Tra le mura dello Spazio Durante, storie di rinascita e sinergie tra istituzioni e aziende per restituire dignità al territorio attraverso il lavoro regolare
C’è una Napoli che non si arrende al vicolo cieco del lavoro nero e della rassegnazione. Questa mattina ha scelto di darsi appuntamento a Piazza Forcella. A partire dalle ore dieci, lo Spazio Annalisa Durante ha ospitato il Job Day, un’iniziativa gratuita e aperta alla cittadinanza per favorire l’incontro reale tra imprese e territorio. L’evento è stato organizzato con il supporto della multinazionale Gi Group. All’iniziativa hanno partecipato la consigliera comunale Alessandra Clemente, promotrice del progetto, l’assessora regionale al Lavoro, Angelica Saggese, e il manager Alessandro Balzano. Si sono invece registrate le assenze dell’assessora comunale Chiara Marciani e del deputato Marco Sarracino.
La memoria viva che scaccia l’inganno del malaffare
Chi cammina per Forcella sa bene che qui ogni pietra ha una storia. Alcune storie fanno ancora sanguinare il cuore della città. Oggi, però, varcando la soglia dello spazio intitolato ad Annalisa Durante, non si respirava aria di resa. Nel suo intervento di apertura, Alessandra Clemente ha toccato le corde più profonde della platea. Ha così restituito un senso compiuto e limpido alla storia di questo luogo. “Il cuore e la resilienza di questo quartiere passano per questo spazio, che dopo essere stato chiuso e abbandonato è finalmente ritornato alla cittadinanza“, ha spiegato la consigliera comunale.
“Oggi questo luogo viene animato da tantissime associazioni ed è diventato un presidio fondamentale per Napoli, grazie a un calendario fitto di attività coordinate da un avviso pubblico annuale. Qui c’è una grande spinta di partecipazione. Alla porta troverete quasi sempre Giannino Durante, il papà di Annalisa. Ci sono ferite nel nostro territorio che però, per fortuna, possono diventare feritoie di luce. Quando dentro la rabbia, la frustrazione, il dolore e la vendetta entra qualcosa che si chiama dignità, riscatto e coraggio, allora si può continuare a stare qui, a testa alta, in un contesto che ti ha tolto tanto”.

Le disuguaglianze che ostacolano il lavoro
La consigliera ha poi affrontato il tema delle disuguaglianze di genere e delle barriere che colpiscono i lavoratori più vulnerabili. Ha ricordato anche la propria esperienza personale durante alcuni colloqui di lavoro. “Io stessa ho fatto dei colloqui in passato in cui mi è stato chiesto se fossi fidanzata o se fossi incinta, e i miei colloqui sono andati in bianco. Dobbiamo mettere a fuoco le disuguaglianze che colpiscono le persone disabili, chi vive una condizione di vulnerabilità, le donne in cerca di occupazione e chi deve ricollocarsi sul mercato. Dove non c’è lavoro non c’è cultura del lavoro, non c’è bellezza né dignità e si fa spazio l’inganno della malavita e dei soldi facili. Portare cultura e occupazione significa togliere ossigeno alla criminalità organizzata. Abbiamo voluto fare qualcosa di estremamente concreto, unendo le forze per dimostrare che cambiare si può“.
Le istituzioni e la sfida del capitale umano contro lo scoraggiamento
L’assessora regionale al Lavoro, Angelica Saggese, ha posto l’accento sulla centralità delle politiche attive e sul dovere delle amministrazioni di riaccendere la speranza laddove sembra svanita. Ha insistito sulla necessità di ripartire dal valore di ogni individuo, soprattutto nei contesti urbani più complessi e vulnerabili. Qui, infatti, l’isolamento rischia di trasformarsi in rassegnazione sociale.
“”Il Job Day è sicuramente un momento molto importante per istituzioni, comunità e persone che vivono in quest’area, perché tante volte le persone sono scoraggiate. Non si avvicinano neanche al mercato del lavoro e perdono completamente la speranza di poter trovare anche una possibilità di inserimento lavorativo“, ha spiegato Saggese.
Un esempio concreto di riscatto
Per dimostrare l’efficacia pratica di queste reti, l’esponente della giunta ha richiamato una storia di successo concreto. “L’abbiamo vista la testimonianza di un ragazzo che ha partecipato a qualche precedente edizione del job day e che oggi ha un lavoro stabile qui nella città di Napoli. Sono occasioni molto utili, molto importanti e l’obiettivo è quello di cercare di avvicinare la domanda di lavoro e l’offerta di lavoro, cioè le aziende che richiedono profili professionali e i ragazzi e le ragazze che devono inserirsi in un contesto, che sono alla ricerca di un’occupazione consona alle proprie competenze, alle proprie capacità, al proprio profilo, a quello per cui si sono formati, quindi ben vengano queste iniziative, sono sicuramente utili a favorire il riallineamento tra domanda e offerta”.
Focalizzando l’attenzione sul valore simbolico di Forcella, Saggese ha chiarito il significato profondo dell’azione politica sul territorio. “Partire dal capitale umano in questo quartiere significa la volontà di aiutare questo quartiere particolare della città, sostenerlo e fargli comprendere anche quali sono le potenzialità della propria persona, le potenzialità e la capacità che ciascuno di noi può avere e l’importanza del ruolo che ciascuno può avere nel mercato del lavoro, dare una speranza a queste persone che tante volte non ce l’hanno, l’hanno persa, l’hanno completamente abbandonata“. In conclusione, l’assessora ha lanciato un appello diretto alle nuove generazioni campane: “Un ultimo messaggio ai giovani è sempre quello che mi piace dare ed è sempre lo stesso: formatevi, non perdete mai la speranza perché esistono istituzioni che vi sono vicine”.
Il lavoro come professione e non come approssimazione
Ad affiancare la filiera istituzionale in questo percorso di inclusione è stato il team di recruiter e specialisti hr di Gi Group, che ha trasformato lo Spazio Durante in un vero e proprio centro di orientamento avanzato. Attraverso colloqui individuali, analisi delle competenze e simulazioni pratiche, i candidati hanno potuto misurarsi con i trend attuali del mercato e comprendere i meccanismi di accesso ai contratti tutelati, superando la logica penalizzante delle reti informali.
Alessandro Balzano, area manager di Gi Group, ha ribadito il valore sociale dell’attività d’impresa in territori complessi. “Venire in un luogo come questo qua e parlare di lavoro diventa realtà centrale. Noi arriviamo qua con le nostre proposte lavorative perché il lavoro ha un impatto sociale e la parte sociale serve per costruire un’umanità nuova e anche un posto nuovo in modo da dare dignità anche alle persone in cerca di occupazione, qualsiasi sia la condizione di partenza”, ha dichiarato il manager. Analizzando l’approccio dei candidati, Balzano ha evidenziato la necessità di una svolta culturale.
“Io penso che la ricerca del lavoro non sia mai intesa come un lavoro, quindi non ci si prepara per andare a un colloquio. Viene fatta anche in maniera approssimativa, perché normalmente il lavoro si cerca per passaparola, per conoscenza. Adesso i tempi sono cambiati, per cui la ricerca del lavoro è un lavoro”. Le offerte concrete presentate sul territorio campano e napoletano puntano a valorizzare le competenze reali e la formazione continua, chiudendo con una riflessione generazionale: “Il lavoro non è solo una fatica, è una roba che deve piacere, altrimenti diventa solo un sacrificio“.


