Il sagrato del Duomo di Napoli ha ospitato l’edizione 2025 del Premio San Gennaro World. La città ha risposto con calore. L’atmosfera è stata intensa e partecipata.
Il direttore artistico Gianni Simioli ha aperto la serata. Subito dopo, ha presentato la nuova categoria “Amici del Premio San Gennaro”. Quindi, ha chiamato sul palco Antonio Buono. L’imprenditore digitale e filantropo ha ricevuto il primo riconoscimento assoluto della sezione.
L’annuncio ha emozionato il pubblico. Infatti, la storia di Buono lega innovazione, cultura e impegno sociale. Inoltre, il suo percorso nasce dall’amicizia con la famiglia Simioli. Per questo il premio assume un valore speciale. Racconta relazioni, progetti e una visione condivisa della città.

Antonio Buono, innovazione e impegno che parlano alla città
Antonio Buono guida imprese nel digitale. Tuttavia, non si ferma al business. Da anni sostiene progetti culturali e sociali. Così unisce tecnologia, bellezza e solidarietà.
Nel tempo ha affiancato artisti, associazioni e scuole. Inoltre, ha favorito reti tra creativi e comunità. Quindi, ha generato nuove opportunità per i giovani.
Marta e Claudia, figlie di Loredana Simioli, hanno consegnato il riconoscimento. Il momento ha toccato tutti. La memoria di Loredana ha illuminato la scena. Intanto, il sagrato è diventato un luogo di affetti, oltre che di premi.
Il gesto ha suggellato un legame lungo oltre venticinque anni. In effetti, la collaborazione tra Buono e i Simioli nasce da dialoghi, idee e confronti. Da qui arriva il senso della sezione “Amici del Premio”.
Le parole di Gianni Simioli
Gianni Simioli ha spiegato la scelta con chiarezza. Ha ricordato l’amicizia con Buono. Ha sottolineato il valore della comunità. Inoltre, ha definito la nuova sezione un atto di riconoscenza.
“Antonio è un filantropo e un imprenditore affermato. È stato al mio fianco e a quello di Loredana per trent’anni. A lui va la mia riconoscenza. Il Premio San Gennaro World nasce da un anno di lavoro. Senza amici e consiglieri non arriveremmo a questi risultati. Per questo ho voluto aprire la sezione Amici del Premio”.
Il messaggio è arrivato forte. La cultura cresce con le relazioni. Inoltre, la città vince quando includiamo energie diverse. Quindi, la rete di amici diventa motore stabile del progetto.

Omaggio a Claudio Mattone, tra musica e memoria
La serata ha celebrato anche Claudio Mattone. Il compositore ha segnato la musica italiana con successi indimenticabili. Per omaggiarlo, Mavi ha cantato con intensità.
Gli allievi della Scuola Campana delle Arti Performative, diretti da Carlo Morelli, hanno accompagnato il medley. Il pubblico ha seguito in silenzio. Poi, ha applaudito a lungo.
L’omaggio ha unito generazioni e linguaggi. Inoltre, ha mostrato come Napoli sappia rinnovare le proprie tradizioni. Così la memoria diventa spinta creativa.

Premi alla scena culturale: Schiano, Siani e il mondo dell’editoria
La cerimonia ha coinvolto molti protagonisti. Nunzia Schiano ha ricevuto un premio speciale. Alessandro Siani l’ha chiamata sul palco e l’ha abbracciata. A sua volta, Siani ha festeggiato i trent’anni di carriera con un riconoscimento dedicato.
Intanto, l’editoria ha trovato spazio centrale. Rosario Bianco ha ricevuto il premio da Pier Paolo Petino. Inoltre, Gianluigi Osteri ha ritirato il riconoscimento da Valerio Caprara.
Questi passaggi hanno mostrato la ricchezza dell’ecosistema culturale. Infatti, il Premio guarda a musica, teatro, cinema, libri e formazione. Così la città si racconta con molte voci.
Gran finale con Settembre: la musica chiude il cerchio
La musica ha chiuso la serata. Settembre ha interpretato Amandoti con intensità. Poi ha proposto Vertebre, brano vincitore di Sanremo Giovani 2025.
Il pubblico ha seguito ogni nota. Quindi, ha salutato con un lungo applauso. La piazza è diventata un coro. Inoltre, la luce del Duomo ha dato un tono solenne al finale.
Il ricordo di Rosario Padolino, un segno che resta
Anche quest’anno il Premio ha ricordato Rosario Padolino, storico commerciante di via Duomo. La moglie Grazia ha consegnato uno speciale riconoscimento a Roberto Vollero e Massimo Cozzolino.
Il momento ha unito memoria e gratitudine. Inoltre, ha ricordato il valore dei gesti quotidiani. Così la tradizione popolare ha incontrato l’istituzione.
La squadra del Premio: voci e competenze al servizio della città
Accanto a Simioli, sono saliti sul palco Davide Scafa, Antonio Monticelli, Arianna Petillo, Maria Liuzzi ed Ester Gatta. Hanno letto le motivazioni e guidato i passaggi della cerimonia.
La regia è apparsa solida. Inoltre, il ritmo ha tenuto la piazza. Quindi, la serata ha mostrato organizzazione e cura.
Questo lavoro conferma un punto: il Premio nasce da una rete. Infatti, amici, professionisti e imprese sostengono il progetto durante l’anno. Per questo l’evento porta in scena la città intera.

Napoli, tra fede e scena: il premio che unisce
Napoli sa unire sacro e profano. Il Premio lo dimostra ogni volta. La scena culturale incontra la devozione popolare. Inoltre, il sagrato del Duomo diventa un palcoscenico aperto.
Il riconoscimento a Antonio Buono parla di futuro. Infatti, la città cresce quando innova e include. Così la cultura diventa un ponte. Collega generazioni, professioni e quartieri.
La serata si è chiusa tra musica, applausi e abbracci. Quindi, resta un’eredità chiara: la comunità vince se cammina insieme. E Napoli sa farlo con stile, misura e passione.


