Cresce l’attesa per la cinquantaseiesima edizione della kermesse cinematografica di Giffoni Valle Piana
Le opere in concorso al prossimo Giffoni Film Festival saranno ben 104 suddivise in 42 lungometraggi e 62 cortometraggi, il tutto in un programma che come sempre unisce produzioni provenienti da ogni parte del mondo, e selezionate tra migliaia e migliaia di candidature internazionali. La kermesse sarà in programma dal 17 luglio al 26 luglio presso l’ormai rinomata località di Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno.
L’evento
Come ogni anno la tanto attesa del Giffoni Film Festival si prospetta più che mai carico di quel potenziale artistico proprio di manifestazioni del genere. Un mondo si potrebbe dire, interamente riservato ai giovani e a produzioni che guardano al futuro da un punto di vista completamente diverso. L’edizione 2026 dal tema più che mai visionario “Le cose impossibili”, propone una chiave interpretativa ben precisa che di sicuro attraverserà l’intera programmazione.

Come sempre capita in certe tipologie di manifestazioni, il tema scelto è quello che in qualche modo orienta, chiaramente il giudizio stesso su una specifica opera. Pone la riflessione, stimola in qualche modo la stessa spinta creativa in una specifica direzione. Interrogarsi, in quel senso come una sorta di prova da affrontare, un modo per esprimersi in un terreno specifico.
Un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni stesse della contemporaneità, questo è oggi il Giffoni Film Festiva, con opere che affrontano nodi importanti dell’esperienza umana e sociale, quelli che oggi rappresentano spesso momenti drammatici della stessa esistenza, la solitudine, l’inclusione, le dinamiche familiari, la memoria storica e tanti altri ancora.
Le sezioni
La sezione Elements +3 è quella dedicata alle prime scoperte, all’immaginario infantile. Numerosi i titoli in programma nel gruppo specifico. Tra questi “Bug’s Story”, norvegese di Natalia Malykhina Bratli e l’americano “The Little Train” di Angel Wang. In concorso anche due produzioni italiane: “Galileo and the Fable of Sounds” di Luca di Cecca e “The Winter Cat” di Aurora Cesarini, Silvia Sabbatini e Marta Zano.
Elements +6 invece, propone una programmazione più incentrata sulla formazione e la ricerca di avventura. Tra i titoli selezionati “Born in the Jungle”, produzione lettone,polacca e ceca di Edmunds Jansons, e “Garuda: Dare to Dream”, indonesiano, di Ronny Gany. Elements +10 propone, tra gli altri “Barry & Me”, tedesco svizzero, di Markus Welter, e “Children of the Resistance”, del francese Christope Barratier.
Generator +13 invece, sul tema dell’adolescenza e dei primi conflitti con il mondo esterno propone, tra gli altri titoli il polacco “The Altar Boys” di Piotr Domalewski, e “Trad”, irlandese di Lance Daly. Per Generator +15, poi “A Family”, olandese e belga di Mees Paijnenburg e “Nipster”, svedese, di Sunniva Eir Tangvik Kveum. Generator +18, invece, con temi che si spostano sul trauma e la violenza, spazio per “3 Weeks After”, produzione serbo, italiana, lussemburghese, bulgara e croata di Miroslav Terzic e “Rosemead”, americano di “Eric Lin”.
Gex doc
Spazio, inoltre ai documentari con una sezione dedicata principalmente a identità, percorsi di vita e migrazione. Tra i titoli in competizione “Adam’s Apple” di Amy K. Jenkins, americano e “One in a Million”, sempre americano, inglese e tedesco di Itab Azzam e Jack Macinners. Per quel che riguarda i corti, poi, spazio all’italiano “The Champion’s Mural” di Massimiliano Pacifico, ambientato nella Napoli dei murales dedicati a Maradona e “A Sparrow’s Song”, tedesco di Tobias Eckerlin. Una edizione che si prospetta di grandissimo impatto artistico e sociale. Il Giffoni Film Festival, sotto questo punto di vista rappresenta ormai una pura garanzia, per le future generazioni e non solo.


