Il provvedimento del gip riguarda anche un imprenditore nell’ambito di un’inchiesta su una gara pubblica per il ripristino della sicurezza stradale a Benevento
La Procura di Benevento ipotizza i reati di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e turbata libertà degli incanti nell’ambito di una procedura di gara bandita dal Comune di Benevento. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale sannita ha disposto la sospensione dall’esercizio dei pubblici uffici e servizi per dodici mesi nei confronti del segretario generale del Comune, Riccardo Feola. Inoltre, la misura cautelare è stata eseguita dagli agenti della Digos e dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Benevento. Contestualmente è stato disposto il divieto temporaneo, sempre per dodici mesi, di esercitare la professione di consulente e di ricoprire uffici direttivi di persone giuridiche e imprese. Questo provvedimento è stato preso nei confronti di un imprenditore coinvolto nell’inchiesta.
Le misure cautelari disposte dal gip
L’ordinanza arriva al termine degli interrogatori preventivi svolti lo scorso 5 giugno e riguarda un’indagine coordinata dalla Procura di Benevento. Le contestazioni formulate nei confronti degli indagati riguardano i reati di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e turbata libertà degli incanti, in relazione a una procedura di evidenza pubblica. Inoltre, secondo quanto reso noto dagli inquirenti, le ipotesi di reato sarebbero state commesse in concorso con altri soggetti. Tra questi figura anche il Responsabile unico del procedimento (Rup) della gara. Per quest’ultimo la Procura aveva richiesto una misura cautelare. Tuttavia, il giudice, pur ritenendo sussistente il quadro dei gravi indizi, non ha ravvisato le esigenze cautelari necessarie per disporne l’applicazione.
Le misure adottate hanno natura cautelare e si inseriscono nella fase delle indagini preliminari. Inoltre, le accuse formulate dovranno essere verificate nel corso del successivo iter giudiziario. Ciò avverrà nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

L’inchiesta sulla gara del Comune di Benevento
L’indagine si è concentrata sulla procedura bandita dal Comune di Benevento per l’affidamento in concessione del servizio di ripristino delle condizioni di sicurezza stradale. Ha riguardato anche il reintegro delle matrici ambientali compromesse a seguito di incidenti stradali.
Le attività investigative, condotte attraverso intercettazioni telefoniche e riscontri documentali, avrebbero consentito di ricostruire un presunto accordo tra alcuni degli indagati finalizzato ad agevolare un determinato consorzio di imprese nell’aggiudicazione del servizio. Inoltre, secondo l’ipotesi accusatoria, lungo tutto l’iter amministrativo sarebbero stati mantenuti frequenti contatti tra i soggetti coinvolti. Gli investigatori ritengono che il disciplinare di gara sarebbe stato predisposto introducendo criteri concordati preventivamente. Tali criteri, secondo la Procura, sarebbero stati tali da limitare la partecipazione delle altre imprese concorrenti. L’inchiesta ipotizza inoltre che il gestore di fatto degli interessi del consorzio venisse costantemente aggiornato sullo stato della procedura. Questi aggiornamenti riguardavano anche le possibili cause di esclusione delle aziende concorrenti, attraverso informazioni che sarebbero state fornite dal segretario generale e dal Rup.
Le contestazioni della Procura
Gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno portato gli inquirenti a contestare anche il reato di corruzione. In particolare, la Procura sostiene che il segretario generale avrebbe compiuto atti contrari ai propri doveri d’ufficio dietro la promessa della corresponsione di una somma di denaro. Secondo l’ipotesi investigativa, tali condotte avrebbero inciso sulla regolarità della procedura di gara. Di conseguenza, sarebbe stata alterata la parità di trattamento tra gli operatori economici. Questo avrebbe favorito il consorzio ritenuto destinatario dell’accordo illecito.
La gara oggetto dell’inchiesta, tuttavia, non è arrivata alla sua conclusione. Dopo la sostituzione del Responsabile unico del procedimento, il dirigente subentrato ha disposto l’annullamento in autotutela della procedura. Egli ha rilevato irregolarità di carattere procedurale. Successivamente l’amministrazione comunale ha provveduto a riavviare l’iter per l’affidamento del servizio. L’inchiesta prosegue ora sotto il coordinamento della Procura di Benevento per accertare le responsabilità dei soggetti coinvolti. Pertanto, gli indagati avranno la possibilità di far valere le proprie ragioni nel corso del procedimento giudiziario. Intanto, le accuse formulate dagli inquirenti restano, allo stato, contestazioni ancora da accertare nelle sedi competenti.


