Il trofeo dell’America’s Cup è stato presentato a bordo della Nave Amerigo Vespucci a New York, in vista dell’edizione 2027 che si svolgerà a Napoli
A New York il trofeo dell’America’s Cup ha fatto il suo ingresso simbolico a bordo della Nave scuola Amerigo Vespucci, in occasione delle celebrazioni per i 250 anni degli Stati Uniti. L’iniziativa segna un passaggio chiave nel percorso che porterà la competizione velica a Napoli nel 2027. Di conseguenza, l’evento ha riunito istituzioni italiane e rappresentanti del mondo sportivo e militare. Ha inoltre sottolineato il valore strategico e simbolico dell’appuntamento.
L’incontro tra due icone della marineria a New York
La Nave Vespucci e il trofeo dell’America’s Cup si sono ritrovati nello stesso spazio come due simboli della tradizione marittima internazionale. La presentazione, avvenuta nel porto di New York, ha voluto rappresentare un ponte ideale tra storia e innovazione. Ha rappresentato anche un ponte tra la scuola navale italiana e la più prestigiosa competizione velica al mondo. L’evento si inserisce nel calendario delle celebrazioni americane per l’anniversario dei 250 anni. Offre infatti all’Italia una vetrina internazionale di grande visibilità. La scelta di utilizzare la Vespucci come piattaforma istituzionale rafforza inoltre l’immagine della Marina Militare italiana come ambasciatrice della cultura del mare.
Abodi: “Due icone che si incontrano, l’Italia al centro del mondo”
Il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha definito l’incontro tra la Vespucci e il trofeo dell’America’s Cup come l’unione di “due icone che si incontrano”, sottolineando come l’iniziativa rappresenti la sintesi di due storie di eccellenza. Abodi ha evidenziato come la candidatura italiana e la successiva assegnazione dell’America’s Cup a Napoli siano il risultato di una scelta strategica e fortemente voluta. Secondo il ministro, l’evento non rappresenta soltanto una competizione sportiva. Al contrario, è un’occasione di posizionamento internazionale per il Paese. Nel suo intervento ha rimarcato anche il valore identitario dell’iniziativa. Infine, ha definito l’Italia “al centro del mondo” in un contesto capace di unire sport, diplomazia e promozione territoriale.

Sport, economia e legacy: la visione di Sport e Salute
Accanto alle istituzioni governative, il presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma ha sottolineato come l’America’s Cup rappresenti oggi un comparto che va oltre la dimensione agonistica. Secondo Mezzaroma, lo sport moderno è diventato un settore in forte crescita, trainato dai grandi eventi internazionali. In questa prospettiva, l’America’s Cup genera effetti che si estendono all’economia, alle infrastrutture e alla formazione. Il concetto di “legacy” è centrale. L’impatto dell’evento non si esaurisce nella durata della competizione, ma lascia un’eredità sociale, tecnologica e urbanistica nei territori coinvolti. Di conseguenza, la presenza del trofeo a bordo della Vespucci rafforza questo messaggio. Collega idealmente tradizione e sviluppo, mare e innovazione.
Tradizione navale e futuro della vela verso Napoli 2027
Dal fronte militare, il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago ha ricordato il legame storico tra Italia e Stati Uniti, sottolineando il valore simbolico della Nave Vespucci come emblema della tradizione marinara italiana e della migrazione storica. L’ammiraglio di squadra Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ha evidenziato come Vespucci e America’s Cup rappresentino due espressioni complementari della cultura del mare: da un lato la tradizione, dall’altro l’innovazione tecnologica della vela competitiva. Sulla stessa linea anche Luca Andreoli, amministratore delegato di Difesa Servizi, che ha definito l’iniziativa un’operazione di promozione internazionale che unisce due icone della vela mondiale, con l’obiettivo di accompagnare l’attenzione globale verso Napoli 2027.
Infine, Marzio Perrelli, amministratore delegato di America’s Cup Partnership, ha evidenziato i punti di contatto tra le due realtà: tradizione, lavoro di squadra e cultura del mare. Pur sottolineando il proprio ruolo istituzionalmente neutrale, ha espresso soddisfazione per l’opportunità per l’Italia di ospitare un evento che, secondo le sue parole, promette di lasciare immagini destinate a rimanere nella storia dello sport.


