Il tribunale di Napoli ha definito il procedimento con rito abbreviato dopo l’arresto avvenuto poche ore dopo il tentato furto
È stato condannato a un anno, sei mesi e venti giorni di reclusione, oltre a una multa di 800 euro. L’uomo era accusato di aver tentato di rubare la mitria dalla statua di San Gennaro nel Duomo di Napoli. Tuttavia, il tribunale partenopeo ha disposto la sospensione condizionale della pena e la rimessione in libertà dell’imputato. Si tratta di un cittadino nigeriano giudicato con rito direttissimo. Il procedimento nasce dal furto sventato nella mattinata dell’8 luglio. In quell’occasione il 43enne era riuscito ad avvicinarsi al busto del patrono di Napoli e a sottrarre il caratteristico copricapo vescovile. In seguito è stato bloccato grazie alla collaborazione tra sistemi di videosorveglianza, militari dell’Esercito impegnati nell’operazione Strade Sicure e carabinieri.
Il tentativo di furto nel Duomo e il recupero della mitria
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo è entrato nel Duomo di Napoli e si è avvicinato alla statua raffigurante San Gennaro, custodita all’interno della cattedrale. Con un gesto rapido ha rimosso la mitria, il copricapo simbolo della dignità episcopale del santo, e si è diretto verso l’uscita. L’allarme è scattato immediatamente. Il personale della cattedrale si è accorto dell’accaduto e ha contattato il numero di emergenza 112. La segnalazione è arrivata alla centrale operativa del comando provinciale dei carabinieri di Napoli. Successivamente, i carabinieri hanno utilizzato anche le immagini delle telecamere presenti sul sagrato del Duomo per individuare gli spostamenti dell’uomo.
Le riprese hanno consentito di seguire la fuga del 43enne mentre si allontanava dalla zona con la mitria ancora con sé. Le informazioni sono state trasmesse ai militari dell’Esercito Italiano impegnati nei controlli del territorio nell’ambito dell’operazione Strade Sicure. Il cittadino nigeriano è stato intercettato e bloccato a pochi metri dalla cattedrale, prima che potesse allontanarsi tra le strade del centro storico. Poco dopo sono arrivati i carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli, che hanno proceduto all’arresto. La mitria è stata recuperata integra e riconsegnata.
Il copricapo sottratto dalla statua ha un importante valore religioso e storico, ma non contiene materiali preziosi. Diverso è il caso della mitria conservata nel Tesoro di San Gennaro, custodita in un ambiente protetto e realizzata con pietre preziose.

La decisione del tribunale: condanna, multa e sospensione della pena
Nel processo per direttissima, il tribunale di Napoli ha riconosciuto la responsabilità dell’imputato per il tentato furto aggravato, infliggendo una condanna a un anno, sei mesi e venti giorni di reclusione e una multa di 800 euro. Le avvocate Alessia Aprea e Carmen Gatta, difensori dell’uomo, hanno chiesto e ottenuto la definizione del procedimento con rito abbreviato. Tuttavia, la Procura aveva contestato il tentato furto aggravato e richiesto una condanna superiore ai due anni di reclusione, oltre agli arresti domiciliari. Al termine dell’udienza, le legali hanno espresso soddisfazione per l’esito del procedimento giudiziario. In una dichiarazione riportata dalle stesse professioniste, la decisione del giudice, con la sospensione della pena e senza applicazione del carcere, è stata considerata una risposta sanzionatoria ritenuta più equilibrata rispetto alla vicenda. L’uomo è stato quindi rimesso in libertà dopo la decisione del tribunale.
Un episodio che riporta l’attenzione sulla sicurezza del patrimonio religioso
Il caso ha riportato l’attenzione sulla tutela dei luoghi simbolo della città e sui sistemi di sicurezza adottati per proteggere opere e beni legati alla tradizione religiosa napoletana. Il busto di San Gennaro custodito nel Duomo rappresenta uno dei simboli più riconoscibili della devozione cittadina. Ogni anno migliaia di fedeli e visitatori si recano nella cattedrale per rendere omaggio al patrono, protagonista di una delle celebrazioni religiose più conosciute, quella dello scioglimento del sangue conservato nelle ampolle. L’intervento coordinato delle forze presenti sul territorio ha permesso di recuperare rapidamente il manufatto e di evitare conseguenze più gravi. Infine, l’inchiesta giudiziaria si è conclusa in tempi rapidi con il giudizio direttissimo e la successiva definizione del procedimento con rito abbreviato.
La vicenda resta un episodio particolare nella storia recente del Duomo di Napoli. Qui un tentativo di sottrazione di un oggetto simbolico è stato fermato in pochi minuti grazie alla collaborazione tra cittadini, sistemi di controllo e forze dell’ordine.

