Approvata a maggioranza la mozione sul principio del consenso libero nei reati sessuali; via libera unanime anche alla campagna straordinaria di controllo sulle acque superficiali e sotterranee
Il Consiglio regionale della Campania ha approvato due distinte mozioni nel corso della seduta svoltasi a Napoli. La prima, relativa al principio del consenso libero nella definizione dei reati di violenza sessuale in coerenza con la Convenzione di Istanbul, è passata a maggioranza con il voto contrario della minoranza. Invece, la seconda riguarda l’attivazione di una campagna straordinaria di monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee. Questa mozione è stata approvata all’unanimità. Le due decisioni segnano un passaggio rilevante nell’attività dell’assemblea legislativa regionale. Esse confermano la centralità dei temi legati ai diritti, alla salute e alla tutela ambientale nell’agenda politica regionale.
Campania, ok alla campagna straordinaria sulle acque
Il Consiglio ha approvato all’unanimità la mozione per l’attivazione di una campagna straordinaria di monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee della Campania. In particolare, si fa riferimento alla presenza di contaminanti di origine antropica.
Il testo nasce dall’iniziativa di un ampio fronte trasversale di consiglieri regionali. Inoltre, punta a rafforzare il sistema di controlli ambientali attraverso un piano di verifiche più esteso e strutturato. Nel corso del dibattito, la consigliera Leonilde Romano (FdI) ha definito la mozione “uno strumento importante e potente per trasformare una minaccia per la salute dei cittadini in un’opportunità di intensificazione del monitoraggio e della verifica delle risorse idriche”.
Il consigliere Fernando Errico (FI) ha sottolineato la necessità di fondare l’azione istituzionale su dati scientifici aggiornati. Inoltre, ha evidenziato il ruolo strategico delle risorse idriche e la vulnerabilità delle aree interne. Da queste zone deriva gran parte del patrimonio idrico regionale.

Il principio del consenso nei reati sessuali
La mozione sul consenso libero nei reati di violenza sessuale è stata presentata da un ampio gruppo di consiglieri regionali. È stata introdotta in aula dalla presidente della Commissione Sanità, Loredana Raia (Pd). Nel suo intervento, Raia ha sottolineato come il principio del consenso libero e informato rappresenti un elemento fondamentale da condividere “al di là delle appartenenze politiche”. Ha richiamato la necessità di mantenere la legislazione in linea con le normative più avanzate in materia di tutela delle donne. Secondo quanto illustrato in aula, il testo impegna il Consiglio regionale a sostenere l’evoluzione del quadro normativo nazionale. In questo modo, il principio del consenso costituisca elemento centrale nella definizione della fattispecie di violenza sessuale. Ciò avverrà in coerenza con gli standard internazionali e con la Convenzione di Istanbul.
Il dibattito ha evidenziato una posizione di maggioranza compatta a sostegno della mozione. La minoranza, invece, ha espresso voto contrario, senza che nel resoconto ufficiale siano riportate ulteriori articolazioni del dissenso. La discussione si è inserita nel più ampio confronto politico sul tema della violenza di genere. Inoltre si è trattato anche dell’adeguamento delle norme italiane agli standard europei.
Acque, via libera unanime alla campagna di monitoraggio
Accanto al tema dei diritti, il Consiglio regionale ha affrontato anche una questione ambientale di forte impatto territoriale: il monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee. La mozione è stata approvata all’unanimità e prevede l’attivazione di una campagna straordinaria per verificare la presenza di contaminanti di origine antropica nel territorio regionale. Nel corso della discussione è stato evidenziato come la misura miri a rafforzare la rete di controllo già esistente. Inoltre, valorizza i dati disponibili presso Arpac, istituti universitari e strutture sanitarie. L’obiettivo è quello di costruire un piano progressivo e mirato di monitoraggio, con particolare attenzione alle aree maggiormente esposte a pressioni ambientali e possibili rischi per la salute.
Dai diversi interventi in aula è emersa la necessità di un approccio basato su evidenze scientifiche aggiornate. Questo, anche in relazione alla gestione delle risorse idriche, considerate un patrimonio strategico per la regione.
Un confronto politico tra diritti e ambiente
La seduta ha evidenziato un’agenda articolata che ha spaziato dai temi sociali a quelli ambientali. Sul primo fronte, la mozione sul consenso ha riaffermato l’attenzione del Consiglio regionale verso le politiche di contrasto alla violenza di genere e l’allineamento con gli standard internazionali. Sul secondo, il tema delle acque ha raccolto una convergenza trasversale. In particolare, l’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare gli strumenti di prevenzione e monitoraggio.
Nel complesso, le due votazioni hanno restituito l’immagine di un’assemblea impegnata su fronti diversi ma strategici per il territorio regionale. Particolare attenzione è stata rivolta alla tutela dei diritti fondamentali e alla salvaguardia delle risorse ambientali.


