera catena degli affidamenti.

Il controllo antimafia non riguarda soltanto l’eventuale presenza diretta di imprese riconducibili ai clan. Comprende anche la verifica di rapporti societari, subcontratti, mezzi impiegati, personale presente e anomalie che possano indicare tentativi di condizionamento.

Allo stesso modo, il rispetto delle norme sulla sicurezza non può essere separato dal tema della legalità complessiva del cantiere.

Il monitoraggio proseguirà

La conclusione dell’accesso ispettivo non chiude dunque l’attività di controllo.

La documentazione acquisita dovrà essere ancora esaminata e le prescrizioni impartite alle quattro aziende saranno oggetto di successive verifiche.

La Prefettura ha ribadito che l’obiettivo è garantire «il costante presidio della legalità, della trasparenza degli affidamenti e della sicurezza nei luoghi di lavoro».

Il primo bilancio esclude, allo stato, la presenza di società riconducibili alla criminalità organizzata. Ma il cantiere dell’America’s Cup continuerà a essere osservato, proprio perché la prevenzione funziona soltanto quando resta attiva durante tutte le fasi delle opere.

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