Un progetto promosso dall’Associazione Paese dell’Acqua e della Rete Mondiale dei Musei dell’Acqua
A Santa Croce del Sannio prende vita lo “Spazio Mefite”: il nuovo Centro di Interpretazione dell’Alto Tammaro in sinergia globale con l’Unesco. Un progetto tutto nuovo promosso dall’’Associazione Paese dell’Acqua e dalla Rete Mondiale dei Musei dell’Acqua che mira alla valorizzazione del patrimonio idrico locale connettendosi con oltre 120 istituzioni e più di quaranta paesi in ogni parte del mondo attraverso il network Unesco-IHP.
L’apertura del centro
Nel beneventano, precisamente a Santa Croce del Sannio, apre ufficialmente “Spazio Mefite – Atlante delle Acque dell’Alto Tammaro”, nuovo ed innovativo Centro di Interpretazione dedicato alla salvaguardia, studio e valorizzazione del patrimonio idrico del territorio gestito attivamente dall’associazione Paese dell’Acqua e scaturito grazie alla proficua co-progettazione avviata con la Rete Mondiale dei Musei dell’Acqua (WAMU+NET), di cui la stessa associazione fa parte.

Lo scorso 26 giugno l’apertura ufficiale del progetto che sancisce la prima iniziativa sul campo, la creazione di un centro visitatori completamente incentrato sul patrimonio idrico locale, che oggi unisce circa 120 membri con oltre quaranta paesi in tutto il mondo. Il nuovo contesto esplorerà il fiume Tammaro attraverso l’area storica, geografica e idrogeologica, esaltando le biodiversità e le infrastrutture idrauliche per poi arrivare ad esplorare il mondo acqua a livello globale.
Lo stesso percorso espositivo è suddiviso in otto sezioni, presentando per la prima volta uno spazio interamente dedicato alla rete WAMU+NET e ai suoi membri. In mostra progetti tra i più prestigiosi realizzati dalla stessa rete a livello internazionale, partendo dalle prime cinque sezioni, dedicate all’esplorazione degli ecosistemi e dei fiumi e all’interazioni con le comunità locali. Il tutto analizzando il contesto storico e ambientale dell’Alta Valle del Tammaro.
Ovviamente, poi, spazio al ricco patrimonio idraulico, tra fontane medievali e lavatoi di paesi e all’ecosistema fluviale nella sua variegata funzionalità. E poi ancora i Diritti della natura e i fiumi come veri e propri soggetti giuridici insieme alle pratiche di gestione comunitaria dell’acqua. Esperienze della cittadinanza locale senza mai dimenticare le battaglie internazionali per l’acqua come bene comune.
La fine del percorso espositivo
Il percorso stesso per i visitatori si chiude, con le tre sezioni dedicate alla rete WAMU+NET, a partire da “The Voices of Water”, con cortometraggi dedicati alle idro tecnologie ancestrali sviluppate per il 10th WWF di Bali, inclusi oggi nel Museo Virtuale della Scienza dell’Unesco. Spazio poi all’esposizione di una selezione di opere vincitrici delle prime sei edizioni del concorso internazionale “The Water We WANT”, che terminerà con un enorme schermo touch screen che consentirà l’esplorazione interattiva di tutti i 120 membri della rete globale.
Il centro è stato interamente realizzato grazie al sostegno del programma nazionale italiano “Bando Borghi PNRR”, volto a rivitalizzare i piccoli centri attraverso la cultura e il turismo sostenibile, operando in stretta collaborazione con il Comune di Santa Croce del Sannio (capofila), il Comune di Circello e con l’ALDA – Associazione Europea per la Democrazia Locale. Una iniziativa più che mai avvincente, educativa e formativa, oltre che chiaramente di essenziale importanza dal punto di vista dei relativi studi di settore.

