Guardia di Finanza
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14 Luglio 2026

Cristina Siciliano

Vico Equense, sequestrata una struttura ricettiva: contestati oltre 50 abusi edilizi in un’area sottoposta a vincoli

Il provvedimento riguarda un complesso turistico-agrituristico del valore stimato di circa 2 milioni di euro. Contestato il reato di lottizzazione abusiva

Una struttura ricettiva e agrituristica di Vico Equense, in provincia di Napoli, è stata sottoposta a sequestro preventivo. Il provvedimento è nato nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Inoltre, il provvedimento, eseguito dalla Guardia di Finanza, riguarda anche l’area di sedime dell’immobile. Il valore complessivo dell’area è stato stimato in circa 2 milioni di euro. Secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero stati realizzati nel corso degli anni oltre cinquanta abusi edilizi. Agli indagati viene contestato il reato di lottizzazione abusiva. In particolare, si ritiene che gli interventi abbiano modificato in maniera sostanziale la destinazione urbanistica dell’area. Essa è sottoposta a diversi vincoli.

Il sequestro disposto dal Gip di Torre Annunziata

Il decreto di sequestro preventivo è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura. Questo è avvenuto al termine degli accertamenti svolti dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia e dal Gruppo di Torre Annunziata. L’attività investigativa si è avvalsa anche di una consulenza tecnica disposta dall’autorità giudiziaria. Dagli accertamenti sarebbe emerso che l’area interessata, sulla quale insistono edifici realizzati dopo il 1955, consentirebbe esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria. Nonostante ciò, secondo gli investigatori, nel tempo sarebbero stati eseguiti numerosi lavori di trasformazione urbanistica ed edilizia.

Le opere contestate avrebbero interessato progressivamente il fondo agricolo. In questo modo, avrebbero modificato caratteristiche e destinazione d’uso fino a renderlo funzionale a un’attività ricettiva e di ristorazione di rilevanti dimensioni.

Oltre cinquanta opere ritenute abusive

Tra gli interventi individuati figurano numerosi manufatti. Alcuni sono caratterizzati da un’ampia volumetria. In particolare, gli investigatori indicano la realizzazione di sale destinate alla ristorazione con una capienza complessiva superiore ai 300 posti. Sono stati inoltre rilevati depositi, cucine, servizi, tettoie chiuse e muri di contenimento. Complessivamente sarebbero stati riscontrati oltre cinquanta abusi edilizi, maturati nell’arco di diversi anni. Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, non si tratterebbe di episodi isolati. Al contrario, si parla di un unico processo edilizio sviluppatosi nel tempo, con interventi che sarebbero proseguiti fino al maggio 2024. Gli investigatori evidenziano come la successione delle opere abbia determinato una trasformazione complessiva dell’area. In questo modo, il fondo agricolo ha assunto una funzione commerciale e ricettiva incompatibile con la pianificazione urbanistica prevista.

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata

I vincoli sull’area e le contestazioni della Procura

La Procura di Torre Annunziata contesta che gli interventi siano stati realizzati in un contesto caratterizzato dalla presenza di molteplici vincoli. Tra quelli indicati figurano il vincolo paesaggistico, quello idrogeologico, il vincolo forestale, il vincolo cimiteriale e la classificazione sismica dell’area.

Secondo gli investigatori, tali elementi avrebbero imposto particolari limitazioni agli interventi edilizi. Di conseguenza, le trasformazioni contestate sarebbero incompatibili con la normativa vigente e con gli strumenti urbanistici. L’ipotesi accusatoria è quella della lottizzazione abusiva. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il reato deriverebbe dalla trasformazione urbanistica complessiva del terreno e non dalla semplice sommatoria delle singole opere.

Il procuratore: «Aumentato il carico urbanistico»

Sulla vicenda è intervenuto anche il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, che ha sottolineato le conseguenze dell’insediamento sul territorio. «La capacità ricettiva della struttura, per dimensioni e incidenza sul territorio, ha comportato un notevole aggravio del carico urbanistico, con conseguente incremento delle esigenze di viabilità, parcheggi, servizi idrici, fognari ed energetici, in un contesto territoriale privo delle infrastrutture necessarie per sostenere un tale insediamento», ha dichiarato il procuratore.

Le indagini hanno portato quindi all’adozione della misura cautelare reale finalizzata a impedire la prosecuzione degli effetti delle presunte violazioni contestate. Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari e le contestazioni saranno oggetto delle successive valutazioni dell’autorità giudiziaria nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento.

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