assessora regionale alla Protezione civile Fiorella Zabatta
L'Assessora regionale Fiorella Zabatta

3 Luglio 2026

Cristina Siciliano

Campania, lotta alla pesca illegale, Zabatta: “Serve un impegno costante per difendere il mare e chi rispetta le regole”

La Regione Campania richiama l’attenzione sul fenomeno e rilancia la collaborazione con la Guardia Costiera per la tutela del mare e della biodiversità

Il contrasto alla pesca illegale torna al centro dell’agenda regionale in Campania dopo una serie di interventi e sequestri registrati nelle ultime settimane. L’assessora regionale alla Pesca e alla Biodiversità, Fiorella Zabatta, ha sottolineato la necessità di rafforzare i controlli lungo le coste e nelle aree marine più esposte a pratiche illecite.
Al centro delle dichiarazioni anche le recenti operazioni che hanno interessato il Golfo di Napoli e il litorale domizio, con il recupero di attrezzature abusive e reti illegali.

Sequestri nel Golfo di Napoli e interventi sul litorale

Nel corso di un’operazione condotta nelle acque del Golfo di Napoli, sono state sequestrate reti per una lunghezza complessiva superiore a un chilometro. Un intervento che, secondo quanto evidenziato dall’assessora Zabatta, conferma la presenza costante del fenomeno e l’importanza dell’attività di controllo svolta sul territorio marino. Parallelamente, sul litorale domizio, una vasta operazione di bonifica ha portato al recupero di centinaia di tubi in PVC utilizzati in maniera abusiva per la cattura dei polpi, oltre a reti abbandonate e cosiddette “reti fantasma”. Le operazioni hanno permesso anche il rilascio in mare di diversi esemplari rimasti intrappolati nelle strutture illegali. Questi interventi, pur rientrando in un’attività ordinaria di vigilanza, evidenziano la persistenza di pratiche che incidono direttamente sugli ecosistemi marini e sulla capacità rigenerativa degli habitat costieri.

Le dichiarazioni dell’assessora Zabatta

La pesca illegale rappresenta un danno enorme per l’ambiente, per la biodiversità marina, per i pescatori che rispettano le regole e per gli stessi consumatori. Per questo il contrasto a ogni forma di illegalità in mare deve diventare una priorità condivisa e permanente”, ha dichiarato Fiorella Zabatta, assessora della Regione Campania con delega alla Pesca e alla Biodiversità. L’assessora ha richiamato anche il ruolo delle forze impegnate sul territorio, in particolare della Guardia Costiera, definendone l’attività quotidiana “fondamentale per la tutela del patrimonio marino”. Le dichiarazioni arrivano in un contesto in cui le operazioni di controllo risultano diffuse lungo diverse aree della costa regionale.

Lungomare Napoli
Lungomare di Napoli-Immagine di repertorio

Un fenomeno diffuso tra le coste

Secondo quanto evidenziato dalla Regione, il fenomeno della pesca illegale non riguarda solo il mare aperto, ma coinvolge anche aree sensibili come laghi costieri e tratti di litorale ad alta pressione antropica. Tra gli esempi richiamati vi è il prelievo illegale di vongole nel Lago Fusaro, così come la raccolta non regolamentata di telline lungo diverse spiagge campane, spesso oltre i limiti consentiti e in alcuni casi destinata al commercio abusivo.

Si tratta di attività differenti per modalità e contesto, ma accomunate dagli stessi effetti: impoverimento degli ecosistemi, alterazione degli equilibri naturali e riduzione della biodiversità. A queste conseguenze ambientali si aggiunge l’impatto economico sui pescatori regolari, che operano nel rispetto delle normative e delle quote di prelievo.

Controlli, prevenzione e tutela

Le autorità marittime e regionali continuano a puntare su un sistema integrato di controlli, che combina attività di vigilanza in mare, operazioni di bonifica delle attrezzature abbandonate e interventi di prevenzione. Il tema delle cosiddette “reti fantasma”, cioè attrezzature da pesca perse o abbandonate che continuano a catturare fauna marina, rappresenta uno degli aspetti più critici per la tutela degli ecosistemi. Il loro recupero, insieme alla rimozione di dispositivi illegali, viene considerato essenziale per ridurre la mortalità accidentale delle specie e migliorare lo stato di salute dei fondali.

La Regione Campania, attraverso la delega alla Pesca e alla Biodiversità, punta inoltre a rafforzare la sensibilizzazione degli operatori del settore e dei cittadini, nella prospettiva di una gestione più sostenibile delle risorse marine.

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