Strage nel Beneventano: Cosimo, 15 anni, ucciso dal padre insieme alla madre. La comunità scolastica lo ricorda mentre proseguono le indagini.
La strage nel Beneventano ha sconvolto l’Italia intera. In un piccolo centro della provincia di Benevento, Salvatore Ocone, 58 anni, ha ucciso la moglie Elisa Polcino e il figlio quindicenne Cosimo, riducendo in fin di vita l’altra figlia di 16 anni. Fermato nelle campagne di Ferrazzano, in Molise, ha confessato le proprie responsabilità davanti agli inquirenti. La comunità è sotto shock e il dolore per Cosimo si riversa sui social, in particolare nella scuola che frequentava.
La dinamica della strage
Secondo le prime ricostruzioni, Ocone avrebbe prima aggredito la moglie all’interno dell’abitazione di Paupisi, per poi rivolgere la violenza contro i figli. Cosimo, 15 anni, è stato ucciso, mentre la sorella è rimasta gravemente ferita e lotta ancora per la vita. L’uomo ha poi tentato la fuga, portando con sé i ragazzi fino al Molise, dove è stato bloccato dai Carabinieri.
Il fermo nelle campagne di Ferrazzano
La sua auto è stata intercettata nelle campagne di Ferrazzano, in provincia di Campobasso. A bordo, il corpo senza vita di Cosimo e la figlia gravemente ferita. La giovane è stata trasferita in elicottero al Neuromed di Pozzilli, dove ha subito un delicato intervento neurochirurgico. Le sue condizioni sono definite stazionarie.
La confessione davanti al magistrato
Durante un interrogatorio durato circa un’ora e mezza nella caserma dei Carabinieri di Campobasso, Ocone ha ammesso ogni responsabilità:
“Sono stato io”.
Parole che hanno confermato i sospetti degli investigatori, inizialmente incerti sulla dinamica dei fatti. Il Gip ha convalidato il fermo, disponendo la custodia cautelare in carcere per duplice omicidio aggravato, tentato omicidio e sequestro di persona.

Il dolore della scuola e della comunità
L’ITI Lucarelli di Benevento, la scuola frequentata da Cosimo, ha pubblicato un post toccante su Facebook:
“Non ci sono parole per una vita spezzata così. Ciao Cosimo, troppo presto. Ti giunga lassù l’abbraccio forte di tutta la comunità scolastica”.
Docenti e compagni hanno affidato al web messaggi di ricordo, parlando della dolcezza e sensibilità del ragazzo, definito un “piccolo angelo”. La comunità scolastica è in lutto, segno tangibile di come Cosimo fosse amato e rispettato.
Le condizioni della sorella
La sorella di 16 anni resta ricoverata in condizioni critiche. Nella notte è stata sottoposta a un intervento alla testa. I medici hanno parlato di una situazione molto delicata, ma al momento stabile. La sua sopravvivenza rappresenta un filo di speranza in mezzo alla tragedia.
Un movente ancora oscuro
Restano ignote le motivazioni che hanno spinto Ocone a un gesto così brutale. Gli inquirenti non escludono tensioni familiari pregresse o fragilità psicologiche. Il Procuratore di Benevento ha sottolineato che serviranno ulteriori accertamenti per chiarire la dinamica e il contesto che hanno portato alla strage.
Reazioni e riflessioni sul femminicidio e i delitti familiari
Il caso ha riacceso il dibattito sui delitti familiari e sul femminicidio in Italia. La vicenda Ocone non è purtroppo un episodio isolato: i dati mostrano una crescita delle violenze domestiche, spesso covate nel silenzio delle mura di casa e sfociate in tragedie irreparabili.
Le indagini e i prossimi passi giudiziari
Le indagini, coordinate dalla Procura di Benevento, proseguiranno nei prossimi giorni con l’autopsia sui corpi di Elisa e Cosimo, ulteriori interrogatori e la valutazione della perizia psichiatrica sull’uomo. L’obiettivo è comprendere se ci fossero segnali trascurati e se fosse possibile intervenire prima per prevenire la strage.
La strage nel Beneventano lascia una comunità sgomenta, segnata dal dolore per la perdita di Cosimo e della madre Elisa. La confessione del padre non attenua lo sconcerto per una tragedia familiare che poteva forse essere evitata. Resta ora la speranza per la sopravvivenza della figlia, mentre il territorio e il Paese intero chiedono giustizia e riflettono sulla necessità di prevenire la violenza domestica.


