Un’inchiesta per presunta induzione alla corruzione coinvolge l’ex sindaco di Ruviano Roberto Cusano, che tramite i suoi legali respinge ogni accusa e ribadisce la propria totale estraneità ai fatti
Proseguono gli accertamenti della Procura di Santa Maria Capua Vetere nell’ambito di un’indagine per presunta induzione alla corruzione che coinvolge l’ex sindaco di Ruviano, Roberto Cusano, attualmente vicesindaco del Comune. Nei giorni scorsi gli investigatori hanno eseguito un provvedimento di perquisizione presso l’abitazione dell’amministratore. Stando a quanto emerso, avrebbero perquisito anche gli uffici comunali. Si tratta di un’attività investigativa disposta per acquisire eventuali elementi utili a chiarire i fatti contestati e verificare le ipotesi formulate dagli inquirenti.
La presunta offerta di denaro
Al centro dell’inchiesta ci sarebbe una presunta proposta avanzata da Cusano nei confronti di un altro sindaco dell’Alto Casertano. Secondo la ricostruzione investigativa, l’ex primo cittadino avrebbe offerto una bottiglia di vino e una somma di 20 mila euro. L’offerta sarebbe stata rifiutata dal destinatario, che avrebbe successivamente presentato denuncia alla Procura della Repubblica. Da quella segnalazione sono partiti gli approfondimenti coordinati dal pubblico ministero Anna Ida Capone, che hanno portato alle recenti perquisizioni.
La replica della difesa
Attraverso una nota ufficiale, gli avvocati Gaetano e Raffaele Gaetano Crisileo hanno ribadito la posizione del loro assistito, sottolineando la “totale estraneità ai fatti” contestati. I legali hanno evidenziato come Cusano respinga con fermezza ogni ipotesi di responsabilità, sostenendo che le accuse siano del tutto prive di fondamento. La difesa ha inoltre precisato che il proprio assistito è pronto a collaborare con gli inquirenti, fornendo ogni chiarimento necessario affinché la vicenda venga ricostruita nella sua effettiva dimensione.
La fiducia nella magistratura
Nella stessa nota, i difensori hanno espresso piena fiducia nell’operato della Procura di Santa Maria Capua Vetere e del magistrato titolare dell’inchiesta. Allo stesso tempo hanno ricordato come la perquisizione rappresenti un normale atto investigativo. Sarebbe finalizzato, infatti, esclusivamente alla ricerca di elementi utili all’accertamento dei fatti. Per questo motivo, sottolineano, il provvedimento non può essere interpretato come una prova di colpevolezza né come un’anticipazione di responsabilità. Questo vale soprattutto in una fase ancora preliminare del procedimento.
La difesa ha infine ribadito che Cusano intende affrontare l’intera vicenda con serenità e nel pieno rispetto delle istituzioni, confidando che l’accertamento giudiziario possa svolgersi con equilibrio, rigore e imparzialità. Gli avvocati hanno inoltre annunciato di riservarsi ogni iniziativa utile a tutelare l’immagine e la reputazione del loro assistito, richiamando il principio della presunzione di innocenza, che deve accompagnare ogni persona sottoposta a indagine fino all’eventuale definizione del procedimento.
Vicende come questa ripropongono il delicato equilibrio tra il diritto di cronaca, l’esigenza della magistratura di svolgere le proprie indagini e il principio costituzionale della presunzione di innocenza. Un’indagine è uno strumento di verifica e non una sentenza anticipata. Allo stesso tempo, quando vengono ipotizzati reati che riguardano amministratori pubblici, è inevitabile che l’attenzione dell’opinione pubblica sia elevata, perché in gioco c’è il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Saranno gli sviluppi dell’inchiesta e gli eventuali accertamenti processuali a chiarire definitivamente la fondatezza delle accuse o l’estraneità dell’indagato, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento.


