Agente DDA
Agente della direzione distrettuale antimafia

25 Giugno 2026

Cristina Siciliano

Omicidio De Marco, arrestato a Capodichino il presunto mandante: era appena rientrato da una vacanza a Ibiza

L’uomo, ritenuto vicino al clan D’Amico-Mazzarella, è accusato di aver organizzato l’agguato del 2 marzo costato la vita a Salvatore De Marco

È stato arrestato appena atterrato all’aeroporto di Napoli-Capodichino, al termine di una vacanza trascorsa a Ibiza. La Polizia di Stato ha eseguito nella serata di mercoledì un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo ritenuto il presunto mandante dell’omicidio di Salvatore De Marco, il 33enne ucciso il 2 marzo scorso nel quartiere di San Giovanni a Teduccio. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. L’indagato, già noto alle forze dell’ordine, è gravemente indiziato di concorso in omicidio e di detenzione e porto illegale di arma da fuoco, reati contestati con l’aggravante del metodo mafioso.

L’arresto è avvenuto direttamente a bordo dell’aereo proveniente dall’isola spagnola. Gli agenti hanno atteso l’atterraggio del volo prima di notificare la misura cautelare e accompagnare l’uomo in carcere.

Le indagini sull’agguato del 2 marzo

L’inchiesta, condotta dalla Squadra Mobile di Napoli e coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia, riguarda l’omicidio avvenuto in via Sorrento, nella periferia orientale della città. Quel giorno Salvatore De Marco venne raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco mentre si trovava in auto insieme alla moglie.

L’agguato si consumò in pieno giorno, in una zona densamente abitata, a poca distanza da una scuola. Un episodio che riportò l’attenzione sulle tensioni criminali presenti nell’area orientale del capoluogo campano e sui contrasti tra gruppi camorristici rivali. Determinante per la ricostruzione investigativa è stata l’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti lungo i percorsi utilizzati dagli esecutori materiali e dai loro presunti complici prima e dopo il delitto. Attraverso il lavoro di incrocio dei filmati e degli altri elementi raccolti nel corso delle indagini, gli investigatori sono arrivati all’identificazione dell’uomo arrestato.

Auto della polizia
Auto della polizia – Immagine di repertorio

Il ruolo contestato dagli investigatori

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’indagato sarebbe un esponente del clan D’Amico-Mazzarella, organizzazione storicamente radicata nel quartiere di San Giovanni a Teduccio. Gli investigatori ritengono che abbia avuto un ruolo centrale nella pianificazione e nell’organizzazione dell’agguato. In particolare, avrebbe partecipato alle attività di sopralluogo e di ricerca della vittima nei giorni precedenti all’omicidio. Inoltre, avrebbe procurato l’autovettura utilizzata dal commando, custodendola fino al momento dell’azione. Le contestazioni riguardano anche il supporto logistico fornito dopo il delitto. Secondo la ricostruzione della Direzione Distrettuale Antimafia, l’uomo avrebbe infatti recuperato il conducente del veicolo impiegato nell’agguato dopo che l’auto era stata abbandonata in una zona isolata per ostacolare le indagini.

Lo sfondo dello scontro tra clan

Gli investigatori collocano il delitto nel contesto delle contrapposizioni tra gruppi criminali attivi nella periferia orientale di Napoli. Salvatore De Marco viene indicato come esponente del clan Rinaldi, sodalizio contrapposto ai D’Amico-Mazzarella.

L’ordinanza eseguita nelle scorse ore rappresenta un passaggio importante nell’inchiesta sull’omicidio, ma le attività investigative proseguono per definire compiutamente ruoli e responsabilità di tutti i soggetti coinvolti. Gli inquirenti continuano ad approfondire ogni aspetto della vicenda, con l’obiettivo di ricostruire nel dettaglio la catena decisionale che avrebbe portato all’organizzazione e all’esecuzione dell’agguato.

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