Michele Di Bari
Michele Di Bari

10 Luglio 2026

Cristina Siciliano

Sicurezza negli ospedali di Napoli, il prefetto Di Bari: “Più vigilanza nei pronto soccorso, ma serve anche restituire dignità ai luoghi di cura”

Dopo l’aggressione a un operatore socio sanitario del Cardarelli, rafforzati controlli, videosorveglianza e collegamenti diretti con le forze dell’ordine di Napoli

La sicurezza negli ospedali della provincia di Napoli torna al centro del confronto istituzionale dopo l’aggressione subita da un operatore socio sanitario all’interno dell’ospedale Cardarelli. Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato una riunione con istituzioni sanitarie, ordini professionali e forze dell’ordine. L’obiettivo è fare il punto sulle misure già adottate e sulle nuove azioni da mettere in campo. Nei presidi sanitari sono stati potenziati i dispositivi di sicurezza attraverso la presenza dei drappelli della Polizia. Inoltre, c’è stato un aumento della vigilanza privata, l’installazione di sistemi di videosorveglianza e l’attivazione di linee telefoniche dedicate per il collegamento diretto con le sale operative delle forze dell’ordine.

Rafforzata la presenza delle forze dell’ordine nei pronto soccorso

Durante l’incontro in Prefettura è emerso che in sei strutture sanitarie della provincia di Napoli sono già presenti i drappelli della Polizia. Per gli altri presidi è stato disposto un rafforzamento dei controlli, con particolare attenzione alle fasce orarie considerate più delicate. In particolare, il prefetto Michele di Bari ha sottolineato che il tema della sicurezza negli ospedali richiede interventi immediati. Inoltre serve una strategia più ampia capace di migliorare la qualità degli ambienti in cui ogni giorno lavorano medici, infermieri, operatori sanitari e personale amministrativo. “Lo sforzo per la sicurezza finora messo in atto deve essere accompagnato da un’azione parallela di restituzione di dignità ai luoghi di cura”, ha dichiarato il prefetto durante la riunione.

Secondo Di Bari, il potenziamento dei presidi di Polizia all’interno dei pronto soccorso e l’intensificazione dei passaggi delle pattuglie rappresentano strumenti necessari per proteggere chi opera in prima linea. Però, devono essere accompagnati da un miglioramento dell’organizzazione interna delle strutture.

Medici in ospedale - immagine repertorio
Medici in ospedale – immagine repertorio

Comunicazione con pazienti e familiari tra le nuove priorità

Nel corso della riunione è stato evidenziato anche il ruolo della comunicazione con gli utenti. Le istituzioni sanitarie hanno richiamato l’importanza di strumenti capaci di favorire il dialogo con pazienti e familiari. Questo è fondamentale soprattutto nelle situazioni caratterizzate da attesa, emergenza e forte pressione emotiva.

Tra le iniziative discusse rientra l’applicazione di protocolli comportamentali rivolti agli operatori sanitari per la gestione delle situazioni critiche e per migliorare il rapporto con chi accede alle strutture ospedaliere. Particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di creare ambienti più accoglienti, attraverso interventi sull’illuminazione, sull’organizzazione degli spazi e sulla presenza di figure dedicate alla comunicazione con l’utenza. L’obiettivo indicato dagli enti coinvolti è quello di ridurre le tensioni che possono generarsi nei momenti di maggiore difficoltà. Inoltre, si vuole contrastare anche le campagne denigratorie rivolte al personale sanitario, spesso impegnato in contesti segnati da sovraffollamento e forte carico assistenziale.

Il confronto tra istituzioni e professionisti della sanità

Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti della Regione Campania, delle Aziende sanitarie locali e delle principali strutture ospedaliere napoletane. Tra queste, vi sono il Cardarelli, l’Azienda dei Colli, il Monaldi-Cotugno-Cto, il primo e il terzo Policlinico, il Santobono-Pausilipon e la Fondazione Pascale.

Presenti anche i rappresentanti del sistema 118, degli ordini professionali dei medici, degli infermieri, degli psicologi e delle altre professioni sanitarie, oltre ai rappresentanti delle forze dell’ordine. I vertici sanitari e gli ordini professionali hanno espresso apprezzamento per le misure messe in campo. Hanno inoltre evidenziato la necessità di proseguire con un lavoro condiviso per affrontare il fenomeno della violenza contro gli operatori sanitari.

Il confronto resta aperto con l’obiettivo di individuare ulteriori strumenti di prevenzione e intervento. La sicurezza negli ospedali viene così affrontata come una questione che riguarda non soltanto la protezione fisica degli operatori. Ma interessa anche la qualità dei servizi offerti ai cittadini e il recupero della funzione centrale dei luoghi di cura. La sfida indicata dalle istituzioni è quella di costruire strutture più sicure, organizzate e capaci di garantire un rapporto equilibrato tra chi lavora nella sanità e chi vi si rivolge per ricevere assistenza.

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