Sequestrati oltre 7.500 prodotti contraffatti e mezza tonnellata di materiale pirotecnico illegale in due siti commerciali della provincia di Caserta
Le indagini della Guardia di Finanza hanno portato alla scoperta di un presunto sistema di commercializzazione di prodotti contraffatti nella provincia di Caserta. Un imprenditore di nazionalità cinese è stato denunciato alla Procura di Napoli Nord nell’ambito di un’inchiesta sul commercio di articoli con marchi falsificati. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati migliaia di prodotti e ingenti quantitativi di materiale esplodente detenuto illegalmente.
Le indagini partite dalla provincia di Isernia
L’attività investigativa è stata condotta dai finanzieri del Comando provinciale di Isernia e del Gruppo di Isernia. Gli accertamenti sono partiti da alcuni sequestri di merce contraffatta rinvenuta sul territorio pentro. Questo ha consentito agli inquirenti di risalire alla possibile rete di approvvigionamento dei prodotti. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la filiera commerciale si estendeva oltre i confini regionali. Inoltre, coinvolgeva anche la vicina provincia di Caserta. Proprio qui sarebbero stati individuati due distinti siti utilizzati come centri di stoccaggio e distribuzione di articoli destinati alla vendita al dettaglio e all’ingrosso.
L’attività di ricostruzione della catena commerciale ha permesso di individuare il soggetto ritenuto al centro della gestione degli approvvigionamenti e della successiva distribuzione sul mercato.

Le perquisizioni disposte dalla Procura di Napoli Nord
A seguito degli elementi raccolti, la Procura di Napoli Nord ha disposto nel novembre dello scorso anno una serie di perquisizioni negli esercizi commerciali riconducibili all’imprenditore. Le attività hanno interessato punti vendita all’ingrosso e al dettaglio specializzati nella commercializzazione di prodotti per la casa, articoli di elettronica, abbigliamento e cancelleria. Nel corso degli interventi, i militari hanno proceduto al sequestro di 7.582 prodotti risultati non conformi alla normativa vigente in materia di tutela dei marchi e di proprietà industriale. Gli articoli erano privi dei requisiti di autenticità e genuinità richiesti dalla legge per la loro immissione sul mercato.
Gli investigatori hanno inoltre verificato la presenza di merce già pronta per la distribuzione. Secondo le ipotesi investigative, questa sarebbe stata destinata alla vendita al dettaglio in vista delle principali ricorrenze festive.
Il sequestro del materiale pirotecnico e le accuse
Durante le operazioni di controllo all’interno dei locali ispezionati, la Guardia di Finanza ha rinvenuto anche circa mezza tonnellata di materiale pirotecnico detenuto in assenza delle necessarie autorizzazioni. Il materiale era presumibilmente destinato alla commercializzazione in occasione delle festività natalizie e di fine anno. La detenzione e la successiva vendita di tali prodotti, secondo quanto contestato dagli inquirenti, sarebbe avvenuta in violazione della normativa sulla sicurezza e sul commercio di materiale esplodente.
L’imprenditore dovrà ora rispondere delle ipotesi di reato di contraffazione e commercio abusivo di materiale esplodente. Le accuse sono al vaglio dell’autorità giudiziaria e saranno oggetto di ulteriori approfondimenti nel corso delle fasi successive dell’indagine.
Il quadro investigativo e le verifiche in corso
L’operazione si inserisce in un più ampio contesto di attività di contrasto alla contraffazione e al commercio illecito condotte sul territorio nazionale. Le autorità sottolineano come il fenomeno della vendita di prodotti falsificati rappresenti un settore spesso collegato a filiere distributive articolate. Queste sono in grado di attraversare più province e regioni. Gli accertamenti proseguono per ricostruire nel dettaglio i flussi di approvvigionamento della merce sequestrata e per verificare eventuali ulteriori responsabilità lungo la catena commerciale. Non si escludono ulteriori sviluppi investigativi legati alla rete di distribuzione dei prodotti.
Le autorità giudiziarie competenti stanno valutando la posizione dell’imprenditore e la documentazione acquisita nel corso delle perquisizioni, al fine di definire l’esatta configurazione delle ipotesi di reato contestate.


