Sigfrido Ranucci
Sigfrido Ranucci

30 Giugno 2026

Cristina Siciliano

Ranucci, attentato a Torvaianica: quattro misure cautelari tra Cicciano e Avellino per Passariello, De Filippi, Mutone e D’Avino

Quattro indagati tra l’area di Cicciano e l’Avellinese accusati di aver partecipato all’attentato esplosivo contro il giornalista Sigfrido Ranucci a Torvaianica

Quattro misure cautelari sono state eseguite dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato dinamitardo avvenuto nell’autunno scorso davanti all’abitazione del giornalista Sigfrido Ranucci, nei pressi di Torvaianica. Gli indagati, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, provengono tra il comune di Cicciano e diverse aree della provincia di Avellino. Le persone raggiunte dai provvedimenti sono Antonio Passariello, Marika De Filippi, Saverio Mutone e Pellegrino D’Avino. Le accuse contestate a vario titolo comprendono detenzione e porto di ordigno esplosivo in luogo pubblico, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’azione commessa in concorso di più persone e con modalità riconducibili a un contesto mafioso.

L’attentato a Torvaianica

L’attentato si è verificato nell’autunno dello scorso anno davanti all’ingresso dell’abitazione del giornalista a Torvaianica. Un ordigno ad alto potenziale è stato collocato nei pressi del cancello d’ingresso ed è successivamente esploso, provocando gravi danni strutturali. L’esplosione ha distrutto due autovetture parcheggiate all’esterno e danneggiato il muro perimetrale della proprietà. L’azione ha generato un forte impatto mediatico e investigativo, anche per la natura dell’obiettivo colpito, un giornalista noto per le sue inchieste televisive. Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, l’ordigno sarebbe stato realizzato con materiale esplosivo ad alto potenziale, riconducibile a sostanze utilizzate in ambito estrattivo. L’utilizzo di questo tipo di materiale ha rafforzato l’ipotesi di una rete organizzata in grado di reperire strumenti non comuni.

L'attentato a Sigfrido Ranucci
L’attentato a Sigfrido Ranucci

Cicciano e area Avellinese

Un elemento centrale dell’inchiesta riguarda la provenienza degli indagati e i collegamenti tra la provincia di Napoli, in particolare l’area di Cicciano, e quella di Avellino. Secondo quanto emerso, alcune fasi preparatorie dell’azione sarebbero state pianificate tra queste zone. Antonio Passariello risulta residente a Cicciano, mentre gli altri indagati provengono da diversi comuni dell’Avellinese. Gli investigatori ipotizzano che il gruppo abbia agito in modo coordinato, con ruoli distinti tra chi avrebbe effettuato sopralluoghi e chi avrebbe partecipato alla fase esecutiva dell’attentato. Le accuse includono anche l’ipotesi che l’azione sia stata realizzata su commissione, con la presenza di soggetti esterni non ancora identificati che avrebbero fornito supporto economico e logistico.

Dinamiche dell’azione e indagini tecniche

Le indagini hanno ricostruito una sequenza articolata di movimenti nelle ore precedenti all’esplosione. Gli inquirenti hanno analizzato celle telefoniche, spostamenti di veicoli e testimonianze raccolte sul territorio. Un elemento considerato rilevante è il noleggio di un’autovettura utilizzata dal gruppo per raggiungere il luogo dell’attentato. Il mezzo sarebbe stato preso a noleggio in Campania e successivamente utilizzato lungo l’asse viario che conduce alla zona di Torvaianica.

Decisive anche alcune testimonianze, tra cui quella di un passante che avrebbe notato un individuo con volto coperto da passamontagna nelle immediate vicinanze dell’abitazione del giornalista poco prima dell’esplosione. Il soggetto sarebbe poi salito a bordo di un’auto di piccole dimensioni, allontanandosi rapidamente dal luogo.

Le ipotesi investigative

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’attentato potrebbe essere stato organizzato nell’ambito di un progetto più ampio, con la partecipazione di più soggetti e una suddivisione dei compiti tra esecutori materiali e organizzatori. Questo quadro ha portato all’ipotesi di un commando strutturato, in grado di operare con un certo livello di pianificazione. Ulteriori approfondimenti sono in corso per identificare eventuali mandanti e ricostruire integralmente la catena decisionale che avrebbe portato alla realizzazione dell’attentato

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