Il Sannio torna al centro del dibattito politico, ma non per i temi ordinari della campagna elettorale. Stavolta a infiammare gli animi è la corsa al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028, con un confronto aspro tra il sindaco di Benevento Clemente Mastella e il vice segretario provinciale della Lega, nonché sindaco di Pago Veiano, Mauro De Ieso.
Le parole di Mastella, che aveva bollato come “imbecillità politica” le critiche rivolte dalla Lega alla gestione della doppia candidatura sannita, hanno provocato la pronta reazione di De Ieso. Quest’ultimo, con una nota dura, ha replicato sottolineando la necessità di una visione unitaria e condivisa, evitando divisioni che rischiano di indebolire il territorio in un appuntamento di portata nazionale.
Il ruolo della Capitale Italiana della Cultura
Il titolo di Capitale Italiana della Cultura non rappresenta soltanto un riconoscimento simbolico. Si tratta di un’opportunità concreta per il territorio che lo conquista: maggiori finanziamenti, visibilità nazionale e internazionale, flussi turistici, valorizzazione dei patrimoni culturali e storici.
Per il Sannio, una terra ricca di tradizioni, borghi, enogastronomia e siti archeologici, la possibilità di candidarsi a Capitale della Cultura è una chance irripetibile. Significherebbe rilanciare l’immagine di Benevento e della provincia, investire nella cultura come motore di sviluppo economico e sociale, attirare visitatori e investitori.
È proprio per questo che la questione assume un peso politico di primo piano: una candidatura divisa rischia di disperdere le energie e compromettere le possibilità di successo.
La posizione di Clemente Mastella
Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha difeso con forza la sua linea. Per lui, la candidatura di Benevento come Capitale della Cultura è un atto dovuto e naturale, considerato il ruolo del capoluogo come centro culturale, storico e religioso di rilievo.
Mastella ha bollato come “imbecillità politica” le critiche arrivate dalla Lega, sostenendo che chi oggi attacca la candidatura del capoluogo non ha compreso l’importanza della sfida. Per il primo cittadino, Benevento è il cuore pulsante del Sannio e deve giocare in prima linea questa partita, anche a costo di accettare una doppia candidatura provinciale.
Il suo discorso è chiaro: meglio avere più proposte che nessuna, e sarà poi la commissione nazionale a valutare la più forte. In questo senso, Mastella difende la libertà dei territori di presentarsi, senza vincoli o imposizioni esterne.

La replica di Mauro De Ieso
Di tutt’altro avviso è Mauro De Ieso, che non ha usato mezzi termini per replicare al sindaco di Benevento. Il vice segretario provinciale della Lega ha definito inaccettabile la posizione di Mastella, accusandolo di non avere una visione unitaria del Sannio.
Secondo De Ieso, puntare su due candidature parallele rischia di indebolire il territorio davanti alla commissione ministeriale. Al contrario, sarebbe stato necessario avviare da subito un percorso condiviso, coinvolgendo tutti i comuni sanniti e le istituzioni provinciali, per arrivare a una candidatura unica e forte.
«Non è con le offese che si costruisce il futuro del territorio – ha affermato De Ieso – ma con il dialogo e con la capacità di fare squadra. Il Sannio non può permettersi divisioni in una sfida di tale importanza».
La richiesta di unità
Il cuore della polemica è proprio questo: la necessità di presentarsi uniti. Per la Lega, il territorio deve mostrarsi compatto se vuole davvero ambire al titolo. Una candidatura frammentata trasmetterebbe l’immagine di un Sannio diviso, incapace di fare sintesi, con il rischio concreto di perdere credibilità agli occhi delle istituzioni nazionali.
De Ieso ha quindi rilanciato la proposta di un tavolo di confronto provinciale, dove comuni, associazioni e rappresentanti politici possano convergere su un’unica proposta culturale. «Solo così – ha detto – si potrà dare forza al nostro territorio e non disperdere energie in competizioni interne».

Il significato politico della polemica
La vicenda va oltre la semplice disputa sulla Capitale della Cultura. Si inserisce in un contesto politico complesso, dove il rapporto tra centrodestra e Mastella resta in bilico.
Da un lato, il sindaco di Benevento rivendica la sua autonomia e il ruolo storico di Benevento; dall’altro, la Lega, sempre più radicata nel Sannio, prova a imporre la sua visione, basata sulla condivisione e sul coinvolgimento dei territori minori.
È anche uno scontro generazionale e di stile politico: Mastella, navigato politico con decenni di esperienza, contro De Ieso, giovane amministratore che rappresenta la nuova classe dirigente leghista.
La forza della cultura nel Sannio
Al di là delle polemiche, il Sannio possiede tutte le carte in regola per candidarsi con successo a Capitale Italiana della Cultura. Benevento, con il suo patrimonio storico e artistico, dal Teatro Romano all’Arco di Traiano, dalla Chiesa di Santa Sofia (Patrimonio UNESCO) al Conservatorio, è il naturale traino di questa sfida.
Accanto al capoluogo, i piccoli borghi sanniti custodiscono tesori inestimabili: dai vini e dall’enogastronomia alle tradizioni artigianali, dai siti archeologici ai percorsi naturalistici. Una candidatura che valorizzi l’intero territorio avrebbe quindi un grande potenziale, capace di unire storia, cultura e turismo sostenibile.
La vera sfida, però, sarà quella di fare sintesi, di costruire un dossier competitivo e credibile, e soprattutto di presentare al Paese l’immagine di un Sannio unito e coeso.
Le prospettive future
La polemica tra Mastella e De Ieso potrebbe trasformarsi in un’occasione per aprire un confronto serio sul futuro culturale del Sannio. Se prevarrà la logica della divisione, le possibilità di vittoria saranno ridotte; se invece si riuscirà a costruire un percorso condiviso, la candidatura sannita potrà davvero ambire al successo.
Molto dipenderà dalla capacità della politica locale di superare i personalismi e di lavorare per il bene comune. La Capitale Italiana della Cultura non è un titolo da esibire, ma un’occasione di sviluppo che può lasciare un’eredità duratura.


