La denuncia della Fp Cgil contro l’inerzia della Regione mette a rischio i contratti e la continuità dei progetti Pnrr
I fondi per la ricerca sanitaria in Campania ci sono. Tuttavia, restano bloccati da ventiquattro mesi nei meandri della burocrazia regionale. La denuncia arriva dalla Fp Cgil Campania. Questa accusa Palazzo Santa Lucia di una grave “inerzia istituzionale” che sta privando i ricercatori del Pascale e dell’Istituto Zooprofilattico degli incrementi salariali e delle voci perequative previste dal contratto collettivo nazionale. Senza risposte immediate sul fronte degli stipendi e sulla proroga dei contratti legati al Pnrr, il sindacato aprirà nei prossimi giorni una stagione di proteste e presidi permanenti.
Le richieste della Fp Cgil e il nodo delle risorse ferme
La denuncia arriva attraverso una nota della Fp Cgil Campania. Il sindacato sottolinea come le risorse necessarie all’adeguamento salariale dei ricercatori siano già state individuate. Tuttavia, non sono ancora trasferite agli enti interessati. “I ricercatori del Pascale e dell’Istituto Zooprofilattico attendono da oltre due anni che la Regione Campania eroghi le risorse economiche già stanziate, indispensabili per la piena applicazione del loro contratto nazionale”, si legge nella nota. Secondo la Fp Cgil, si tratterebbe in particolare degli incrementi dello stipendio tabellare e degli elementi perequativi. Questi sono considerati parte integrante della retribuzione prevista dal contratto. Il mancato riconoscimento di queste somme, evidenzia il sindacato, produrrebbe una frattura tra quanto stabilito a livello nazionale e la sua concreta applicazione nei contesti di ricerca.

Le osservazioni della Corte dei Conti e del Ministero della Salute
Nel dibattito si inseriscono anche richiami istituzionali che, secondo la Fp Cgil, avrebbero già chiarito la necessità di procedere con l’erogazione delle risorse. “Questa necessità è stata espressamente riconosciuta e richiamata sia dalla Corte dei Conti sia dal Ministro della Salute, attraverso specifiche note ufficiali”, afferma Antimo Morlando, segretario sanità pubblica della Fp Cgil Campania. Il sindacato sostiene inoltre di aver avanzato richieste formali per garantire un corretto utilizzo dei fondi destinati alla ricerca sanitaria. Queste richieste, secondo quanto dichiarato, sarebbero rimaste finora senza riscontro. La posizione della Fp Cgil si concentra anche sul valore strategico della ricerca sanitaria. Questo valore – viene sottolineato- non può essere disgiunto dal riconoscimento delle condizioni contrattuali dei lavoratori che la rendono possibile.
Ricerca, contratti Pnrr e rischio interruzione dei progetti
Accanto al tema delle risorse contrattuali, il sindacato pone l’attenzione sulla scadenza imminente dei contratti finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Si tratta di ricercatori assunti a tempo determinato per lo sviluppo di progetti scientifici specifici. Secondo la Fp Cgil, la mancata proroga di questi contratti comporterebbe un rischio concreto di interruzione di programmi di ricerca traslazionale già avviati. Ci sarebbero possibili ricadute sulla continuità degli studi sperimentali. “C’è anche un’urgenza legata al futuro. I ricercatori assunti con i fondi del Pnrr sono prossimi alla scadenza dei loro contratti”, avverte il sindacato. Il timore è quello di una dispersione del patrimonio di competenze costruito negli anni. Questo accade proprio in una fase in cui diversi progetti sono ancora in corso.
L’appello alla Regione e le prospettive di mobilitazione
La Fp Cgil Campania rivolge un appello diretto alla Regione e al presidente per un intervento definito “risolutivo e immediato”. Al centro della richiesta ci sono due fronti: lo sblocco delle risorse contrattuali e la proroga dei contratti Pnrr in scadenza. “Chiediamo un impegno decisivo su entrambi i fronti: il riconoscimento immediato delle risorse contrattuali dovute e la proroga dei ricercatori Pnrr, prima che sia troppo tardi”, dichiara ancora Antimo Morlando. Il sindacato annuncia inoltre la possibilità di avviare mobilitazioni nei prossimi giorni. Queste partirebbero proprio dall’Istituto Pascale, nel caso in cui non arrivino riscontri concreti da parte delle istituzioni regionali. La vicenda, che intreccia contrattazione pubblica, finanziamenti alla ricerca e gestione dei progetti Pnrr, resta dunque aperta. Ci saranno possibili sviluppi nelle prossime settimane.

